5 Stelle News: l’approfondimento informativo da leggere, stampare e divulgare!

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È arrivato! “5 Stelle News” è l’approfondimento informativo del MoVimento 5 Stelle. 

Un resoconto delle notizie più importanti pubblicate sul Blog delle Stelle per conoscere le principali iniziative dei portavoce del MoVimento all’interno e all’esterno delle istituzioni; gli eventi, le battaglie, i provvedimenti del Governo per migliorare la vita di tutti i cittadini italiani.

Lo puoi scaricare e leggere in formato digitale, inviarlo ai tuoi amici su chat e social network oppure puoi stamparlo e distribuirlo ai cittadini del tuo Comune.

In questo primo numero non poteva mancare l’appuntamento del 15 febbraio in piazza Santi Apostoli a Roma per difendere, ancora una volta insieme cittadini e portavoce del MoVimento, il provvedimento che ha abolito i vitalizi, uno dei più vergognosi privilegi che la politica si è autoattribuita. Mai più vitalizi!

Spazio anche per lo storico referendum del 29 marzo nel quale i cittadini italiani saranno chiamati a votare per tagliare, finalmente, il numero dei parlamentari dopo 40 anni di promesse mai mantenute da parte dei vecchi partiti.

Non poteva mancare un resoconto sulla battaglia per revocare le concessioni ad Autostrade le cui gravissime inadempienze sono sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani. Notizie anche dall’Europarlamento dove i nostri portavoce stanno lottando per un salario minimo europeo, rispettoso delle differenze nazionali che aiuterebbe anche le nostre imprese a competere in maniera equa nel mercato unico europeo. Il tempo delle ingiustizie è finito!

E in questo primo numero di “5 Stelle News” abbiamo voluto dedicare spazio anche ad un altro provvedimento di cui siamo particolarmente orgogliosi: il Codice Rosso, un primo efficace strumento per combattere la violenza sulle donne. Ed è altrettanto importante che le donne vengano correttamente informate sugli strumenti a loro disposizione a partire dal numero 1522  contro la violenza domestica, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Chiude questo primo numero “Facciamo Ecoscuola” l’iniziativa grazie alla quale i portavoce del MoVimento 5 Stelle stanno donando parte dei loro stipendi alle scuole italiane. Tutti potete partecipare coinvolgendo gli istituti scolastici con cui siete in contatto. Scoprite come all’interno di questo primo numero di 5 Stelle news. E non dimenticare di inquadrare il QR code sull’ultima pagina per farci sapere cosa ne pensi e inviarci i tuoi suggerimenti migliorativi!2

• SCARICA QUI IL NUMERO 1 DI “5 STELLE NEWS” 

Ricorda: un cittadino informato, è un cittadino libero!

 

 

Disinformazione e menzogne. Ora basta!

Screenshot 2020-02-11 10.38.32Postato il Davide Casaleggio ( Presidente di Associazione Rousseau )

Stasera ho visto un servizio televisivo vomitevole da parte di Rai3 su Rousseau e il Movimento 5 Stelle.

Ho visto persone allontanate dal movimento per inadeguatezza da mio padre citare frasi inventate di mio padre per darsi un tono e far finta di esserne stati amici.

Ho visto persone che stanno affrontando in questi giorni il tribunale per diffamazione essere trattate come fonti autorevoli.

Ho visto un giornalista pubblicare una nota stampa di risposta a due domande che mi erano state recapitate e che evidentemente ha ritenuto fosse troppo lunga e ha deciso di censurarne una parte. Capisco che, ad esempio, sapere che le fonti intervistate sono state portate in tribunale non faceva forse gioco alla trasmissione.

Volete sapere quali sono i clienti italiani di Cambridge Analytica? Vi do un indizio. Il MoVimento non lo è stato. I giornalisti lo sanno bene e hanno già gli elementi per identificare chi invece lo è stato, ma forse per qualche motivo non vogliono andare fino in fondo. Preferiscono restare sulla viscida linea dell’insinuazione verso il MoVimento.

Volete sapere come sono stati utilizzati i dati da parte del MoVimento e da Rousseau? Sempre in maniera etica e nella tutela degli iscritti. Dover andare a cercare un’applicazione di 6 anni fa completamente legittima come migliaia di altre per cercare di attaccare il MoVimento è la dimostrazione della reale finalità di questo servizio.

Fare informazione sulla tecnologia o sull’innovazione con la sola finalità di attaccare una parte politica non è informazione. E’ un modo becero di perdere una grande occasione di aprire la mente delle persone verso le opportunità di partecipazione e di crescita di una comunità riconosciuta a livello internazionale come un caso d’avanguardia unico al mondo.

Mio padre mi ha chiesto di portare avanti il progetto Rousseau e di esserne custode.
A me non piacciono i riflettori, ma credo sia necessario difendere pubblicamente il lavoro di mio padre, delle persone che ci hanno lavorato in questi anni, di quelle che ci lavorano e di quelle che lo sostengono. Nei prossimi giorni andrò in tv per farlo.

Stay tuned.

Regionali, alleanza o meno col Pd in Liguria: vertice M5s decisivo slitta a lunedì

di Giuseppe Sciortino

giovedì 06 febbraio 2020
Regionali, alleanza o meno col Pd in Liguria: vertice M5s decisivo slitta a lunedì

GENOVA – Il vertice politico in cui il Movimento 5 stelle deciderà la sua rotta per le elezioni regionali in Liguria è stato spostato al 10 febbraio. Per questo motivo Alice Salvatore ha disertato l’incontro previsto da tempo a Roma e iniziato regolarmente alle 10:45 a cui invece hanno partecipato tutti gli altri che ne avevano titolo: il reggente Vito Crimi, il facilitatore nazionale per le elezioni regionali Danilo Toninelli, il facilitatore regionale Marco Mesmaecker, il coordinatore regionale Marco Rizzone. 

L’assenza di Alice Salvatore non passa comunque inosservata. Il vertice, annunciato come punto di svolta per le Regionali in Liguria, in realtà è stato un incontro interlocutorio utile per consegnare il dossier con i punti di programma da presentare al Partito Democratico per sviluppare una eventuale alleanza. Ipotesi a cui Salvatore si è sempre detta contraria, sostenendo la linea di ‘indipendenza’ del movimento fondato da Beppe Grillo perseguita anche nelle Marche e dalla ‘base’ pentastellata in Campania.

L’incontro decisivo ci sarà lunedì prossimo. Per il 10 febbraio è stata convocata una riunione a cui parteciperanno gli otto parlamentari liguri, il facilitatore regionale e tutti i consiglieri regionali che davanti a Crimi e Toninelli prenderanno una decisione definitiva sulla strada da affrontare per le Regionali in Liguria. Attualmente il ruolo di sfidante pentastellato nella corsa verso la presidenza regionale è ricoperto dalla genovese Alice Salvatore, vincitrice del contest su Rousseau al ballottaggio contro la ventimigliese Silvia Malivindi.

Lunedi quindi, in una location ancora da decidere tra palazzo Madama e palazzo Chigi, si capirà se il M5s in Liguria andrà da solo o farà coalizione col Pd. Sullo scacchiere la prima opzione, per il momento può contare su due pedine: i consiglieri regionali Salvatore e De Ferrari. Per un accordo di programma coi dem invece si schierano gli altri due consiglieri regionali, Melis e Tosi, oltre al blocco dei parlamentari liguri pentastellati. Secondo rumors di palazzo, la decisione non sarà messa al voto su Rousseau. L’indizio più evidente di un Movimento 5 stelle che sta cambiando pelle verso i prossimi Stati generali.

Sui vitalizi conflitto di interessi inaccettabile. A rischio una battaglia storica.

Ci risiamo. La vecchia politica è tornata all’attacco con ogni mezzo per tentare di ripristinare il più odioso e ingiusto tra i privilegi che si era auto attribuita. Parliamo ovviamente dei vitalizi vita natural durante: neanche una delibera già approvata riesce a fermare la casta, che non si scompone mai quando c’è da difendere i diritti dei cittadini, le loro pensioni e i loro risparmi, ma scende in campo compatta quando bisogna preservare i propri conti in banca.

Come stanno le cose?

In pratica, a decidere se far tornare in vita i vitalizi cancellando la delibera voluta dal MoVimento 5 Stelle, che ne ha decretato la fine, sarà un organo interno del Senato in totale e pieno conflitto d’interessi. Questo perché tra i suoi componenti ci sono o persone che sono entrate in Parlamento molti anni fa e che quindi hanno tutto l’interesse a far decadere la disciplina attuale per godere personalmente del vitalizio maturato, oppure persone molto vicine ad altri ex senatori che attendono di poter riavere il privilegio. Per loro non esistono delibere che tengano, si sentono sopra a tutto e a tutti.

Una vicenda scandalosa rispetto alla quale il silenzio su questa vicenda della presidente del Senato fa molto rumore, anche perchè, con le sue scelte, ha palesato una carenza di quella imparzialità che le viene imposta dalla sua carica e che la rende connivente questa ingiustizia.

Noi riteniamo che il ritorno a quel sistema super vantaggioso voluto dai senatori sia uno schiaffo per tutti i cittadini onesti che attendevano questo cambiamento da anni. Non devono esserci cittadini di serie A e di serie B, noi non lo permetteremo.

Il principio di prendere in proporzione a quanto hai effettivamente versato deve valere per tutti!

Chiediamo al Presidente del Senato di fermare immediatamente il tentativo in corso di rimettere le mani sui soldi dei cittadini e di utilizzare gli strumenti sua disposizione affinché l’organo in conflitto d’interessi, la Commissione Contenziosa, venga sciolga.

È indispensabile formarne uno nuovo, di piena garanzia, con componenti senatori eletti a partire dal 2013 perché loro, a differenza dei predecessori, non hanno diritto al vitalizio ma ad un trattamento contributivo e sarebbero in grado di valutare e decidere in serenità e libertà senza che ci siano di mezzo interessi personali da perseguire. Inoltre, tutti i componenti della Commissione Contenziosa devono essere liberi da qualsiasi legame di interessi con chi prendeva il vitalizio.

In caso contrario, siamo pronti a dare battaglia.

I cittadini sono dalla nostra parte!

Amministrative 2020: aperte le candidature per la creazione delle liste

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A partire da oggi lunedì 3 febbraio 2020 fino a venerdì 6 marzo 2020, sono ufficialmente aperte le candidature per la creazione delle liste in vista delle prossime elezioni amministrative.

I candidati sindaco o presidenti di municipio che intendano presentare una lista possono farlo accedendo alla funzione Open Comuni di Rousseau da QUI.

Si ricorda che tutti i candidati Sindaco o presidenti di municipio dovranno caricare anche un documento di sintesi del loro programma e che, ovviamente, tutti i candidati dovranno essere in possesso dei requisiti richiesti dal Regolamento 

La comunicazione delle liste che hanno ottenuto la certificazione avverrà esclusivamente su www.movimento5stelle.it in queste date:

  • venerdì 28 febbraio 2020
  • venerdì 6 marzo 2020
  • venerdì 13 marzo 2020
  • venerdì 20 marzo 2020
  • venerdì 27 marzo 2020

Tutte le informazioni necessarie per sottoporre la candidatura sono contenute nel regolamento e sintetizzate nelle FAQ che è possibile consultare in caso si necessiti di supporto. Si ricorda a tutti i gruppi che intendano presentare una lista che possono rivolgersi al facilitatore per le Relazioni Interne della propria regione. L’elenco dei facilitatori regionali per le Relazioni Interne è consultabile QUI.

P.S. Ricordiamo che prima dell’ottenimento della certificazione da parte del MoVimento 5 Stelle, nessuna lista è autorizzata all’utilizzo del nome e del simbolo del MoVimento 5 Stelle.


Video dell’incontro di sabato 1 febbraio con i facilitatori regionali del Team del Futuro:

Con Alice Salvatore per liberare la Liguria

Il MoVimento 5 Stelle è un progetto e un’attitudine di vita. Ogni volta che scegliamo di pensare con la nostra testa, ogni volta che scegliamo di approfondire e studiare soluzioni alternative quando qualcosa non ci convince, noi stiamo facendo MoVimento 5 Stelle.

Che è anche una comunità. Noi siamo cittadini organizzati e abbiamo capito che per anteporre sempre l’interesse generale della collettività agli interessi particolari delle poche élite, è necessario introdurre persone integre, con un’etica e onestà intellettuale, dentro le istituzioni e capaci di una visione.

Noi abbiamo le nostre 5 Stelle: l’acqua pubblica, l’ambiente, la mobilità sostenibile, la connettività e lo sviluppo!

Questa è la nostra visione: ogni servizio primario deve essere pubblico e senza profitti. Come l’economia circolare, come l’acqua, come le reti autostradali, come la nostra sanità.

Ma per tutto serve pianificazione e programmazione. Questo deve fare una Regione: pianificare, programmare e realizzare il lavoro con una visione d’insieme.

Noi vogliamo sostituire la cultura dell’emergenza con la cultura della prevenzione! 

Nella nostra Liguria, per prevenire e curare il dissesto idrogeologico, potenziando e aiutando le attività agricole, i percorsi naturalistici e la riforestazione, nell’entroterra, nella costa, nelle città, la pulizia del nostro mare; sviluppando turismo sostenibile e culturale con l’aiuto dei nostri parchi, dei nostri teatri, della nostra Università utilizzando appieno tutti i fondi europei che spettano di diritto al nostro territorio con i giusti collegamenti via treno, tram, con la mobilità elettrica pubblica e privata; per fare manutenzione delle nostre infrastrutture, pianificare e realizzare tutte le piccole e medie opere necessarie e mai considerate, mettere in sicurezza le esistenti con appalti trasparenti senza massimo ribasso; per garantire criteri prettamente meritocratici nelle amministrazioni e nelle società partecipate pubbliche, e non ultimo, nella sanità.

Sempre con l’attenzione dovuta alle fasce più fragili, agli anziani, ai bambini, ai disoccupati;garantendo il diritto alla casa e al lavoro a tutti i cittadini liguri; potenziando l’occupazione in ogni settore con corsi di formazione mirati per i lavori del futuro e destinando le risorse all’assunzione e agli incentivi di tutto il personale necessario, tagliando gli sprechi, riducendo i costi della politica, attirando le competenze in Liguria anziché farle scappare; dando così finalmente respiro alle piccole e medie imprese perché solo con una gestione virtuosa dei servizi pubblici possiamo diminuire la pressione fiscale di imposte e tasse regionali, tutelando le imprese dalle mafie; monitorando le attività portuali affinché la legalità, i diritti dei lavoratori, la sicurezza e la salute siano sempre garantiti, con uno sviluppo sostenibile e rispettoso di operatori e abitanti. Lavorando fianco a fianco con la magistrature e le forze dell’ordine per contrastare e finalmente sconfiggere la criminalità organizzata che infesta la Liguria.

Perché ricordiamo sempre: quando qualcosa non funziona, c’è sempre qualcuno che non vuole farla funzionare. 

E noi siamo i nemici pubblici numero uno di mafie e affaristi senza scrupoli.

Calendario Santi laici 2020, un’idea di Gianroberto Casaleggio. Richiedilo qui

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“Ci sono persone, donne e uomini, che vivono la loro vita facendo ciò che è bene non solo per loro stessi, ma anche per chi gli sta intorno.

Facendo ciò che è giusto e combattendo l’ingiustizia. Lo fanno in modo semplice, nella quotidianità, lontani dalle telecamere e dai fotografi, nell’anonimato.

Utilizzano il tempo della loro esistenza terrena per fare la loro piccola parte nel rendere questo mondo un posto migliore da lasciare a chi verrà. Come delle rondini, volano alto nelle loro scelte quotidiane, senza mai toccare terra. Senza scendere a compromessi.

Non hanno super poteri, semplicemente quando si trovano a un bivio, scelgono di fare ciò che è giusto.

Donne e uomini che da soli danno l’esempio, lasciando un seme di speranza a chi li incontra in vita, ma che insieme fanno e hanno fatto la differenza. Donne e uomini che combattono e hanno combattuto una rivoluzione luminosa e gentile.

Questo calendario è per onorare la loro memoria, mantenere vive le loro idee e ricordare le loro azioni ogni giorno dell’anno.”

Davide Casaleggio


• Per richiedere una copia dell’edizione del 2020 del Calendario Santi Laici (che verrà spedita direttamente a casa tua) puoi cliccare qui o sul pulsante di seguito e successivamente cliccare su “Partecipa” e seguire le indicazioni.

Sono disponibili 220 copie prenotabili a partire da oggi fino al 15 febbraio (fino ad esaurimento scorte). •

Fiducia e responsabilità

Buonasera,

complimenti a tutti per essere stati eletti facilitatori regionali del Movimento 5 Stelle. È un grande compito da portare avanti, e uno dei più importanti. I cittadini di tutte le regioni italiane finalmente avranno a disposizione un Movimento organizzato, con ruoli e compiti. Da tutti i territori finalmente potremo dare una risposta a quanti ci chiedono da anni che vorrebbero avvicinarsi al Movimento, vorrebbero parlare con il Movimento, ma non sanno a chi rivolgersi.
Ecco da oggi, potrete contare su persone competenti e legittimate. E che sapranno fare la cosa più importante per una comunità di cittadini: ascoltare.
Ascoltare e poi agire. Ascoltare i bisogni, le esigenze e poi sapere individuare soluzioni e persone che possano attuarle.

Da oggi la nostra organizzazione è definitiva. Dopo i facilitatori tematici e quelli organizzativi del team del futuro, finalmente ogni regione avrà persone che si prenderanno cura dei cittadini con più attenzione, più capacità di ascolto e legittimati a far funzionare meglio il MoVimento sul territorio. È da lì che nasciamo! Ed è arrivato il momento di dirci che per stare al Governo e dare risposte concrete alle persone, serve essere presenti sul territorio in maniera organizzata e strutturata.
Ho lavorato per un anno a questo progetto. Dalla crisi delle elezioni in Abruzzo del 2019, che ci ha scosso non poco. Adesso posso dire di aver portato a termine il mio compito.

Da oggi inizia il percorso per gli Stati Generali del MoVimento 5 Stelle, i primi della nostra storia, alla cui organizzazione tutti voi parteciperete attivamente. Sarà un momento importantissimo in cui il MoVimento traccerà una nuova idea di Paese dei prossimi decenni. Lo faremo tutti insieme. Perché rispetto a quando siamo nati 10 anni fa, l’Italia è cambiata, e lo è anche grazie al Movimento 5 Stelle.
Alcune esigenze dei cittadini sono state soddisfatte dalle nostre leggi, altri bisogni della società sono nati negli ultimi anni, altri stanno nascendo in queste ore. Abbiamo il dovere di porci nuove domande e dare nuove risposte. E non solo sui singoli temi, ma sul modello di società e di mondo che vogliamo.
Siamo in una fase storica in cui a livello mondiale stanno cambiando i punti cardinali della politca. Non siamo chiamati a rappresentare il nuovo est o ovest o il nuovo nord o sud. Il movimento da sempre è chiamato ad essere la bussola dei cittadini, per difenderli dalle minacce, proteggerli dagli usurpatori, e indicargli la strada per una migliore qualità della vita.

E’ giunto il momento per questa splendida creatura chiamata Movimento 5 Stelle, di rifondarsi. Oggi si chiude un’era. Ed è proprio per l’importanza di questo momento, per l’importanza che ha questo discorso, che ho deciso di leggerlo. E’ un discorso che ho iniziato a scrivere un mese fa. E che finalmente adesso posso pronunciare.

Come molti in questa sala, sono arrivato a Roma nel marzo del 2013. Avevo 26 anni. Ero appena stato eletto deputato. Grillo e Casaleggio non li avevo mai conosciuti. Eppure 20 giorni dopo, sono stato eletto vicepresidente della Camera. Il più giovane della storia, ma soprattutto in una carica in cui gli altri arrivavano dopo decenni di carriera politica.
È la fiducia, il valore principale che ha portato tutti noi in questa comunità. Ed è proprio questa fiducia, che ogni giorno riponiamo nel prossimo, che ci fa ottenere risultati. Tutto quello che facciamo, si basa sulla fiducia. Ed è per questo che molti di noi in questo movimento sono potuti crescere, emergere, affermarsi, perché ci fidiamo delle persone, anche degli sconosciuti.

Ricordo che alla prima riunione dei parlamentari del 2013, nessuno conosceva quello seduto di fianco. Eravamo 163, ognuno con storie diverse, opinioni diverse, sensibilità politiche diverse. Perfetti sconosciuti che godevano della fiducia, al buio, delle due persone che avevano fondato questo MoVimento, di migliaia di iscritti e di milioni di elettori.

In questi anni, da capo politico, ho fatto crescere questo movimento al meglio delle nostre possibilità e ho sempre dato tutto me stesso per proteggerlo dagli approfittatori e dalle trappole lungo il percorso. Anche prendendo scelte dure e a volte incomprensibili.
La Storia ci dice che alcuni la nostra fiducia l’hanno tradita. Ma per uno che ci ha tradito, almeno altri dieci quella fiducia l’hanno ripagata. Perché sono rimasti a combattere, in prima linea, anche nei momenti più difficili. E molte di quelle persone, oggi possono dire di aver firmato e votato leggi che cambieranno la vita degli Italiani per sempre. Di aver messo a posto i bilanci del proprio comune o aver scoperto scandali nella sanità della propria regione grazie alle proprie denunce, di aver cambiato il modo di essere europarlamentare. Di aver migliorato le condizioni del proprio quartiere anche con una semplice raccolta firme.
Questo è l’unico vantaggio personale che tutti potremo ottenere da questa esperienza, essere ricordati per aver fatto qualcosa di buono.

In tanti credono in noi ed è per questo, qualsiasi cosa accadrà, che io mi fido di voi, mi fido di noi, mi fido di chi verrà dopo di me, mi fido della nostra comunità del MoVimento 5 Stelle.

Per arrivare fin qui abbiamo fatto i salti mortali, e insieme a voi li ho fatti anche io. In questi anni questo splendido progetto ha camminato sulle gambe di milioni di persone. Hanno iniziato Beppe e Gianroberto da soli con tanto amore e contro tutti, tanti anni fa. E a loro va tutto il mio grazie di cuore.
Il Movimento 5 Stelle è un progetto visionario che non era mai stato realizzato prima. Centinaia di perfetti sconosciuti, con nessuna esperienza parlamentare, riescono ad entrare nelle istituzioni e poi a formare ben due governi, indicando un ottimo Presidente del Consiglio, due bravissime squadre di Ministri e sottosegretari, ottenendo cose che l’Italia aspettava da 30 anni.

Nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Nessuno ancora oggi sarebbe pronto a scommettere sul nostro futuro. Siamo stati l’incubo di tutti gli analisti finanziari e politici. E sono pronto a dire qui, che continueremo ad esserlo. Abbiamo davanti a noi un percorso ancora lungo di continua evoluzione e di continua crescita che segnerà inevitabilmente la storia politica dei prossimi decenni.
Le nostre 5 Stelle hanno camminato, camminano e ancora cammineranno sulle gambe di milioni di italiani.

Lavorare fianco a fianco con tante persone mosse dallo stesso sentimento, ha creato tra di noi fratellanza, amicizia, emozioni indescrivibili e anche qualche amore. Abbiamo costruito un futuro in cui sperare – insieme a milioni di italiani che ci hanno sostenuto.
E anche dei momenti di cui gioire, dopo anni di rabbia e delusioni. Spesso non c’è stato nemmeno il tempo di festeggiare le vittorie, perché già si presentava un’altra battaglia, un altro attacco dei media, ma in quei pochi momenti in cui ci siamo fermati, abbiamo respirato finalmente il profumo della giustizia, dell’equità e della lealtà. Questi valori ci hanno ispirato e sono dentro ogni singolo atto che abbiamo fatto approvare: sia quando eravamo all’opposizione, sia ora che siamo maggioranza al governo. E in tutte le istituzioni in cui siamo entrati, dal più piccolo comune, alle regioni, al parlamento.

Quello che ci anima è il fuoco che abbiamo dentro, che ci ha permesso di sconfiggere quei grumi di potere che erano ai vertici delle istituzioni da tempo immemore. E che continueremo a combattere e a battere. Se ci crederemo e se ci impegneremo. Se continueremo a fidarci l’uno dell’altro e della missione che portiamo avanti.

Abbiamo tanti nemici? Certo. Quando si prova a cambiare lo status quo, quando si vogliono davvero cambiare le cose e trasformare l’atteggiamento delle istituzioni, c’è sempre qualcuno che resiste e che ti fa la guerra.

Ma nessuna forza politica è mai stata sconfitta da un nemico esterno, bensì sempre dal suo interno. I peggiori nemici, sono quelli che uno non immagina mai di avere e che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme. Sono le persone che al nostro interno lavorano non per il gruppo e per gli obbiettivi comuni, ma per la loro visibilità. Persone che poi non ci mettono la faccia quando si tratta di lavorare per le soluzioni, che criticano senza voler costruire, ma solo per distruggere.
A volte credo che sia anche questione di credere in quello che facciamo: abbiamo un’occasione storica di cambiare le cose in Italia. E se negli ultimi anni avessimo avuto fiducia un po’ di più in noi stessi, senza sentire il bisogno di andare troppo spesso l’uno contro l’altro, probabilmente avremmo raggiunto risultati ancora migliori.

Ma nonostante tutto io continuo a fidarmi di tutti voi. Il mio obiettivo quando ho iniziato questa esperienza era quello di finire questo percorso, con la stessa fiducia nel prossimo con cui avevo iniziato. E vi auguro lo stesso.
E anche quando apparivo chiuso e diffidente, posso assicurarvi che non si trattava di sfiducia, bensì di riservatezza. Sperimenterete nel vostro percorso a ogni livello, che spesso, quando devi ottenere un obiettivo, il rischio di fuga di notizie può vanificare tutti gli sforzi. E potrei farvi migliaia di esempi.

E’ un momento complesso per il Movimento 5 Stelle. Come ho detto stanno cambiando i punti cardinali della politica in tutto il mondo, come già è successo 10 anni fa. Le vecchie forze politiche in Italia cercano di scimmiottare i ragazzi di friday for future, le sardine, o nuovi movimenti europei. Lo fanno per provare a farsi riconoscere come qualcosa di nuovo.
Ma quando cambiano i punti cardinali della politica e della società: le forme di lavoro, le tecnologie, l’essere uomo o donna, mamma o papà, le forze politiche non possono pensare di essere punto di riferimento interpretando solo le esigenze del momento. Non basta riposizionarsi. Serve essere la bussola.
E per esserlo, serve approfondire, mettersi in discussione, guardare le tendenze mondiali e provare a prevedere la traiettoria storica.
Insomma, non basta cambiare nome o leader, serve essere consapevoli di che fase storica stia attraversando l’umanità. Una delle più difficili.
Certo, molti diranno “poteva capitarci un momento più semplice”. Aldo Moro diceva “Se fosse possibile dire <<saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani>> credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere, con tutte le sue difficoltà”. E vedrete che ce la faremo.

E questo è il momento, io credo, in cui dobbiamo dire a noi stessi tutte le verità.

Sappiamo bene che il movimento è nato in opposizione al potere costituito: l’insieme di quelle forze che tendono a mantenere lo status quo in Italia, per favorire se stesse.
E in tutti questi anni abbiamo lavorato e stiamo lavorando per sgretolare tutte le nicchie di potere che hanno causato sofferenza a milioni di italiani: l’ultima in ordine di tempo è la battaglia per togliere le concessioni Autostradali ai Benetton. Ho visto stamattina che alla notizia delle mie dimissioni, il titolo in borsa di Atlantia ha ricominciato a guadagnare dopo diverse settimane.
Ancora una volta i mercati non c’hanno capito nulla.

In questi anni abbiamo abbracciato tante battaglie contro. Tutte giuste: No Tav, no Tap, No Ilva, contro i privilegi della politica, contro i vitalizi, contro le pensioni d’oro, contro gli aiuti alle banche, contro alcune lobbies.

Governando ci siamo resi conto che alcune battaglie anche se faticose erano realizzabili. E le abbiamo portate a casa con le unghie e con i denti. E questo non era scontato, perché ogni volta che provi a stravolgere uno solo di quei privilegi acquisti, provano a metterti all’angolo, ti fanno pressioni, riescono persino a entrare nella tua vita privata e a metterti in difficoltà.
Ma tu stai lì, che credi in quello che stai facendo per milioni di italiani e resisti, con fatica ma resisti e porti a casa il risultato. E’ successo sui vitalizi, sulle trivelle in mare, è successo sulle pensioni d’oro, è successo con la legge anticorruzione e il carcere per i grandi evasori, è successo per la prescrizione e con l’obbligo per i partiti di rendicontare tutti i finanziamenti, anche quelli delle fondazioni, è successo quando abbiamo aumentato le tasse ai concessionari del gioco d’azzardo, alle banche e alle compagnie assicurative per finanziare il reddito di cittadinanza, il regime agevolato per le partite iva, quota 100 e gli sgravi per i contratti stabili ai giovani nel decreto dignità.

Poi ci sono stati casi invece, in cui abbiamo capito che bloccare alcune opere o alcuni processi, sarebbe stato un danno troppo grande per l’Italia. Lo abbiamo compreso quando, finalmente al governo, abbiamo potuto leggere tutte le carte che c’erano sempre state nascoste: le richieste di risarcimento erano troppo alte, i rischi per migliaia di lavoratori insostenibili e abbiamo dovuto prendere una decisione diversa, perché vincolati ad accordi stipulati in passato e all’oscuro degli italiani. Alcuni obiettivi purtroppo non si potevano raggiungere

Ho lottato fino all’ultimo per portare a casa sempre il miglior risultato possibile, ma sono consapevole che una parte del Movimento sia rimasta delusa, allontanandosi da noi, e lo rispetto.

E’ importante fare tesoro di questa esperienza: agli stati generali dovremo essere onesti con noi stessi, dirci cosa possiamo realizzare per questo Paese e per cosa invece oggi non ci sono ancora le condizioni.
Molto spesso non è un problema di cosa si può fare, ma di quanto tempo serva.
Se vuoi essere onesto con i cittadini, non devi inserire nel programma solo quello che vuoi fare per loro. Ma devi necessariamente anche dire quanto tempo ci vorrà.
Perché tutto si può fare se viene programmato con realismo. Ma nulla è possibile in pochi mesi.

Stare al Governo richiede fiducia prima di tutti in noi stessi. Se credi di poter imprimere un cambiamento in un tempo che richiede anni – durante i quali nessuno ti riconoscerà nulla – allora ce la fai. Se pensi invece che ti dicano bravo, solo perché hai approvato una legge o peggio perchè l’hai annunciata, allora questo posto non fa per te.

Quando ho chiuso la campagna elettorale delle politiche dal palco di Piazza del Popolo, il 2 marzo del 2018, ho detto che finiva la stagione dell’opposizione e iniziava quella del governo.
Bene, essere al Governo richiede pianificazione e realismo. Il che non vuol dire negare quello che si è promesso, bensì tracciare il percorso per realizzarlo e crederci fino alla fine, anche se per vedere i risultati bisogna aspettare anni ed anni.
E’ per questo che il Movimento 5 Stelle non può essere giudicato per 20 mesi al Governo. Noi dobbiamo pretendere di essere valutati almeno alla fine dei 5 anni di legislatura previsti dalla Costituzione della Repubblica. Ed è anche per questo che il Governo deve andare avanti.

Cosa c’è di più bello che poter votare o firmare una legge che sfama anche solo un bambino in più, che dà lavoro anche solo a un cittadino in più, che abbassa le tasse alle imprese anche solo di un punto percentuale, che elimina anche solo un vitalizio in più. Grazie alla vostra fiducia ho avuto l’onore di firmare decine di leggi da Ministro che hanno aiutato milioni di italiani e per questo vi ringrazio dal profondo del cuore!

Molti, in questi 20 mesi al Governo, mi hanno accusato di essere stato troppo ingenuo. Anche i nostri stessi attivisti, quando mi incontrano per strada o in piazza spesso mi dicono: “fatti furbo, non ti far fregare”.

Io Non mi sento un ingenuo, ma preferisco passare per tale piuttosto che essere considerato un imbroglione. Continuo a pensarlo, nonostante i tanti tradimenti, nonostante un anno (il 2019) in cui abbiamo dovuto cambiare Governo a causa dell’ennesimo tradimento della nostra fiducia.

Certo, ci vuole la giusta dose di accortezza e, quando occorre, di distacco, per riuscire a gestire dinamiche politiche complesse. Ma per restare umani e non diventare carogne, bisogna riuscire nell’impresa più difficile di tutte in questo mondo: fidarti di chi non conosci. È quello che ha fatto il MoVimento con me sin dall’inizio permettendomi di arrivare qui. È quello che facciamo ogni giorno con gli italiani quando tentiamo di far approvare nuovi strumenti di democrazia diretta e ci sentiamo dire “il popolo non è in grado di decidere su cose importanti” E noi rispondiamo sempre che <<noi ci fidiamo del popolo, noi ci fidiamo degli italiani>>. Ci fidiamo di voi. Io mi fido di voi.

Tutte le decisioni che ho preso in questi anni, da quando sono capo politico – anche 30-40 decisioni al giorno – le ho sempre prese con una buona dose di dubbi, come credo sia normale e anche giusto – e anche quello che sembrava pianificato a volte non lo era.

Se ho potuto farlo è stato perché su tutte le decisioni importanti ho sempre consultato voi, i nostri iscritti su Rousseau. Noi ci siamo fidati di voi e voi avete preso la decisione di far nascere due Governi, voi avete deciso sui programmi elettorali, sulle scelte politiche più insidiose. E io sono andato avanti, perché le vostre decisioni mi davano fiducia.

Se il MoVimento non credesse più nel prossimo, non avrebbe più ragione di esistere. Io credo nella maggioranza degli italiani, persone oneste, io mi fido di loro e mi fido di voi.

“Io mi fido di te”, dovremmo dircelo più spesso, dovrebbe essere scritto sulle porte di tutti gli uffici pubblici. Sapere che lo Stato crede in noi, ci farebbe diventare tutti persone migliori.

È sulla base di questa fiducia reciproca che in questi 10 anni il MoVimento ha fatto eleggere oltre 50 sindaci, centinaia di consiglieri regionali, comunali e municipali, e ha coinvolto decine di migliaia di attivisti. Siamo arrivati al Governo in meno di 7 anni da quando siamo entrati in Parlamento, abbiamo approvato leggi che sono epocali perché sappiamo che hanno cambiato la vita di milioni di italiani.

In questi due anni e mezzo in cui sono stato capo politico, il Movimento ha vinto le elezioni politiche con il suo massimo storico, è andato al Governo per ben due volte, e soprattutto ha approvato 40 leggi in 20 mesi, realizzando una gran parte del suo programma elettorale. Non sono semplici leggi o successi politici, sono storie di vita, di speranze, che con il lavoro duro di tante persone, con la loro ostinazione, sono diventate realtà.

  • Il Reddito e la pensione di cittadinanza
  • L’aliquota agevolata per le partite IVA
  • Quota 100
  • La Legge anticorruzione
  • l’Abolizione della prescrizione
  • Il Taglio delle pensioni d’oro
  • l’Abolizione dei vitalizi dei parlamentari
  • 10.000 assunzioni nelle forze dell’ordine
  • 1 miliardo e mezzo di euro per il risarcimento ai risparmiatori truffati delle banche
  • 1 miliardo di euro per l’innovazione
  • Il Decreto dignità per i contratti stabili
  • La Class action
  • Il Codice rosso per proteggere donne e bambini
  • Lo Stop a nuove trivellazioni nei nostri mari
  • l’Ecobonus per le auto elettriche
  • 11 miliardi di euro contro il dissesto idrogeologico
  • l’Aumento del tempo pieno nelle scuole del sud
  • Lo Stop dell’aumento dell’iva
  • Il Decreto clima
  • La Legge salvamare
  • Lo stop aumento pedaggi autostradali
  • 4 miliardi di euro per il Green new deal
  • Taglio del cuneo fiscale
  • Lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo
  • l’Aumento degli stipendi ai vigili del Fuoco
  • l’Assunzione di 50.000 insegnanti precari
  • Il taglio dei parlamentari

E tutti possono testimoniare che per ottenere ognuna di queste leggi abbiamo passato nottate ai tavoli a trattare, a scontrarci, per portare a casa risultati.

Forse ci eravamo illusi che realizzando il programma si potessero ottenere più voti. Ma posso dirvi una cosa, al di là di tutto, non dobbiamo smettere di farlo. Perché questo è il nostro compito.

L’insieme di queste leggi e di quelle ancora da realizzare, creeranno alla fine di questo percorso, una vera Comunità.
Un bene comune collettivo. Il bene superiore, è la nostra ambizione più grande. Gli italiani non ci hanno votato solo per avere una vita migliore come singole persone e come famiglie, ma anche per vedere il loro Paese finalmente curato, protetto dagli affaristi e i corrotti, rifiorito, potenziato, finalmente libero di esprimere tutto un potenziale che è stato schiacciato. E noi vogliamo arrivare lì. A quel risultato. Abbiamo 5 anni di tempo, possono essere pochi, ma possono anche essere tanti, se c’è la volontà politica. E lo dimostra il fatto che in un anno e mezzo abbiamo già fatto quello che forse nemmeno noi pensavamo di ottenere in così poco tempo.

Contrariamente a quello che si può pensare d’istinto, da queste leggi che abbiamo approvato non si potrà più tornare indietro. Qualcuno, che preferisce lamentarsi anziché attivarsi, mi ha detto: “tanto al Governo prima o poi non ci saremo più e cancelleranno tutte queste leggi in un solo colpo”.
E sapete cosa penso? Che questo è solo un alibi per chi non non vuole fare nulla.
Se qualcuno un giorno proverà a cancellare la nostra legge anticorruzione o sulla prescrizione o il reddito di cittadinanza, sono sicuro che ci saranno centinaia di migliaia di persone pronte a scendere in piazza per impedirlo. E io potete scommetterci che in quel caso, da semplice cittadino, sarò con loro. Le nostre leggi sono un patrimonio per il Paese e vanno sorvegliate e protette, non solo dal MoVimento 5 Stelle, ma da tutti gli italiani di buona volontà.

E a chi ha deciso di investire sul “ve lo avevo detto” anziché sul “ce l’abbiamo fatta” dico, che è il momento di prendersi qualche responsabilità.
E’ bello parlare dei problemi, un pò più impegnativo è risolverli.

La nostra forza e la nostra unicità è sempre stata quella di non pensare alle ideologie bensì ai fatti, alle cose utili per i cittadini. Se un’idea è buona, non ci è mai interessato se finora fosse stata etichettata come di destra o di sinistra. Il MoVimento 5 Stelle per la prima volta nella storia italiana ha smesso di dare etichette, facendo semplicemente ciò che è giusto.

Ma questa forza è stata anche una criticità, Governare un Movimento così eterogeneo, è stato complicato, perché ci sono mille decisioni da prendere ogni giorno, e per ogni tema. E anche quando un tema era ben specificato nel programma per cui siamo stati votati, si creavano divisioni. Alla fine, qualsiasi mediazione ha lasciato sempre scontento qualcuno. E bastava che anche solo una persona manifestasse apertamente dissenso, che per la stampa italiana diventava la notizia del giorno, dando la percezione del “tutti contro tutti”.

Farci apparire divisi, pasticcioni, autoreferenziali e litigiosi è stato il miglior modo per combatterci. Anche perché, a differenza di altri, non avrebbero mai potuto farci neanche minimamente apparire corrotti, mafiosi, disonesti e ladri.

Alcuni si sono prestati a questo gioco, che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione, ma con una immaturità personale e politica, che ha danneggiato il Movimento, facendolo apparire continuamente in guerra al suo interno, e oscurando quella maggioranza che lavorava sodo, in silenzio e otteneva risultati. Il rumore di pochi ha sovrastato il lavoro di tantissimi.

E non vale solo per il Governo. Ma pensare che alcuni nostri validissimi Sindaci siano stati buttati giù proprio dal fuoco amico dei propri consiglieri comunali, grida vendetta, perchè così abbiamo perso l’opportunità di cambiare il volto delle città che governavamo. E forse l’abbiamo perso per sempre.
A loro, ai nostri Sindaci, va tutto il mio incoraggiamento e la mia fiducia, siete la nostra prima esperienza di Governo, siete sotto il fuoco incrociato di media e potentati locali, rischiate processi solo perché avete provato a mettere a posto i vostri bilanci pieni di debiti per quelli di prima. Queste persone, vanno difese a spada tratta anche solo per questo. Potevano indebitare ulteriormente i loro comuni per distribuire un pò di prebende, hanno scelto la strada più difficile, e forse nessuno glielo riconoscerà mai. Ma noi si. Io riconosco tutto il vostro valore cari sindaci del Movimento 5 Stelle.

Penso che siamo ad un momento cruciale del Movimento perché se non impareremo ad alimentare un dibattito interno senza farci strumentalizzare dagli altri, la nostra battaglia sarà mille volte più dura. I nostri nemici hanno capito come indebolirci, nascondendo le notizie, deformandole, dando visibilità all’ego di qualcuno. E se non sapremo essere forti e compatti, faremo il loro gioco.

Ebbene, l’altro lato della fiducia è la responsabilità: la responsabilità di rispettare gli impegni che ci siamo presi. Deve finire l’epoca in cui alcuni stanno nelle retrovie e vengono al fronte solo per pugnalare alle spalle rilasciando un’intervista o mettendo un post su Facebook.
Stare nel silenzio per settimane, non ricevere giudizi sul proprio operato, è un lusso che si può concedere solo chi non si assume alcuna responsabilità. La critica costruttiva è sempre servita al MoVimento, quella distruttiva no. C’è chi una volta ha detto che: “Prima di criticare qualcuno devi, camminare per un miglio nelle sue scarpe”.
Non basta puntare il dito, bisogna anche prendersi il peso delle responsabilità.

E ovviamente quando parlo di fiducia, non vorrei apparire uno sprovveduto.
Noi ci fidiamo l’uno dell’altro, e lo dobbiamo fare sempre…ma fino a prova contraria. Quando quella prova contraria arriva, quando qualcuno sale sul nostro carro solo per convenienza, quando una persona tradisce la fiducia e non rispetta più gli impegni presi, l’unica soluzione è allontanare quella persona dalla nostra comunità, perché significa che non fa la cosa giusta, ma la cosa che gli conviene.

Quando si antepongono i propri interessi a quelli della tua comunità, hai tradito la fiducia che ti abbiamo dato, e diventi un pericolo per tutti. E’ assurdo che in questi giorni sia sotto attacco il nostro collegio dei probiviri, perché qualcuno che non ha votato la fiducia al Governo che si era impegnato a sostenere firmando un atto di impegno, o qualcun altro che non si è tagliato lo stipendio, sta facendo il martire. Da noi le regole si rispettano e valgono per tutti. Non ci sono santi in paradiso che tengano. Possiamo dare del tempo per provare a far cambiare i comportamenti. Ma ad un certo punto è giusto che si intervenga.

In 10 anni abbiamo visto due tipi di persone tra noi:
– quelli che hanno sempre messo il MoVimento prima di se stessi, che è la maggior parte
– e poi chi ha messo se stesso prima del MoVimento. Prima del bene comune.

E se abbiamo allontanato delle persone, è stato per tutelare tutti quelli che sono rimasti e si sono sempre comportati lealmente. Il tema non è chi dissente, ci mancherebbe altro. Il tema è che va tutelato chi si comporta correttamente e lealmente agli impegni presi. Per fare in modo che in una comunità tutti si riconoscano in un comportamento corretto e lo perseguano, c’è bisogno che chi assume comportamenti inaccettabili venga sanzionato.

E questo attiene anche ai metodi che usiamo per selezionare i nostri candidati. Se sei entrato in parlamento grazie a un voto su Rousseau, com’è che una volta eletto, cominci a mettere in discussione proprio il metodo con cui sei arrivato a quella carica?
Se quando sei entrato nel Movimento hai accettato il vincolo di mandato, com’è che poi una volta entrato cominci a polemizzare con le norme interne e te ne vai al gruppo misto, dicendo che sei scontento di questo Governo, ma sempre dal gruppo misto continui a votare la fiducia a questo Governo? Questa tecnica non è politica. E’ un manuale di psichiatria!

Tutti ci siamo impegnati a rispettare delle regole all’atto della candidatura, ci siamo impegnati di fronte agli italiani e se qualcuno tradisce, va allontanato a tutela di tutti gli altri che le rispettano.

Qualcuno crede che queste regole vadano cambiate, aggiornate. Bene. E’ comprensibile. Ma non si cambiano con le interviste sui giornali, bensì attraverso gli stati generali di marzo. Anche perché agli italiani, delle nostre regole interne non interessa nulla.
Loro vogliono sapere cosa facciamo per quelli fuori da questi palazzi, per i loro figli, per le loro famiglie, non per quelli qui dentro.

Cosa posso augurare al Movimento.
Basterebbe già solo che il Movimento imparasse a riconoscere le regole che si è dato. Se ce ne daremo di nuove, facciamo in modo di riconoscerle e non metterle sempre in discussione.
Non è possibile che qualcuno si alzi sempre dopo, sempre dopo aver ottenuto un incarico grazie a quelle regole, e le metta in discussione. Ho visto candidati nei collegi uninominali, quindi calati dall’alto, eletti parlamentare, e poi dire che le regole non vanno calate dall’alto. Chiedo almeno un pò di pudore.

Nessuna comunità che non riconosce le proprie regole è destinata a sopravvivere. Auguro al Movimento di riconoscersi, prima di tutto.

E se riceviamo attacchi di ogni tipo è perché il MoVimento 5 Stelle è tutt’ora considerato da buona parte della politica italiana e dell’establishment un “usurpatore”.
Siamo considerati tutt’ora quelli che sottraggono voti agli altri, perché non eravamo previsti, perché qualcuno credeva di poter controllare fino all’ultimo voto, perché qualcuno credeva di poter chiudere i voti nel cassetto e trattare i cittadini come fessi. Ma noi abbiamo liberato quei voti, milioni di persone. E d’ora in poi nulla sarà più come prima. Siatene orgogliosi.

Molti di voi mi stanno scrivendo per dirmi di non mollare. Io non mollerò mai il Movimento, perché siete la mia famiglia. E agli stati generali ci sarò e vorrei portare qualche idea innovativa per la nostra amata Italia. Il MoVimento deve vivere nuove motivazioni per essere la bussola dei cittadini per i prossimi 10 anni. Ci saranno tante questioni da affrontare e da dirimere.

Abbiamo tante cose da chiarire per diventare più forti e più grandi. E si diventa più grandi se si chiariscono le posizioni.
Ci sono alcuni temi su cui vanno sciolte una volta per tutte le nostre ambiguità e soprattutto il nostro approccio, che d’ora in poi deve essere positivo, non rivendicativo.

Una delle prime questioni è la nostra collocazione nel panorama mondiale.
Basta con i continui cambi di fronte. L’Italia dialoga con tutto il mondo, lo ha sempre fatto intensamente, parlando e fornendo opportunità di mediazione tra oriente e occidente. Ma è sempre stato un Paese dell’alleanza occidentale. E nel patto atlantico.
Ci sono delle importanti riflessioni che si stanno facendo in questi mesi all’interno della Nato, bene. Tutte le organizzazioni possono migliorare. Vi parteciperemo attivamente, ma sempre in un’ottica di lealtà agli impegni presi.

Lo stesso vale per l’Unione Europea. Ho fatto una campagna elettorale nel 2018 dicendo che saremmo rimasti nell’Unione Europea e che non era più tempo di uscire dall’Euro, tutti quelli che sono stati eletti in questa legislatura ed hanno partecipato a quella campagna lo sapevano. Perché ora vengo accusato di non volere uscire dall’unione europea e dall’euro?
Nei prossimi mesi verrà organizzata la conferenza per il futuro dell’Europa, per avviare, con il contributo di tutti gli stati membri, una profonda riforma delle istituzioni dell’Unione Europea. L’Italia deve esserne protagonista. E noi come Movimento dobbiamo essere protagonisti, perché abbiamo sempre detto che volevamo cambiarla profondamente dall’interno. E se questa conferenza sta nascendo è anche grazie al mandato che i nostri europarlamentari hanno dato alla nuova commissione europea.

Basta anche alle ambiguità sulle infrastrutture. Ci sono quelle utili e quelle inutili e va bene, sono d’accordo. Ma dobbiamo dirci che non è possibile che su alcuni territori, appena si parla di una nuova opera, ci schieriamo subito dalla parte del no. Le infrastrutture sono fondamentali e dobbiamo implementarle, al sud dove mancano e ovunque siano utili.

C’è un rischio di corruzione? E’ vero, ma le leggi anticorruzione attualmente vigenti sono le più rigide di Europa, grazie al nostro Ministro della Giustizia. C’è il problema del consumo di suolo? Verissimo, va affrontato con intelligenza.

Anche sull’immigrazione: abbiamo combattuto il business dell’accoglienza e per primi abbiamo posto nel 2017 il problema delle Ong nel mediterraneo. E’ un tema che è diventato l’ultimo baluardo delle vecchie forze politiche, per definirsi da una parte o dall’altra. Noi abbiamo il dovere di affrontarlo con un approccio post-ideologico. Il rispetto del diritto internazionale è fuori discussione, ma le Ong devono sottostare alle leggi italiane se vogliono usufruire delle leggi italiane. Come non esiste una nuova missione europea nel mediterraneo, se non esiste la rotazione dei porti di tutti i paesi europei. E non è possibile che l’Italia venga criticata per aver fatto un accordo con il Governo libico per far partire meno migranti dalla Libia, quando esiste ancora il Regolamento europeo di Dublino che non ci permette fino in fondo di redistribuire migranti in altri paesi. L’approccio ideologico è: accogliamo tutti, respingiamo tutti. Noi avevamo un vantaggio, potevamo affrontare razionalmente questo tema, e invece in tanti hanno preferito cedere alle sirene dell’uno e dell’altro fronte, perdendo il vantaggio di poter risolvere il problema una volta per tutte.

Siamo stati percepiti come un Movimento anti-imprese. Forse perché a volte li abbiamo ascoltati, dopo aver fatto una legge e non prima. Le partite iva e i nostri piccoli imprenditori, sono i nuovi proletari. E sono affamati, non perché non facciano più business, ma semplicemente perché tutti i loro utili li spendono in burocrazia, con tasse occulte ovunque e pensioni inesistenti.

Avevamo sempre detto che le imprese andavano tutelate dalla burocrazia. Che cosa è la burocrazia? La burocrazia E’ un politico che approva una legge per dire di averla fatta, introducendo nuovi adempimenti e balzelli inutili. Beh anche su questo, il Movimento dovrà essere molto più responsabile.

Quanto all’ambiente. Sia chiaro, il futuro è nella sostenibilità, nella lotta ai cambiamenti climatici, nel sostegno alla fiscalità sui materiali meno inquinanti.
Ma quanto sono diventate vuote queste parole che ho appena pronunciato? Ormai le usano tutti, e non significano più nulla. Noi abbiamo il dovere di mettere di fronte alla prova dei fatti chi le pronuncia, non ripeterle inutilmente. Cominciando a cambiare le regole che stanno provocando disastri ambientali nel nostro territorio. Ma dobbiamo anche dirci che qualsiasi processo deve essere progettato nel tempo. Non possiamo pensare di salvare l’ambiente in 5 anni. Così facendo provocheremmo solo shock inutili ad imprese e lavoratori.

In generale, molti ci accusano di non avere un’idea di Paese. Eppure, sono 15 anni che ci impegniamo per la tutela dei beni comuni. La base su cui abbiamo sviluppato la nostra idea di Paese e che dobbiamo ancora sviluppare, ha sempre messo al centro i beni necessari alla sopravvivenza dell’individuo. Questo però non vuol dire che non debba esistere il mercato e la logica del profitto.
Semplicemente, quando si tratta di garantire un bene e un servizio essenziale alla persona, la logica del profitto entra in secondo piano. Un bene comune è l’acqua, un bene comune è l’ambiente, un bene comune sono le infrastrutture essenziali, un bene comune è la connettività, un bene comune sono l’istruzione e la sanità. Su questo terreno secondo me vanno coltivati i progetti futuri.

E poi ci sono molte altre idee su cui è necessario fare chiarezza per rispetto ai cittadini, di ogni categoria.
Fatti concreti, questioni concrete. Non modi di fare, ma questioni complesse da risolvere. Non parole ma testimonianza, cambiamento.

Io sono abbastanza stufo di parlare dei “modi di fare”, dei toni con cui ci si rivolge. Certo, l’educazione è importante – e ce lo insegnano a scuola – ma qui le persone ci chiedono fatti concreti per la loro vita, non ci chiedono il “come” ma il “cosa” puoi fare per loro.
E io credo che quando la politica passa il tempo a parlare ossessivamente dei modi in cui si esprime, è perché non ha nessuna idea sul da farsi.

È importante nei prossimi anni trasferire ai nostri futuri parlamentari, sindaci, consiglieri regionali, comunali e municipali, la nostra esperienza. È importante spiegare cosa si può fare subito e cosa ha bisogno di tempo per essere realizzato. E’ importante spiegare a tutti, che se si vuole Governare, il Governo è una maratona non uno scatto per i 100 metri.

Dobbiamo trasferire quello che abbiamo imparato attraverso la nostra esperienza e i nostri errori. Lo dico a coloro che frequenteranno le sessioni di formazione che organizzeremo in ogni regione, se vorrete sarò pronto a condividere con voi l’esperienza degli ultimi 7 anni.

Siamo un Movimento che ha persone eccezionali al suo interno con grandi capacità di gestione di problemi complessi.
In questi anni ho conosciuto persone incredibili che mi hanno stupito oltre ogni aspettativa. Persone che hanno fatto cose straordinarie, proprio perché nutrivamo fiducia in loro. E spero possano essere investiti di nuove responsabilità tanti giovanissimi che abbiamo nei nostri gruppi di eletti. Dei veri talenti, bravissimi ad ottenere risultati in parlamento, nei consigli regionali e comunali e in europarlamento.
Tra queste persone ci sono i due nostri candidati alla elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, che in questi giorni stanno sfidando ogni pronostico per portare in consiglio regionale quanti più consiglieri del Movimento possibile.
Simone Benini e Francesco Aiello, meritano tutto il nostro sostegno e andrò da loro nei prossimi giorni per sostenere la chiusura della loro campagna elettorale. Perché non dobbiamo lasciare nessuno da solo.

Abbiamo ottime persone, talenti che dobbiamo coltivare e che sosterrò sempre. Perché uno vale uno, ma uno non vale l’altro.

Tra le persone incredibili che ho incontrato lungo questo percorso, c’è il presidente del consiglio Giuseppe Conte, a cui non bisogna insegnare nulla. Un cittadino che non aveva mai fatto politica in vita sua e che oggi è Presidente del Consiglio. La nostra più alta espressione del concetto che “i cittadini possono fare politica e si fanno Stato”.
Su alcune cose in questi anni non siamo stati sempre d’accordo. Ma non posso che riconoscergli una capacità politica e una onestà intellettuale rara. Sono particolarmente orgoglioso della scelta che abbiamo fatto.

Abbiamo ancora tanta strada da fare al Governo, che come ho detto deve andare avanti, e tanta strada da fare nel Movimento.
Questa è sicuramente la fine di una fase, ma non del mio percorso nel MoVimento 5 Stelle. Io resterò con voi. Lavorerò con voi per far crescere questo MoVimento e continueremo a tenerlo al centro della politica per i prossimi 20 anni. Io ci credo, anche più di tanti altri al nostro interno.

Vi ringrazio dal profondo del cuore, ringrazio Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio per la fiducia che hanno nutrito in me, ringrazio Davide che è come un fratello maggiore. Ringrazio la mia famiglia che in questi 7 anni non mi ha quasi mai visto, ringrazio tutto il mio incredibile staff passato e presente, ringrazio tutti coloro che lavorano per noi ogni giorno, ringrazio coloro che fanno parte della famigerata “comunicazione”, senza di voi non ce l’avremo mai fatta, ringrazio le persone che hanno provato amore per me, ringrazio Virginia che mi è stata vicina in quest’ultimo anno davvero difficile.
Ringrazio tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Perché da molti loro ho imparato tanto, anche nella diversità di opinioni e di posizioni.
Ringrazio i miei colleghi ministri, della prima e della seconda squadra di Governo.

Ringrazio il Presidente della Repubblica per il lavoro incessante di questi anni, che hanno consentito al Movimento di far parte di due Governi. E per la guida che ha saputo dare a questo paese, anche quando la politica non era lucida.

Oggi, sono qui per rassegnare le mie dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle, così da favorire il percorso verso gli stati generali. Molti mi stanno scrivendo e chiamando da stamattina per dirmi: non mollare!
Non ci penso per nulla a mollare! Si chiude soltanto una fase, e ci vediamo agli stati generali, dove ci sarò, e porterò le nostre idee. Ci sarò sui territori, ci sarò al lavoro per l’Italia, ci sarò per tutti coloro che avranno bisogno di sostegno. Ci sarò e non mollerò mai.

Da parte mia continuerò a servire gli italiani e il MoVimento 5 Stelle impegnandomi al massimo. Tra le altre cose, abbiamo da vincere un referendum costituzionale a maggio, quello sul taglio dei parlamentari. Un altro obiettivo che abbiamo raggiunto.

Per me inizierà una nuova stagione insieme a tutti voi. Le mie funzioni di capo politico passeranno come da regolamento al membro anziano del comitato di garanzia, Vito Crimi, che ringrazio. Abbiamo gestito questo momento insieme nelle ultime settimane.
Come stabilito i facilitatori nazionali e regionali saranno ovviamente confermati e risponderanno a lui. E lavoreranno all’organizzazione dell’evento di metà marzo.

Ora cosa succederà: Vito Crimi e il team futuro ci porteranno fino agli stati generali. Dove insieme discuteremo la nuova carta dei valori del Movimento. Discuteremo su progetti e temi. Discuteremo Sul cosa.
Subito dopo gli stati generali, come già d’accordo con Vito, passeremo al chi.

Gianroberto Casaleggio, per tutti gli anni in cui l’ho conosciuto, mi ha fatto un solo e unico regalo: un libro che si intitolava “l’elogio della cravatta” di Mariarosa Schiaffino, era stato colpito dal fatto che la indossassi sempre, ogni volta che andavo da lui. E mi propose di approfondire il significato del tipo di nodo, perché anche il nodo della cravatta per lui e per quel libro era comunicazione. Tutto per Gianroberto poteva essere un modo per arrivare alla gente.

La cravatta per molti in questi anni ha contraddistinto il mio operato da capo politico. Ora la portate tutti, ma all’inizio non era cosi…
Per me ha sempre rappresentato un modo per onorare la serietà delle istituzioni della repubblica e il contegno che deve avere un uomo dello Stato.
Oggi simbolicamente la tolgo qui davanti a tutti voi.

Grazie a tutti. Vi abbraccio. E vi voglio bene.
Buona fortuna. Ne avremo tutti bisogno.

Nelle Regioni neo leghiste è allerta arancione

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Arrivano, promettono mari e monti e portano a scorrazzare Salvini in tour elettorale per proclamare l’avvento del governo della concretezza. Poi, alla prova dei fatti, rimbalzano indietro con buona pace dei cittadini, ai quali lasciano in eredità la fregatura. È il marchio di fabbrica della Lega, quel partito che mentre parlava di mirabolanti manovre da 50 miliardi di euro (tanto spararla grossa è a costo zero) vedeva tre regioni, nelle quali governa con il centrodestra, alzare bandiera bianca e dichiarare l’esercizio provvisorio.

È quello che sta accadendo in questi giorni: la Sardegna di Christian Solinas, l’Umbria di Donatella Tesei e la Basilicata di Vito Bardi. Tutte finite o, che stanno per finire, in esercizio provvisorio, perché le maggioranze di governo regionali NON sono riuscite ad approvare in tempo il bilancio per il 2020.

La decisione è già stata formalizzata a Cagliari e a Perugia, a Potenza lo sarà a inizio anno. L’esercizio provvisorio è una sciagura per l’economia regionale e quindi per i cittadini, perché nei tre mesi della sua durata la Regione deve limitarsi all’ordinaria amministrazione e non può fare nuove spese e investimenti, come promesso in campagna elettorale.

In Sardegna il presidente Solinas è stato eletto a febbraio 2019, ma il “buongoverno” del centrodestra ci ha messo tre mesi per spartirsi le poltrone della Regione e varare la Giunta. Niente approvazione della legge di Bilancio, nonostante abbiano avuto 9 mesi di tempo.

Stessa cosa in Basilicata, dove Bardi è diventato governatore nel marzo scorso (qui per fare la giunta ci hanno messo “solo” due mesi).

Donatella Tesei è arrivata solo a settembre, ma agli umbri il Caroccio sotto l’albero ha già fatto trovare questo bel regalino.

In tutte e tre le occasioni Salvini aveva battuto le regioni da cima a fondo, assaggiando qualunque prodotto tipico possibile, spargendo fieramente promesse e poi, una volta fatto il danno, è sparito (in Sardegna per la questione quote latte ancora lo aspettano).

Questi sono i marziani della Lega, i professionisti che arrivano per cambiare le cose: in peggio.

Autostrade Story, puntata 1: una privatizzazione a senso unico, con vincitore già scritto

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Postato il MoVimento 5 Stelle ( )

Autostrade Story è la storia della concessione autostradale ottenuta dai Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali. Il post di oggi è la prima puntata. Con questo e quelli che seguiranno andremo a ripercorrere tutte le fasi che hanno portato alla condizione in cui ci troviamo oggi, che ha consentito al concessionario di ottenere profitti mostruosi a fronte di scarsi investimenti in sicurezza. Dobbiamo ricordare come è nata questa concessione e chi sono le persone, politici e non, che ne hanno la responsabilità storica e morale. Condividete il più possibile queste informazioni. E’ tempo di cambiare.


Come si è potuti arrivare a una tragedia immane come quella del Ponte Morandi?

Dai rilievi della procura di Genova continuano a emergere particolari agghiaccianti sulla gestione lacunosa di Autostrade per l’Italia non solo del ponte, poi crollato, ma di larga parte della rete autostradale. “Gravi inadempienze e sistema di falsificazione di report e atti pubblici”: più l’inchiesta va avanti, più il quadro diventa desolante.

Di fronte a certe evidenze torniamo a chiederci: come si è arrivati a questo punto? Come è stato possibile che una holding concessionaria di beni dello Stato potesse arrivare indisturbata a tale livello di incuria? Perché nessuno si è mai opposto agli appetiti di un gruppo finanziario che puntava al mero profitto?

Per rispondere a certe domande, bisogna ripercorrere la storia dall’inizio e riviverla a puntate. Partendo proprio da quegli anni ’90 in cui scattò una vera e propria rivoluzione nella storia delle autostrade italiane.

E’ il 1993 quando una legge stabilisce che le concessionarie autostradali non devono più essere necessariamente a maggioranza pubblica. Così, negli anni seguenti, attraverso una serie di delibere del Cipe, inizia l’inesorabile processo che avrebbe portato alla privatizzazione delle autostrade italiane. E successivamente, alle regalìe con tanto di coccarda alla famiglia Benetton.

Nel 1997, il concedente (Anas) e il concessionario (Società Autostrade, allora sotto il controllo pubblico dell’Iri) stipulano una nuova convenzione che sposta le scadenze vent’anni più in là (dal 2018 al 2038): questo nuovo “patto” si rivelerà il trampolino di lancio per il passaggio dal pubblico al privato.

Passaggio che si consuma nel 1999, anno dell’inizio della grande abbuffata per la galassia finanziaria dei Benetton, ingolosita dall’affare avendo già investito in Autogrill. Tra gli asset che Iri decide definitivamente di privatizzare, c’è appunto quello delle autostrade. Con il beneplacito della politica di allora, si consuma un capolavoro di quel capitalismo di relazione che marchia a fuoco la finanza di quegli anni.

Viene di fatto imbastita una “non gara” che porta la cordata Schemaventotto Spa, capeggiata proprio dai Benetton, ad avere la strada spianata di fronte ai grandi investitori stranieri, che infatti non si presentano nemmeno, eccezion fatta per un gruppo australiano Macquarie, chiamato a fare la vittima sacrificale. Con poco più di 6mila miliardi di lire, la famiglia veneta si assicura una vacca da mungere che le frutterà un’autentica fortuna nei vent’anni successivi.

Ma c’è un particolare non trascurabile. Con quel passaggio di mano non viene istituito un regolatore indipendente chiamato a vigilare sull’attuazione degli investimenti e sui livelli di sicurezza della rete autostradale.

Autostrade Spa, da società pubblica, aveva sempre controllato sé stessa. Nel 1999 viene privatizzata, ma il regime di controlli rimane quello di prima. Nasce da lì lo scenario nefasto di incuria che ci viene raccontato dalle cronache giudiziarie di oggi.