5 Stelle News: l’approfondimento informativo da leggere, stampare e divulgare!

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È arrivato! “5 Stelle News” è l’approfondimento informativo del MoVimento 5 Stelle. 

Un resoconto delle notizie più importanti pubblicate sul Blog delle Stelle per conoscere le principali iniziative dei portavoce del MoVimento all’interno e all’esterno delle istituzioni; gli eventi, le battaglie, i provvedimenti del Governo per migliorare la vita di tutti i cittadini italiani.

Lo puoi scaricare e leggere in formato digitale, inviarlo ai tuoi amici su chat e social network oppure puoi stamparlo e distribuirlo ai cittadini del tuo Comune.

In questo primo numero non poteva mancare l’appuntamento del 15 febbraio in piazza Santi Apostoli a Roma per difendere, ancora una volta insieme cittadini e portavoce del MoVimento, il provvedimento che ha abolito i vitalizi, uno dei più vergognosi privilegi che la politica si è autoattribuita. Mai più vitalizi!

Spazio anche per lo storico referendum del 29 marzo nel quale i cittadini italiani saranno chiamati a votare per tagliare, finalmente, il numero dei parlamentari dopo 40 anni di promesse mai mantenute da parte dei vecchi partiti.

Non poteva mancare un resoconto sulla battaglia per revocare le concessioni ad Autostrade le cui gravissime inadempienze sono sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani. Notizie anche dall’Europarlamento dove i nostri portavoce stanno lottando per un salario minimo europeo, rispettoso delle differenze nazionali che aiuterebbe anche le nostre imprese a competere in maniera equa nel mercato unico europeo. Il tempo delle ingiustizie è finito!

E in questo primo numero di “5 Stelle News” abbiamo voluto dedicare spazio anche ad un altro provvedimento di cui siamo particolarmente orgogliosi: il Codice Rosso, un primo efficace strumento per combattere la violenza sulle donne. Ed è altrettanto importante che le donne vengano correttamente informate sugli strumenti a loro disposizione a partire dal numero 1522  contro la violenza domestica, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Chiude questo primo numero “Facciamo Ecoscuola” l’iniziativa grazie alla quale i portavoce del MoVimento 5 Stelle stanno donando parte dei loro stipendi alle scuole italiane. Tutti potete partecipare coinvolgendo gli istituti scolastici con cui siete in contatto. Scoprite come all’interno di questo primo numero di 5 Stelle news. E non dimenticare di inquadrare il QR code sull’ultima pagina per farci sapere cosa ne pensi e inviarci i tuoi suggerimenti migliorativi!2

• SCARICA QUI IL NUMERO 1 DI “5 STELLE NEWS” 

Ricorda: un cittadino informato, è un cittadino libero!

 

 

Disinformazione e menzogne. Ora basta!

Screenshot 2020-02-11 10.38.32Postato il Davide Casaleggio ( Presidente di Associazione Rousseau )

Stasera ho visto un servizio televisivo vomitevole da parte di Rai3 su Rousseau e il Movimento 5 Stelle.

Ho visto persone allontanate dal movimento per inadeguatezza da mio padre citare frasi inventate di mio padre per darsi un tono e far finta di esserne stati amici.

Ho visto persone che stanno affrontando in questi giorni il tribunale per diffamazione essere trattate come fonti autorevoli.

Ho visto un giornalista pubblicare una nota stampa di risposta a due domande che mi erano state recapitate e che evidentemente ha ritenuto fosse troppo lunga e ha deciso di censurarne una parte. Capisco che, ad esempio, sapere che le fonti intervistate sono state portate in tribunale non faceva forse gioco alla trasmissione.

Volete sapere quali sono i clienti italiani di Cambridge Analytica? Vi do un indizio. Il MoVimento non lo è stato. I giornalisti lo sanno bene e hanno già gli elementi per identificare chi invece lo è stato, ma forse per qualche motivo non vogliono andare fino in fondo. Preferiscono restare sulla viscida linea dell’insinuazione verso il MoVimento.

Volete sapere come sono stati utilizzati i dati da parte del MoVimento e da Rousseau? Sempre in maniera etica e nella tutela degli iscritti. Dover andare a cercare un’applicazione di 6 anni fa completamente legittima come migliaia di altre per cercare di attaccare il MoVimento è la dimostrazione della reale finalità di questo servizio.

Fare informazione sulla tecnologia o sull’innovazione con la sola finalità di attaccare una parte politica non è informazione. E’ un modo becero di perdere una grande occasione di aprire la mente delle persone verso le opportunità di partecipazione e di crescita di una comunità riconosciuta a livello internazionale come un caso d’avanguardia unico al mondo.

Mio padre mi ha chiesto di portare avanti il progetto Rousseau e di esserne custode.
A me non piacciono i riflettori, ma credo sia necessario difendere pubblicamente il lavoro di mio padre, delle persone che ci hanno lavorato in questi anni, di quelle che ci lavorano e di quelle che lo sostengono. Nei prossimi giorni andrò in tv per farlo.

Stay tuned.

Regionali, alleanza o meno col Pd in Liguria: vertice M5s decisivo slitta a lunedì

di Giuseppe Sciortino

giovedì 06 febbraio 2020
Regionali, alleanza o meno col Pd in Liguria: vertice M5s decisivo slitta a lunedì

GENOVA – Il vertice politico in cui il Movimento 5 stelle deciderà la sua rotta per le elezioni regionali in Liguria è stato spostato al 10 febbraio. Per questo motivo Alice Salvatore ha disertato l’incontro previsto da tempo a Roma e iniziato regolarmente alle 10:45 a cui invece hanno partecipato tutti gli altri che ne avevano titolo: il reggente Vito Crimi, il facilitatore nazionale per le elezioni regionali Danilo Toninelli, il facilitatore regionale Marco Mesmaecker, il coordinatore regionale Marco Rizzone. 

L’assenza di Alice Salvatore non passa comunque inosservata. Il vertice, annunciato come punto di svolta per le Regionali in Liguria, in realtà è stato un incontro interlocutorio utile per consegnare il dossier con i punti di programma da presentare al Partito Democratico per sviluppare una eventuale alleanza. Ipotesi a cui Salvatore si è sempre detta contraria, sostenendo la linea di ‘indipendenza’ del movimento fondato da Beppe Grillo perseguita anche nelle Marche e dalla ‘base’ pentastellata in Campania.

L’incontro decisivo ci sarà lunedì prossimo. Per il 10 febbraio è stata convocata una riunione a cui parteciperanno gli otto parlamentari liguri, il facilitatore regionale e tutti i consiglieri regionali che davanti a Crimi e Toninelli prenderanno una decisione definitiva sulla strada da affrontare per le Regionali in Liguria. Attualmente il ruolo di sfidante pentastellato nella corsa verso la presidenza regionale è ricoperto dalla genovese Alice Salvatore, vincitrice del contest su Rousseau al ballottaggio contro la ventimigliese Silvia Malivindi.

Lunedi quindi, in una location ancora da decidere tra palazzo Madama e palazzo Chigi, si capirà se il M5s in Liguria andrà da solo o farà coalizione col Pd. Sullo scacchiere la prima opzione, per il momento può contare su due pedine: i consiglieri regionali Salvatore e De Ferrari. Per un accordo di programma coi dem invece si schierano gli altri due consiglieri regionali, Melis e Tosi, oltre al blocco dei parlamentari liguri pentastellati. Secondo rumors di palazzo, la decisione non sarà messa al voto su Rousseau. L’indizio più evidente di un Movimento 5 stelle che sta cambiando pelle verso i prossimi Stati generali.

È FATTA! Meno 345 parlamentari. Promessa mantenuta!

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Di seguito la dichiarazione di voto di Anna Macina, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati:

Grazie Presidente, ci siamo: tra pochi minuti sarà chiamata la votazione sulla riforma costituzionale che ridurrà il numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200.

Io non mi limiterò a ricordare il risparmio economico che comporta, anche se permettetemi: quando la politica chiede ai cittadini italiani dei sacrifici o è a conoscenza di quanto sia difficile arrivare a fine mese, quella stessa politica deve dare l’esempio.
“Il mondo cambia col tuo esempio, non con le tue parole”, diceva un poeta a me molto caro. E allora questo Parlamento dia l’esempio, perché non è cosa di poco conto il risparmio e l’attenzione alle casse dello Stato.

Non è cosa di poco conto riformare i regolamenti di Camera e Senato e avere un accorpamento delle commissioni con una riduzione del numero di presidenti, vicepresidenti, segretari e relative indennità.

Non è cosa di poco conto, ma sostanzialmente (ed è questo il punto) questa è sì una battaglia che il MoVimento 5 Stelle ha portato avanti con fermezza, determinazione e forza, ma non è mai stata una bandierina da sventolare, non è mai stata una merce di scambio e non è mai stata una moneta con cui qualcuno voleva comprare il MoVimento 5 Stelle.

Il MoVimento 5 Stelle non è in vendita e non è in vendita nemmeno la Costituzione. Noi non siamo in vendita.

La scelta di portare avanti questa riforma sulla spiaggia e sotto l’ombrellone non è un ricatto e non è fumo negli occhi degli italiani lo spirito che ci ha animato. È uno spirito riformatore, ma rispettoso. Ecco perché il metodo è cambiato. Il metodo è quello di intervenire in maniera precisa e puntuale senza stravolgimenti, questa è la novità. La Costituzione vive, è diritto vivente e allora non è avulsa dal tempo e dallo spazio, va calata nella realtà, nella complessità e nella velocità del tempo in cui viviamo adesso. Sappiamo benissimo, per rispondere a chi è intervenuto prima o agli interventi di ieri in discussione generale, che vari e ripetuti sono stati i tentativi di arrivare ad una riduzione del numero dei parlamentari. Certo, ricordiamo la commissione Bozzi, la commissione Violante, tutti tentativi di riforma mai portati a compimento per mille motivi, ma per noi la democrazia deve rinnovarsi. Se vuole essere democrazia e ha in se la forza per farlo, allora oggi ci riusciamo perché in questo Parlamento e in questo momento qui c’è una forza democratica riformatrice che ha portato i cittadini nelle istituzioni e portando i cittadini nelle istituzioni ha portato qui dentro il volere di quelli che sono fuori.

La voglia e il coraggio è anche la forza di riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Allora lasciamo il campo, se ci riusciamo, scevro dai preconcetti macchiati da ideologie dei partiti e rispondiamo ad una semplice domanda: cosa chiedono i cittadini fuori? Abbiamo bisogno di tanti parlamentari quante sono le risposte che sono in grado di cambiare lo stato delle cose. Allora il problema non è il numero dei parlamentari, il problema è la capacità del Parlamento di rispondere alle esigenze dei cittadini che sono fuori, al più vista la riduzione del numero dei parlamentari sarà richiesto a partiti e movimenti politici un atto di responsabilità, un senso di responsabilità anche quando presenteranno ai propri elettori i candidati e magari pretenderanno di offrire il meglio ai loro elettori.

E allora il problema forse, per introdurre anche il concetto legato alla rappresentatività e anche quello del trasformismo che nella passata legislatura ha raggiunto un picco esagerato e che ha privato i territori dei propri rappresentanti che una volta qua dentro hanno scelto di aderire a programmi in TV con quelli con cui si erano presentati. Questo è un problema.

Parliamo della rappresentatività. Quando fu scritta la Costituzione non fu né sacralizzato né cristallizzato il numero dei parlamentari, perché si era ben consapevoli che la Costituzione deve vivere nel tempo in cui c’è. Alcuni numeri potevano avere un senso in un momento storico diverso da questo, oggi non lo hanno più perché oggi ai cittadini è consentito un rapporto diretto con i propri rappresentanti. I canali della comunicazione, l’informazione, torna il tema della capacità del Parlamento di portare a termine un processo decisionale, una politica capace di non fare politica fine a se stessa e per se stessa, ma capace di dare risposte ai cittadini che sono fuori dai palazzi. E non è ancora tutto: abbiamo sempre detto anche in seconda lettura qui alla Camera che la riduzione del numero dei parlamentari avrebbe imposto altri processi sia di livello costituzionale, sia di modifica dei regolamenti, sia della modifica della legge elettorale. Certo che l’abbiamo detto e quindi non è un contrappeso che avevamo negato prima e adesso lo diciamo: l’abbiamo sempre detto, tanto è vero che siamo già tutti al lavoro per una legge elettorale e per la modifica dei regolamenti, per equiparare elettorato passivo e attivo tra Camera e Senato, strumenti atti ad arginare l’eventuale ricorso alla decretazione d’urgenza. Anche questo è un tema, perché la riflessione sul da farsi non è tanto sulla crisi della rappresentatività, quanto sulla crisi della capacità del Parlamento di imporsi, perché il Parlamento è il vero e unico depositario della sovranità popolare, questo va ricordato.

Noi non ci proponiamo di distruggere o indebolire gli strumenti della democrazia rappresentativa, ma al contrario, vogliamo valorizzarli, adeguarli al tempo, renderli più rispondenti ai tempi e alle richieste dei cittadini e allora rispediamo al mittente tutte le accuse di demagogia. La verità è che vogliamo regalare all’Italia un Parlamento più efficiente, questa è la verità, come abbiamo sempre ribadito e come abbiamo sempre dimostrato con atti concreti, mettendoci da subito al lavoro su altri temi.

Questa mattina qualche giornalista ha dipinto quest’Aula immaginandola al momento del voto come i tacchini che festeggiano l’arrivo del Natale. Una visione distorta, anche cattiva della politica e dei politici, anche offensiva. Bene, oggi questo Parlamento ha la possibilità di lanciare un messaggio contrario e potentissimo: questa classe politica ha la forza e la voglia di anteporre gli interessi e il bene dei cittadini regalando loro un Parlamento efficace ed efficiente e attento anche al suo posto e perché no, anteponendolo e facendolo risaltare rispetto allo spirito di autoconservazione della politica e dei politici.

Per rispondere a qualcun altro: la politica è servizio, la politica è passione, la politica è quella dal sapore buono e al servizio dei cittadini. Questo è il messaggio che oggi lanciamo al Paese e recuperiamo credibilità e rispetto agli occhi dei cittadini, delle istituzioni per le istituzioni e per chi si dedica alla politica con animo sincero.

Rappresentare è sostanzialmente un onore e va sempre ricordato.

Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.

 

Riqualificare si ,ma a quale costo?

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L’Amministrazione attuale di Albisola è entusiasta che gli ultraventennali ruderi vengano finalmente riqualificati e che vengano aperti altri supermercati.

Ma è giusto chiedersi:  riqualificare sì, ma a quale prezzo?

Con la delibera dell’ultimo consiglio comunale, avente ad oggetto l’ex distributore di Corso Ferrari , un supermercato di media dimensione andrà ad aggiungersi a quello che sorgerà di fronte, nell’ex deposito della TPL.

E’ anche abbastanza semplice capire,  che questi ed altri supermercati che sorgeranno ,visto che  ad Albisola si può aprire un nuovo supermercato sostanzialmente ovunque ,non potranno vivere dei soli clienti albisolesi ; quindi è facile dedurre che il traffico in corso Ferrari e Corso Mazzini aumenterà ancora ,con la felicità di chi vive in quel luogo ,ma soprattutto allontanerà definitivamente il turista e l’investitore che un’ amministrazione attiva si proponga di cercare.

Non c’è ombra di dubbio che Albisola Superiore abbia bisogno di essere riqualificata .

Ma è anche assolutamente necessario agire con una seria programmazione ,  soprattutto con soluzioni utili per chi vive e lavora nella nostra cittadina.

Il Gruppo di opposizione del M5S con Stefania Scarone ,è estremamente critico sull’operato dell’Amministrazione Garbarini  , non solo dal punto di vista urbanistico ,ma anche per come  non venga  affrontata l’enorme problema della viabilità cittadina , soprattutto il problema dei mezzi pesanti ;quello che più sconcerta è la mancanza di una programmazione territoriale e di una visione  del futuro della  nostra cittadina.

Quando ci si limita ad accettare le proposte di soggetti attuatori che vedono nella nostra città solo ed  esclusivamente un possibile affare , è necessario chiedersi ancora, chi programma il futuro Albisolese?

Secondo l’amministrazione attuale,  non esiste alternativa se non accettare i soggetti che manifestino interesse ad investire.

Secondo il Sindaco Garbarini non c’è possibilità di opporsi all’invasione di supermercati che ridurranno  la nostra città priva di  un tessuto sociale , con centri storici abbandonati, privi di attrattiva turistica e di conseguenza il piccolo commercio sparirà completamente e con esso,  l’interesse di imprenditori coraggiosi che si sono allontanati da Albisola a causa del malgoverno cittadino che persiste da oltre 10 anni.

E’ ovvio che l’imprenditore cerca il suo affare,  ma un amministratore attento al bene comune, cerca l’investitore che fa per lui, per la sua visione di città e tutto ciò si  riassume in un’unica parola “Programmazione”, ma pare che questa amministrazione ne sia priva .

Movimento 5 Stelle Albisola

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Come un’ordinanza può essere inutile quanto inefficace.

Logo Albisola 800Come l’ex sindaco Orsi ,anche l’attuale Sindaco  Garbarini   ha emanato un’ ordinanza per il traffico pesante  per il 2019, con scadenza oggi venerdi 13 settembre.

Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che questa ordinanza, oltre a non funzionare per mancanza di controlli efficaci, non è a favore dei cittadini Albisolesi.

Vogliamo ricordare che  sono state raccolte dai cittadini albisolesi da parte del Comitato Albisola Vivibile, Albisola-Luceto Sostenibile( 2350 firme) e dal  Meetup delle Albissole (1131 firme ), per un totale di 3481 firme, consegnate  al comune di Albisola Superiore anche con posta Pec .

Quale è stata la risposta alla richiesta di “sicurezza e salute” che queste firme richiedevano?

Una mini Ordinanza di poche ore al venerdi pomeriggio (dalle 15 alle 21 per 6 ore) da metà Luglio a metà settembre( 2 mesi ), che se fosse applicata, con i dovuti controlli, potrebbe al massimo essere utile esclusivamente per i turisti in arrivo .

E per gli albisolesi che vivono e lavorano ad Albisola tutto l’anno che cosa si ha intenzione di fare?

I cittadini Albisolesi continuano ad essere inascoltati, i Tir continuano ad intasare le nostre strade ed i fumi di scarico i nostri polmoni, le persone continuano ad essere investite ed  a volte uccise sulle strisce pedonali e nulla viene fatto per aumentare la sicurezza di Corso Mazzini, Corso Ferrari e via Turati ,magari con infrastrutture atte a ridurre i rischi per pedoni e ciclisti  .

E’ anche  chiaro che il blocco dei mezzi pesanti non potrà mai essere subordinato ad  una  circolazione alternativa, individuata esclusivamente in una   Aurelia bis, che risulta ad oggi ferma ,nè si conosce al momento il termine dei lavori.

E’ altresì un fatto, che i Tir in entrata ed in uscita dal casello ,anche in presenza di una Aurelia bis funzionante ,dovranno sempre e comunque attraversare il centro cittadino di corso Mazzini e via Turati per raggiungere l’ingresso della  futura strada per ”l’interporto di Savona” con ingresso a Grana.

Il M5S Albisola ,nel suo programma ,che si può consultare sul  sito :  www.albisola5stelle.it  aveva espresso chiaramente l’ impegno in tal senso “ Per quanto riguarda l’annoso problema, mai risolto dalle precedenti amministrazioni, sull’uscita e l’ingresso dei mezzi pesanti superiori a 7,5 tonnellate dal casello autostradale di Albisola, intendiamo intervenire vietando o limitando l’ingresso di questi mezzi sulle strade cittadine. È indubbio che non si possa attuare una seria modifica della viabilità albisolese pensando di accettare mezzi di questa portata nel ciclo urbano cittadino. La sicurezza e la salute dei cittadini deve essere salvaguardata ad ogni costo e noi ci impegneremo a farlo. “

Noi continueremo ad impegnarci in tal senso e chiediamo alla nuova Amministrazione e al nuovo Sindaco Maurizio Garbarini di dare una efficace e coraggiosa risposta , con una “vera ordinanza” che blocchi i mezzi pesanti in entrata ed in uscita dal casello, ad esclusione di quelli che operano nelle Albisole , effettuando controlli seri e continui che scoraggino i conducenti dei Tir, sempre in contatto radio fra di loro, ad uscire al casello di Albisola .

Le continue richieste di “salute e sicurezza” da parte dei cittadini meritano una concreta risposta, attraverso una vera volontà politica di risolvere l’annoso problema del traffico pesante nel nostro centro cittadino.

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L’epoca dei descamisados è finita

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(Roberta Labonia) – Il tempo dei “descamisados” sta per finire. Mi riferisco ai vari “Di Battista”, ragazzi splendidi peraltro, che hanno contribuito con la loro passione, con il loro coraggio e una buona dose di incoscienza, a portare il messaggio rivoluzionario di giustizia sociale e lotta ai privilegi della casta tra la gente e l’hanno conquistata, tanto che questi ragazzi (anche i più agèe di loro lo sono, dentro), sono arrivati al Governo del Paese dopo neanche 10 anni dalla loro nascita politica.

Tutto ha preso forma dall’idea di due “vecchi” visionari, quel Gianroberto Casaleggio, un precursore dei tempi che li ha lasciati prematuramente, ed un’altro uomo, al secolo Giuseppe Piero Grillo, meglio conosciuto come Beppe, che se andate a guardare su Wikipedia viene ancora oggi derubricato alla prima riga come “comico”, ma che in realtà è persona serissima ed è ancora oggi, nonostante lui si sia voluto retrocedere al più defilato ruolo di “garante”, il vero asse portante del Movimento. A proposito, apro parentesi: chi in queste ore sta speculando contro di lui per la vicenda che vede uno dei suoi figli indagato per un presunto stupro di gruppo, mi fa un po’ schifo, uno fra tutti Matteo Salvini.

Ma dicevamo, il primo obiettivo i ragazzi a 5 Stelle, sposando l’idea di questi 2 uomini, l’hanno centrato: hanno aperto le aule parlamentari “come una scatoletta di tonno” (checché ne dica la Meloncina della Garbatella), obbligando i vecchi parrucconi (anche i più giovani di loro lo sono, dentro), a ripensare il modo di fare politica e a ripensarsi. Ognuno di loro oggi, scimmiottando pateticamente i pentastellati, vanno dicendo per ora solo a parole, di voler rimettere al centro l’interesse dei cittadini, come non avessero già avuto 25 anni per farlo, tanto è durata la tristemente nota seconda Repubblica.

Ma ogni rivoluzione ha i suoi percorsi ed è un bene che sia così, guai fermarsi alla protesta, prima o poi occorre passare ai fatti, togliere la camicia sbottonata ed assumersi la responsabilità di governare il Paese. Le prove generali, nonostante un compagno di viaggio inaffidabile, anche lui descamisado ma di un brutto colore verde marcio, hanno consentito al Movimento di portare a casa tante cose buone (fra tutte la legge Spazzacorrotti e il Reddito di Cittadinanza), sia pure inframmezzate da qualche sconfitta (una, la più bruciante, il via al TAV).

Oggi, con la fiducia che fra meno di un’ora Giuseppe Conte chiederà all’aula della Camera, partirà un nuovo Esecutivo. I nuovi compagni di viaggio, i già enne volte essecrati uomini del Partito Democratico, ma ineludibili per la formazione di un nuovo Governo in base alle regole che governano la nostra democrazia parlamentare, mi limito ad osservare che, solo dopo poche ore dall’aver prestato giuramento, si sono lasciati andare a delle incontinenze verbali di cui gli spaesati elettori avrebbero volentieri fatto a meno.

Credo di non sbagliarmi se preconizzo che fra pochi minuti le parole di Giuseppe Conte, oggi Presidente del Consiglio a tutti gli effetti, li richiamerà perentoriamente all’ordine.

L’epoca dei “descamisados” è finita. Oggi il volto del Movimento 2.0 è il suo, quello che l’onnipotente quanto sgrammaticato Trump ha ribattezzato “Giuseppi”, e il messaggio che manderà sarà chiaro: zitti e lavorare. Ma nell’esclusivo interesse del Paese Italia.

La genesi di Italia 5 Stelle: Circo Massimo 2014

 

Anche quest’anno si avvicina il nostro appuntamento per eccellenza: Italia 5 Stelle.

Un momento fondamentale perché eletti, non eletti, attivisti, ma anche semplici curiosi si incontrano.  Ci siamo incontrati in tante parti d’Italia e quest’anno ci vedremo a Napoli.  

Oggi però vi vorrei parlare del primo Italia 5 Stelle che, da romana, porto nel cuore. Era il 2014 e ci riunimmo tutti al Circo Massimo.

Fu un momento bellissimo perché era tutto appena iniziato. C’era un calore particolare tra le persone, una forte voglia di confrontarsi, di mettersi in discussione, di programmare, di progettare e di dare, uno all’altro, la forza di dire: “Andiamo avanti, andiamo avanti! Questa è la volta giusta!”.

Abbiamo fatto un percorso immenso e oggi siamo al governo del Paese. 

E oggi, più di allora, c’è bisogno di un momento importante di confronto e Italia 5 Stelle, a Napoli, spero sia proprio questo: un momento dove tutti, eletti, non eletti, attivisti, semplici simpatizzanti e – perché no? – anche qualcuno che ci contesta qualcosa, abbiano voglia di venire e di chiedere: “E adesso cosa facciamo? Come andiamo avanti?”.  Perché c’è gran voglia di andare avanti, ma sono sempre stata dell’idea che si inizia, si va avanti e si finisce tutti quanti insieme.

Ed è con questo spirito che vi aspetto, in tanti, numerosi, con la voglia che vi ho trasmesso in questo momento di incontrarci e di dirci: “Andiamo avanti!”.

Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola

Postato il 27 agosto 2019, 22:40 Luigi Di Maio( Capo Politico del MoVimento 5 Stelle )MoVimento 5 Stelle

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani completerà il secondo giro delle consultazioni e ascolterà le valutazioni dei gruppi parlamentari delle varie forze politiche.

Il MoVimento 5 Stelle ha messo sul piatto dieci punti per l’Italia come base per qualsiasi discussione.

Il confronto tra le forze politiche su questa base sarà portato avanti dal presidente del Consiglio che eventualmente domani potrebbe essere incaricato dal Presidente Mattarella.

Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo che sarà stata condivisa tra le forze politiche che intendono entrare in maggioranza.

Prima che venga sottoposta al Presidente della Repubblica, questa proposta sarà votata online su Rousseaudagli iscritti del MoVimento 5 Stelle.

Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana.

Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola.

Intervista a Sergio Costa – Plastica in mare emergenza planetaria #IoSonoPlasticFree

Sergio Costa non è soltanto il Ministro dell’Ambiente del Governo del Cambiamento ma è soprattutto una persona determinata con obiettivi ben precisi. A poco più di un anno dal suo insediamento, abbiamo fatto una breve chiacchierata sui risultati della campagna ministeriale plastic free ma soprattutto abbiamo parlato del disegno di legge #Salvamare.

Dal suo arrivo al Ministero l’Ambiente questo Paese ha cambiato le sue priorità. Una di queste è sicuramente diventata la lotta alla plastica. Una battaglia che giorno dopo giorno si sta estendendo a macchia d’olio, dal pubblico al privato.

Ministro Costa, qual è stato il lavoro che ha portato a questi risultati?

Sin dai primi giorni del mio insediamento al Ministero dell’Ambiente ho ritenuto che la lotta all’utilizzo smodato della plastica fosse una delle priorità imprescindibili se vogliamo lasciare ai nostri figli un ambiente più pulito. Ho quindi dichiarato immediatamente, nel primo incontro pubblico tenuto con i giornalisti ambientali, che avrei fatto di tutto per rendere il Ministero dell’Ambiente plastic free già dal mese di ottobre del 2018. Ho scelto la data del 4 ottobre non a caso: è San Francesco, patrono d’Italia e il santo protettore del creato… ed è anche il giorno del compleanno del Movimento 5 Stelle. Ho ritenuto fosse importante partire proprio dal mio dicastero, dando per primi l’esempio della necessità di un cambio di rotta e dimostrando che vivere usando meno plastica si può.

Abbiamo poi, nel corso dei mesi, lavorato per estendere questa sensibilità ai luoghi di lavoro, alla vita quotidiana delle famiglie, invitando a fare a meno della plastica monouso e, in generale, ad adottare nel vivere quotidiano comportamenti ambientalmente più sostenibili. Lo abbiamo fatto con campagne mirate sulle spiagge, con il supporto della Guardia costiera e dei Carabinieri del Cufa, ma anche promuovendo l’educazione ambientale nelle scuole, consapevoli della necessità e dell’urgenza di investire sulle nuove generazioni.

Un anno di campagna plastic free: un bilancio?

Oggi possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti del lavoro avviato. Sono infatti più di duecento, tra istituzioni nazionali e locali, scuole, università, piccole e grandi realtà imprenditoriali, le adesioni che abbiamo registrato dall’inizio di questo lavoro. Un numero che si va ad ampliare di giorno in giorno. Ma soprattutto sono centinaia le famiglie che mi scrivono dicendo di aver adottato una policy plastic free e con meno imballaggi nella vita di tutti i giorni. Puntiamo al cambio di paradigma ambientale ed economico e solo penetrando nel quotidiano di ciascuno di noi possiamo riuscirci.

Il 95% dei rifiuti in mare è plastica, parliamo di 150 milioni di tonnellate di rifiuti. Un’emergenza mondiale che non possiamo più rinviare. Quali saranno a riguardo gli effetti della legge #Salvamare?

Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria e il nostro Paese, che è bagnato per due terzi dal mare, vuole essere leader nella soluzione. Quindi, da un lato agiamo con le campagne contro l’utilizzo della plastica monouso, per limitare la quantità di rifiuti che giornalmente va a inquinare i nostri mari rendendo anche sempre più precaria la sopravvivenza degli animali che li abitano, dall’altro, con la legge Salvamare diamo ai pescatori la possibilità di portare i rifiuti nei porti, dove saranno allestiti specifici punti di raccolta, e di ottenere grazie a questo supporto anche un certificato ambientale che renderà adeguato riconoscimento alla loro filiera di pescato. Ci saranno delle campagne dedicate al recupero delle reti abbandonate a mare e tra queste la campagna del MoVimento 5 Stelle che saluto con grande soddisfazione e per la quale vi faccio i miei complimenti.

Ci lasci con una speranza: è realmente possibile un pianeta senza plastica?

L’impossibilità è la scusa dei vigliacchi, e noi dobbiamo avere il coraggio di ambire a quei traguardi che oggi ci sembrano irraggiungibili. Dobbiamo cominciare ‘con il fare ciò che è necessario’, per citare San Francesco, ‘poi ciò che è possibile, per sorprenderci infine a fare l’impossibile’.


AD AGOSTO PARTE #IoSonoPlasticFree, IL TOUR DEL MOVIMENTO 5 STELLE PER RIPULIRE MARI E FIUMI, INCONTRARE I CITTADINI E PARLARE DELLA NOSTRA LEGGE #SALVAMARE, PER UN FUTURO SOSTENIBILE E SENZA PLASTICA

Si parte venerdì 2 agosto da CROTONE! L’appuntamento è sul Lungomare Cristoforo Colombo, 99 alle ore 19 per un aperitivo #plasticfree.

Saranno presenti i portavoce al Senato Agostino Santillo, Margherita Corrado, Gabriella Di Girolamo e Gelsomina Vono, e i portavoce alla Camera Carmela Grippa, Angela Raffa ed Elisabetta Barbuto.

Gli altri appuntamenti targati #IoSonoPlasticFree di agosto saranno:

 => CLICCA QUI PER SCARICARE E STAMPARE IL VOLANTINO <=

CONDIVIDI la tua estate plastic free! Attraverso i social posta le foto e i video dell’attività di raccolta di plastica ed altri rifiuti sulla tua spiaggia del cuore o lungo un fiume, utilizzando gli hashtag#IoSonoPlasticFree e #SalvaMare taggando MoVimento 5 Stelle. Le più significative verranno condivise sui canali social del MoVimento!

PARTECIPA! Vuoi organizzare una giornata di pulizia di una spiaggia o di un fiume? Accedi a Rousseau, entra nella funzione CALL TO ACTION, clicca su CREA INIZIATIVA e definisci luogo, ora e data della chiamata all’azione.

ATTIVATI! Per conoscere i dettagli dei tanti eventi #PlasticFree organizzati dal Movimento 5 Stelle nei mesi di agosto e di settembre, basta andare su Rousseau ed entrare nella funzione Activism. Dopo aver scelto l’etichetta “iniziative correnti e future”, è sufficiente selezionare l’evento a cui si è interessati. In questo modo sarà possibile visualizzare una mappa costantemente aggiornata in tempo reale attraverso la quale poter scoprire con facilità le iniziative previste nel proprio Comune o nella propria Regione.

Se ancora non sei iscritto a Rousseau, fallo subitoCLICCA QUI

Plastic free challenge: via la plastica dal comune di Torino

– 310 milioni di tonnellate. È la produzione di plastica attuale nel mondo. Erano 15 milioni nel 1964.
– 8 milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani.
– 2050. L’anno in cui negli oceani ci sarà più plastica che pesci se non si interviene con urgenza. 

Sono dati che fanno male. Con la dispersione della plastica nell’ambiente stiamo contribuendo a distruggere il nostro Pianeta e, come sempre, a farne le spese saranno le prossime generazioni.

La principale soluzione è una:  limitare l’uso della plastica ogni qualvolta sia possibile, a cominciare da quella monouso.

Per questo motivo la Città di Torino, su iniziativa dell’Assessore all’ambiente, Alberto Unia, e di concerto con gli assessori Sacco e Rolando, aderisce alla campagna “Plastic Free Challenge”, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e fortemente voluta dal Ministro Sergio Costa, che ringrazio.

In questo modo puntiamo a ridurre al minimo indispensabile la plastica negli edifici comunali, facendo in modo di essere da esempio per tutta la comunità.

Ecco le principali azioni.

L’adeguamento dei contratti di fornitura delle macchine automatiche erogatrici, per eliminare la distribuzione di bottigliette d’acqua naturale, l’aumento dei punti d’acqua refrigerata con l’uso di bicchieri riutilizzabili, come già avviene a titolo sperimentale negli uffici dell’Anagrafe di via della Consolata; favorire la raccolta differenziata della plastica nelle sedi comunali di imballaggi di plastica monouso, in particolare di quelli collegati al consumo di cibi e bevande.

Estendere progressivamente alle sedi comunali assegnate in concessione (es. impianti sportivi, o spazi affidati ad associazioni) le stesse pratiche e approvare accordi con attività commerciali private per coinvolgerle in questo obiettivo.

La plastica sparirà anche da catering organizzati dalla Città in occasione di eventi e incontri.

Questa gestione ecosostenibile si applicherà poi agli eventi che si terranno in città; verrà approfondito il tema alla luce della certificazione UNI ISO 20121 e di altri contributi offerti dai progetti europei.

Nei confronti dei suoi dipendenti, inoltre, l’Amministrazione comunale attiverà una campagna di sensibilizzazione e di informazione su “Plastic free challenge” anche con riferimento al potenziamento dell’applicazione dei Criteri minimi ambientali (Cam) in tutte le procedure di acquisto di beni, servizi e forniture.

L’attenzione all’ambiente non sarà mai abbastanza ed è un tema su cui, come sapete, abbiamo intenzione di spenderci senza sosta.

È dovere di ognuno di noi fare tutto il possibile affinché questo patrimonio venga preservato.

Le Istituzioni devono essere d’esempio.

La cosiddetta Aurelia Bis ,anni di disagi per I cittadini Albisolesi

L’Aurelia bis,  un’inutile opera che purtroppo sembra rimarrà incompiuta per almeno 4 anni.

Questo è quanto è stato appurato alla riunione della commissione consiliare di Savona e riferito  dall’Ing Cardone funzionario dell ‘Anas.

  Con il fallimento di CMC e la difficile se non impossibile subentro da parte di Itinera ,la questione Aurelia Bis  pare rimanga appesa a fumosi appigli legali.

La realtà dei fatti è che I cittadini Albisolesi non intravedono  la fine dei disagi quotidiani,  causati anche dai cantieri aperti e dai cumuli di terra in particolare quelli del  cantiere di Grana.

A questo riguardo,  la nostra consigliera Stefania Scarone M5s Albisola ha ribadito la necessità di finire al più presto questo opera, ma soprattutto di mettere in sicurezza i cantieri ora inattivi .

In particolare i cumuli di terra, al momento presenti ,devono essere coperti con teli affinché le polveri non si propaghino con il vento sulla nostra cittadina , rendendo la vita impossibile anche dal punto di vista sanitario.

Il consigliere Manuel Meles , M5s Savona, ha prospettato  un’altra possibile soluzione, assolutamente condivisibile e sostenuta anche da altri consiglieri di opposizione del Comune di Savona ossia quella di attuare il Commissariamento dell‘opera allo scopo di velocizzare il completamento dell’incompiuta.

Per ottenere questa possibilità è necessaria una mobilitazione sia a livello istituzionale, che dei cittadini del territorio allo scopo di fare pressione sul ministero competente.

Da parte nostra daremo tutta la nostra disponibilità, ma le amministrazioni comunali devono attivarsi in tal senso prendendo una posizione chiara.

La proposta di organizzazione regionale del MoVimento 5 Stelle

Proposta organizzazione Regionale – MoVimento 5 Stelle

Qualche giorno fa vi ho parlato dei 12 facilitatori nazionali e dei 6 ruoli di organizzazione nazionale. Oggi parleremo invece del ruolo del facilitatore regionale.Abbiamo bisogno di riorganizzare il MoVimento in ogni regione per permettere ai gruppi di essere molto più presenti sul territorio e risolvere meglio i problemi degli italiani.Con il ruolo dei facilitatori regionali dobbiamo creare un MoVimento che abbia la capacità di relazionarsi continuamente sia verso l'esterno che verso il suo interno, ma anche formarsi e coinvolgere nuove persone. Questi sono i tre obiettivi che vogliamo realizzare.

Pubblicato da Luigi Di Maio su Giovedì 18 luglio 2019

Nell’ultimo video abbiamo parlato del Team del Futuro, dei 12 facilitatori nazionali più i 6 ruoli di organizzazione nazionale. In questo secondo video sulla riorganizzazione del MoVimento parleremo invece del ruolo del facilitatore regionale.

Abbiamo bisogno di riorganizzare il MoVimento in ogni regione per permettere ai gruppi di essere molto più presenti sul territorio, favorire la nascita di nuovi gruppi e consentire al MoVimento di risolvere meglio i problemi degli italiani.
Ogni giorno arrivano richieste e segnalazioni di problemi specifici, da parte dei territori: alcuni sono di competenza del governo, altri sono di competenza degli enti locali, degli enti territoriali.

Con il ruolo dei facilitatori regionali dobbiamo creare un MoVimento che abbia la capacità di relazionarsi continuamente sia verso l’esterno che all’interno, ma anche formarsi e coinvolgere nuove persone. Questi sono i tre obiettivi che vogliamo realizzare.

Prendiamo l’esempio di una regione grande quanto la Campania, il Lazio o il Veneto. Regioni come queste avranno 5 facilitatori regionali, ai quali saranno distribuite tre deleghe: la prima è quella delle relazioni esterne. Una o di più persone che ogni giorno curino i rapporti con gli stakeholders, con i sindaci, anche non nostri, che hanno bisogno di aiuto o di supporto dal MoVimento, che vadano a parlare con gli assessori regionali, con gli enti territoriali, con le associazioni, con il no profit, con tutto il mondo che non è propriamente del MoVimento, ma che cerca aiuto o collaborazione dal Movimento; e soprattutto che tengano un rapporto costante con questi soggetti, perché in molte regioni ci sono tante realtà che vogliono avvicinarsi al Movimento, ma non sanno con chi andare a parlare. O meglio, spesso vanno a parlare con tutti: dai nostri consiglieri comunali, ai consiglieri regionali, ai nostri sindaci, ai nostri attivisti, per poi dover fare una sintesi di quello che gli è stato riferito.
Adesso ci devono essere dei riferimenti chiari per facilitare la presenza del MoVimento in una regione, nei rapporti con i soggetti esterni al Movimento.

La seconda delega che sarà data ad uno o più di questi 5 facilitatori è quella delle relazioni interne, vale a dire i rapporti con i nostri eletti all’interno della Regione, i rapporti con i nostri gruppi locali e l’organizzazione delle liste quando ci sono le elezioni comunali.
Con una regia in ogni regione, già ad ottobre noi saremo pronti a formare chi si candida a giugno per le comunali. Mi spiego meglio: se le elezioni comunali sono previste per il mese di giugno, grazie a Rousseau, a Open Comuni, alla Rousseau Open Academy, noi potremo iniziare un percorso di formazione che possa consentire a chi si candida di formarsi da ottobre a dicembre. Poi a dicembre si vedrà se il candidato è all’altezza di una candidatura, perché se non lo fosse, allora meglio non candidarsi affatto.
Se invece si è pronti, allora sarà possibile certificare la lista fra gennaio e febbraio, cosicché sia possibile fare una campagna con tutto il tempo che serve anche per recuperare il gap rispetto ai candidati degli altri schieramenti più conosciuti o che sono più presenti e ramificati sul territorio.

La terza delega che va assegnata ai facilitatori regionali o al facilitatore regionale è quella invece della formazione e del coinvolgimento. Io immagino una persona che ogni giorno pensa a come coinvolgere nuove persone nel MoVimento. Perché, diciamoci la verità, in alcuni gruppi quando qualcuno è interessato al MoVimento e si avvicina ad un meet-up, troppo spesso trova meet-up in conflitto, dove i partecipanti litigano tra di loro e, di conseguenza, quella persona se ne allontana.
Allora io immagino che uno o più facilitatori regionali possano organizzare una volta al mese un incontro regionale con i nuovi, cioè con persone che si stanno avvicinando al MoVimento per la prima volta. Inoltre, sempre una volta al mese, immagino possa esserci un altro incontro: quello sulla formazione. Tutti dobbiamo formarci continuamente. Che tu sia Ministro, che tu sia attivista, che tu sia sindaco o consigliere comunale, abbiamo bisogno di condividere queste esperienze e queste conoscenze, anche con il supporto di chi non è del MoVimento ma è un esperto in qualche settore.
Questo dobbiamo tenerlo sempre ben presente: massima umiltà e formazione continua, in modo tale da capire anche a chi rivolgersi quando abbiamo bisogno di aiuto, perché non vi nascondo che molte delle richieste di aiuto che arrivano a volte da attivisti, consiglieri comunali, consiglieri regionali, non riguardano la competenza dei ministeri, ma magari quella di un comune, di una città metropolitana, di un ente regionale o di una partecipata regionale. Questo è molto importante anche per riuscire ad aiutare i cittadini molto meglio.
Nelle regioni grandi ci saranno 5 facilitatori, in quelle più piccole 3 facilitatori, mentre in una regione come la Lombardia che è grande almeno il doppio di ogni altra regione, ci servono almeno 8 facilitatori.
Come vedete si va delineando un’organizzazione nazionale e territoriale, perché questi facilitatori regionali saranno in continuo contatto diretto con i facilitatori nazionali del Team del Futuro e con quelli che compongono il ruolo di organizzazione: comunicazione, team legale, team comuni e regioni, enti locali, e così via.

Come si può diventare facilitatore regionale? Si deve essere eletti senza doppi incarichi, perché è necessario restare sul territorio. Ciò significa che il facilitatore regionale può essere un portavoce, ma non può essere un Presidente di Commissione, Sottosegretario, Ministro, presidente di un’assemblea. Allo stesso tempo il facilitatore regionale può anche non essere un portavoce eletto ma deve comunque essere una persona di comprovata partecipazione e attivismo nel MoVimento 5 Stelle.
Se si tratta di una regione con 3 facilitatori, gli iscritti di quella regione eleggono un elenco di 10 da cui scegliamo tre persone a cui assegnare le deleghe di cui vi ho parlato. Se si tratta di una regione in cui abbiamo bisogno di 5 facilitatori, gli iscritti della regione eleggono un elenco di 15 persone tra i candidati. Se invece – come nel caso della Lombardia – ci servono 8 facilitatori, allora gli iscritti eleggono un elenco di 20 candidati. Queste persone saranno quelle tra cui andremo ad individuare coloro a cui assegnare le deleghe di facilitatori.
È un percorso che, come per il Team del Futuro nazionale, non vuole individuare capibastone, né tantomeno gente che gestisce potere. Anche i facilitatori regionali saranno sottoposti al “recall” e in ogni caso dovranno dare conto agli iscritti degli obiettivi che raggiungeranno sui tre grandi binari: relazioni esterne, relazioni interne, formazione e coinvolgimento.
Questo è il secondo step della nuova organizzazione del MoVimento, uno step che riguarda l’organizzazione regionale. Nel prossimo e ultimo tutorial parleremo dei consiglieri comunali, del nostro grande popolo di consiglieri comunali che ha bisogno anch’esso di supporto e di essere riorganizzato.

Ciao a tutti!

Dieci anni in MoVimento! Il 12 e 13 ottobre, a Napoli, Italia 5 Stelle. #MoVimen10

Cinque stelle, 10 anni e un’infinità di idee e progetti realizzati e da realizzare insieme.

Ad  ottobre il MoVimento 5 Stelle compie 10 anni, SIAMO TUTTI INVITATI! Celebreremo questo compleanno con la carica e l’entusiasmo del primo giorno, ma anche con un bagaglio di esperienza maturata e obiettivi raggiunti da un  MoVimento che è cresciuto e che oggi ci fa guardare al futuro del nostro meraviglioso Paese con fiducia e ottimismo. Ci siamo uniti, abbiamo coinvolto sempre più cittadini con il nostro entusiasmo e moltiplicandoci abbiamo fatto la differenza.

10 anni fa l’Italia era a pezzi, divorata dalla malapolitica e dalle lobby. Quale cittadino italiano avrebbe potuto immaginare di vedere arrivare in Parlamento dei semplici cittadini che, tra le altre cose, si sarebbero autoridotti lo stipendio per aiutare le PMI, abolito gli odiosi vitalizi, introdotto misure come il reddito di cittadinanza o Quota100 per aiutare gli ultimi e far ripartire l’economia? Ma abbiamo fatto la differenzaanche restituendo, con il Decreto Dignità, una speranza ai giovani lavoratori umiliati per anni con contratti a tempo determinato o investito un miliardo di euro nel Fondo per l’Innovazione per permettere alle nostre migliori menti di realizzare le loro idee in questo Paese senza dover scappare all’estero. Un sogno.

Un sogno diventato realtà grazie al coraggio di due visionari, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, e all’impegno di migliaia cittadini che hanno deciso di non arrendersi dedicando gratuitamente il loro tempo per costruire un posto migliore per i nostri figli. Siamo partiti dai meet-up e, nel 2013, 160 di quei cittadini sono entrati nelle aule di Camera e Senato, spinti dalla forza di un popolo che con orgoglio partiva dalle sue stelle per costruire un nuovo firmamento.

Oggi, dopo 5 anni di durissima opposizione e di lavoro in difesa degli interessi collettivi contro chi difendeva quelli di pochi, siamo al Governo. Abbiamo catalizzato la rabbia e la voglia di Cambiamento di milioni di cittadini che in altri posti del mondo ha provocato conflitti anche violenti, realizzando una rivoluzione gentile senza precedenti al mondo. Nessuno potrà mai negare che il MoVimento 5 Stelle ha portato uno scossone nel panorama politico e in un Paese che si avviava inesorabilmente al declino. Abbiamo fatto la differenza.

Le nostre cinque stelle brillano tutte, ma quest’anno ne vogliamo celebrare una in particolare: l’ambiente, la nostra stella cometa.

L’ambiente come simbolo di bene comune e che tutti insieme dobbiamo tutelare: l’albero nel parco sotto casa, l’acqua pubblica che beviamo ogni giorno, le spiagge dove giocano i nostri figli, il mare con i suoi tesori che vanno protetti contro l’inquinamento e la plastica. Ma tutelare l’ambiente significa anche cogliere una enorme opportunità di sviluppo economico. Con l’economia circolare le nostre aziende devono eccellere nel mondo per la crescita sostenibile. Rispettando l’ambiente “si mangia”.

Per questo decimo anniversario stiamo organizzando un’edizione speciale di Italia 5 Stelle. Non a caso sarà a Napoli, una delle prime città in cui sono sorti i meet-up “Amici di Beppe Grillo”.

Ma non solo: una delle città più belle di questa nostra Italia, salita troppo spesso agli onori delle cronache per drammi ambientali. In Campania si trova la terra dei fuochi, fuochi che proprio grazie all’azione del MoVimento 5 Stelle finalmente si stanno spegnendo.

Attivisti, portavoce e semplici cittadini, che in questi 10 anni hanno contribuito a riscrivere la storia, avranno l’occasione di incontrarsi per festeggiare insieme nel corso di una due giorni piena di idee, spunti e ospiti interessanti.

Se vuoi partecipare ad organizzare i festeggiamenti puoi dare il tuo piccolo contributo nei limiti delle tue possibilità! Continueremo sempre a rifiutare supporti esterni e a mantenerci liberi e per questo ogni contributo, anche economico, è fondamentale.

Aiutaci con una donazione e realizziamo insieme una grande festa per questi primi 10 anni di MoVimento!

Orrore di Reggio Emilia, il Pd fa finta di niente e addirittura nomina un pool di avvocati

Postato il 5 luglio 2019, 10:09 MoVimento 5 Stelle( )Informazione

È viva dentro di noi la storia drammatica dei bambini della provincia di Reggio Emilia, strappati ai loro genitori attraverso un vero e proprio lavaggio del cervello con lo scopo di fargli ricordare traumi mai vissuti, e poi affidati a soggetti che in alcuni casi li hanno persino violentati. Bambini la cui anima è stata letteralmente venduta a soggetti pericolosi, in cambio di denaro, con la complicità di politici, istituzioni, medici, psicologi, operatori sociali senza scrupoli.

Angeli e Demoni“, come è stata giustamente chiamata l’inchiesta che coinvolge sindaci ed ex sindaci del Pd. Ora, che siano del Pd, poco importa. Potevano essere di qualunque partito: la tragedia, lo schifo e l’indignazione, purtroppo, resterebbero invariati.

Ma una cosa è certa: tutto ci si aspetterebbe dal segretario del partito coinvolto in questa vicenda tragica, tranne che assoldasse un pool di avvocati per fare cosa? Forse, per assistere i genitori naturali dei bambini? No. Il pool di avvocati servirà a denunciare chi, secondo il Pd, ha diffamato su Facebook il Sindaco di Bibbiano, che è agli arresti per lo scandalo degli affidi illeciti di questi bambini, appunto. Zingaretti, anziché fare pulizia nel suo partito, pensa a fare causa a chi parla di una vergogna nazionale. Non è certo colpa dei cittadini se in questa inchiesta sono coinvolti esponenti del Partito Democratico. La verità è che Zingaretti doveva fare una sola cosa: cacciare immediatamente dal partito chi è coinvolto in questa inchiesta. Se fosse stato arrestato un sindaco del Movimento 5 Stelle sarebbe stato messo alla porta in 10 secondi netti!

Ed invece Zingaretti fa finta di niente, così come si è girato dall’altra parte per le inchieste che coinvolgono esponenti di spicco del PD in Basilicata, Umbria, Calabria e Campania. Possibile che non abbia detto una parola su una serie di atrocità commesse sulla pelle di bambini? E possibile che, quando rompe il silenzio, lo fa per intimorire le centinaia di migliaia di cittadini indignati e arrabbiati per quanto successo? Nel PD si pensa alle passerelle sulla Sea Watch e ad assoldare pool di avvocati non per difendere i bambini e le loro famiglie, ma per intimorire chi parla di questa vergogna nazionale. Lasciamo a voi ogni commento.

La RAI oscura il MoVimento 5 Stelle

Postato il 28 giugno 2019, 15:59 MoVimento 5 Stelle( )Informazione

Quella di oggi doveva essere una giornata speciale: il giorno in cui voltare pagina rispetto alla tragedia di Genova per dare il via libera definitivo alla ricostruzione del Ponte Morandi. Ad assistere alla demolizione di quel che restava del Ponte c’erano le istituzioni, per dimostrare la vicinanza dello Stato alle persone di Genova.

Peccato però che qualcuno non se ne sia accorto. Nel punto stampa che è stato allestito in mattinata erano presenti i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il governatore della Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci.

Eppure, le inquadrature televisive della diretta hanno raccontato altro. E’ stato davvero sgradevole vedere Luigi Di Maio tagliato fuori dalle telecamere di Rainews24. Per minuti e minuti infatti gli operatori hanno indugiato sulle altre tre cariche istituzionali lasciando fuori il nostro capo politico. Come se non fosse presente. Le persone a casa devono aver pensato che non fosse lì.

Perché? Perché questo trattamento? Il MoVimento 5 Stelle è stato letteralmente ignorato.

Qui non si tratta di cronometrare il tempo di apparizione di un politico rispetto agli altri. Si tratta invece del fatto che la televisione pubblica abbia deliberatamente scelto di cancellare dal racconto televisivo di questa giornata una forza politica.

Una scorrettezza apparentemente senza motivazione. Il MoVimento 5 Stelle non si merita questo. Abbiamo lavorato sodo per mesi per riparare al dramma del crollo di Genova. Andremo avanti ancora più convinti di prima, ma pretendiamo una spiegazione per quanto è successo.

Aurelia bis: incontro organizzato sul tema

Screenshot 2019-06-19 19.08.42In data odierna si è svolto presso il Comune di Savona l’incontro organizzato sul tema: Aurelia bis.

Presenti le organizzazioni sindacali della FILLEA CGIL (Maurizio Buffa), FENEAL UIL (Francesco Balato)FILCA CISL (Luca Vosilla), i Sindaci Caprioglio, Nasuti, Garbarini, il vice Sindaco Arecco e l’ing. Cardone per ANAS.

L’incontro ha avuto per oggetto:

– il tema della sicurezza del cantiere, lungo l’intera tratta compresa tra Albisola Superiore e C.so Ricci – Savona;

– il problema di oltre 15 operai savonesi che, dalla metà del mese di Agosto, rischiano di rimanere senza lavoro, oltre alla situazione precaria dei dipendenti delle aziende appaltatrici e sub appaltatrici;

– aggiornamenti in relazione alla pratica di concordato preventivo richiesta dall’impresa CMC;

– la tempistica prevista per la ripresa dei lavori ed il completamento di un’opera che, per circa l’80%, è stata realizzata;

– i disagi patiti dai cittadini interessati dal cantiere.

Per quanto concerne la messa in sicurezza del cantiere, il responsabile di ANAS ha garantito che l’onere compete alla ditta appaltatrice, la quale è obbligata a provvedere a tutto quanto necessita al riguardo. In caso di inadempienza da parte di quest’ultima interverrebbe direttamente ANAS.

In merito al concordato richiesto da CMC, la procedura è in fase avanzata di trattativa per la ricerca di accordo tra curatori fallimentari e l’Impresa ITINERA. A tale riguardo non è stato ancora definito uno schema di accordo, ma, da parte di ANAS, è stato riferito che una risposta dovrebbe pervenire entro l’estate. In caso di esito positivo, i lavori potrebbero riprendere a Settembre ed essere finalmente completati.

La progettazione dello svincolo della Margonara ad oggi è sospesa da parte di ANAS, ma è stato garantito che la somma di 54.000.000euro stanziata per l’opera, non verrà in ogni caso destinata ad interventi diversi dall’Aurelia bis.

Per il prossimo 15 Luglio è stato fissato un nuovo incontro, per conoscere gli aggiornamenti in merito all’esito della trattativa per il concordato preventivo.

Si è riscontrata una perfetta sintonia tra le amministrazioni locali e le sigle sindacali.

L’obiettivo comune è quello di tutelare il lavoro e garantire la conclusione di un’opera strategica per il territorio savonese.

Comune di Savona

Comune di Albisola Superiore

Comune di Albissola Marina

FILLEA CGIL, FENEAL UIL, FLCA UIL

L’Aurelia BIS,un incompiuta che diventerà un incubo per gli Albisolesi

i cumuli di grana

In questi ultimi giorni è scattato l’allarme per il blocco dei lavori per il completamento della cosiddetta Aurelia Bis.

Comitati e associazioni locali mettono giustamente in guardia sulla pericolosità per la salute dei cittadini e chiedono attenzione dal nuovo sindaco di Albisola Superiore ,lo stesso che in campagna elettorale sosteneva che con l’apertura di questo lotto si sarebbero risolti i problemi del traffico nel Corso Mazzini di Albisola Superiore.

Non solo l’eventuale apertura di questo progetto incompiuto non risolveva alcun problema di traffico pesante, ma addirittura lo incrementerà, soffocando ulteriormente la nostra cittadina, inoltre il blocco dei lavori ,del quale a questo momento non se ne vede la soluzione, creerà un ulteriore pericolosità per gli abitanti.

Questo è dovuto ai cumuli di terre accumulate a grana ( con il cantiere aperto venivano costantemente bagnate) che spargeranno in tutto il paese la polvere sospetta di tracce di amianto.

Il M5S Albisola vigilerà sull’attività della nuova giunta ,chiedendo e portando soluzioni ,che riducano la quantità e la pericolosità di queste polveri sulla salute di giovani , anziani e bambini.

M5S Albisola

ALCUNI RITAGLI DI GIORNALI LOCALI SU QUESTO ARGOMENTO

La fake news dei tagli alle pensioni: ecco tutta la verità

Stanno circolando fake news che parlano di tagli alle pensioni. Sono tutte menzogne. Si tratta del nuovo schema di indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione. L’unica cosa che abbiamo tagliato sono i vitalizi e le pensioni d’oro!

Diciamo subito una cosa: fino a tre volte l’assegno minimo le pensioni verranno adeguate al 100% rispetto all’aumento dei prezzi. Siccome la pensione minima nel 2018 si è attestata a 507,42 euro, significa che tutte le pensioni fino a 1.522,26 euro lordi, che sono il 41% del totale, dal 2019 saranno aumentate almeno di quanto aumenteranno i prezzi. I sindacati che protestano fingono di non sapere che per molte di queste pensioni ci saranno aumenti considerevoli grazie alla Pensione di Cittadinanza, che andrà ad aumentare le pensioni minime fino alla soglia dei 780 euro mensili (nel caso di un pensionato che vive da solo e non ha casa di proprietà). E dimenticano anche che con Quota 100 tutti i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati potranno scegliere di andare in pensione prima rispetto a quanto stabilito dalla pessima Legge Fornero. Due misure di giustizia sociale che gli italiani aspettavano da anni.

Per chi percepisce dalle 3 alle 4 volte la pensione minima (dai 1.522 ai 2.029 euro lordi mensili) l’adeguamento all’inflazione sarà del 97%. Pensate che negli ultimi 4 anni è stato del 95% e senza un nostro intervento sarebbe sceso al 90% nel 2019. In termini materiali significa che considerando un’inflazione 2019 stimata all’1,1%, un pensionato con 1.523 euro al mese avrebbe visto il proprio assegno aumentare di 15 euro, mentre grazie alla nuova indicizzazione il suo assegno mensile aumenterà di 16,25 euro.

Per chi percepisce una pensione superiore dalle 4 alle 5 volte rispetto a quella minima l’adeguamento sarà del 77%, dalle 5 alle 6 volte sarà del 52%, dalle 6 alle 8 volte del 47%, dalle 8 alle 9 volte del 45% e infine per chi percepisce una pensione oltre 9 volte superiore a quella minima l’adeguamento all’inflazione sarà del 40%. Questo a fronte di uno schema che senza il nostro intervento avrebbe visto l’indicizzazione delle pensioni dalle 6 volte la minima in su passare dal 45% di adeguamento all’inflazione dello scorso anno al 75%! Un bel regalo per i pensionati d’oro, sulla pelle degli altri pensionati.

Prendiamo il caso di un pensionato che ogni mese riceve un assegno 10 volte superiore alla pensione minima, cioè 5.072 euro lordi. Questo pensionato vedrà aumentare il suo assegno mensile di 22,5 euro invece che di 42 euro, ossia quanto avrebbe ottenuto con la nuova rivalutazione al 75%. Un mancato aumento di 19 euro e 50 centesimi, per un totale annuo di 234 euro lordi.

Risparmi che lo Stato ha investito nelle pensioni più basse, sia per aumentarne la rivalutazione sia per finanziare la Pensione di Cittadinanza.

Andiamo avanti convinti che diminuire le diseguaglianze non produce solo equità, ma anche maggiore crescita economica. I benefici li raccoglieranno tutti.

Visita del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Simone Valente

Stefania Scarone Candidata Sindaco Albisola Superiore e Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Simone Valente

Venerdi 24 Maggio alle ore 17,00 Il Sottosegretario Alla Presidenza del Consiglio Simone Valente  con delega allo Sport e Il Consigliere Regionale Andrea Melis ,incontrerà la Candidata Sindaco Di Albisola Superiore Stefania Scarone ,con componenti della lista e sostenitori.

L’incontro sarà all ‘InfoPoint del MoVimento 5 Stelle di Corso Ferrari ,166.

 Con Simone Valente e Andrea Melis si parlerà in particolare delle reali  possibilità di proporre per Albisola, un polo sportivo ,che comprenda ,oltre che gli sport maggiori  , anche tutti gli altri sport chiamati impropriamente  minori.

Seguirà un aperitivo con i candidati e sostenitori al Bar/Pasticceria La Spiga d’Oro di Albisola Superiore.

M5S Albisola

Noi non abbiamo bisogno dell’ “aiuto da casa”

Ieri sera ,20 maggio all’auditorium della Massa, si è svolta una bella iniziativa organizzata dai Comitati  Albisolesi per sensibilizzare i Candidati Sindaci delle 3 liste sull’argomento relativo all’inquinamento ed i rischi sulla salute pubblica che questo comporta.

In particolare si è messo in risalto, con l’intervento dell’oncologo, Dott. Gianfranco Porcile, che l’inquinamento generato dalle polveri sottili influisce pesantemente sulla salute  di tutti.

Il problema Albisolese, ma non solo, del traffico pesante nel centro cittadino, può e deve essere risolto.

Una delle liste che si presentano ad Albisola Superiore dice che non si può fare nulla per cambiare la situazione e chiede un “aiuto da casa” per ribadire che quello che sostiene Stefania Scarone, Candidata Sindaco M5S Albisola, sono in sostanza “sparate elettorali”.

Mi sembra veramente inopportuno, a questo riguardo, chiamare in causa il Prefetto, autorità super partes e sancire in questo modo la  scarsa importanza che riveste il Sindaco, massima autorità sul proprio territorio.

Che la lista Garbarini si voglia far “commissariare” dalla politica regionale come succede virtualmente al comune vicino di Savona?

Lasciamo che siano pareri tecnici e legali a ricordare le competenze di un Sindaco, a patto che se ne abbia la volontà. 

Vorrei a questo punto citare un aneddoto di cui io sono stata testimone.

Qualche anno fa, durante un evento artistico di un noto ceramista albisolese specializzato nella produzione di palle di Natale  finemente decorate, un noto politico di professione invitato a parlare disse che il ceramista era bravissimo a realizzare palle di Natale da 25 anni, mentre lui era altrettanto bravo a raccontare “palle” da oltre 25 anni.

Al di là degli aneddoti, la realtà dei fatti è che le promesse elettorali vanno concretizzate e la vita e la sicurezza dei cittadini vanno tutelate.

Una zona a traffico limitato nelle vie cittadine di Albisola è realizzabile, è solo necessaria una forte volontà politica per attuarla.

Stefania Scarone Candidata Sindaco M5S Albisola

La Lista Stefania Scarone M5S Albisola presenta il programma e i candidati Consiglieri

Candidati alle Elezione Europee Silvia Malivindi e Marco Mes ,Candidata Sindaco Stefania Scarone e i Consiglieri regionali Alice Salvatore e Andrea Melis

Ieri sera 16 Maggio alle ore 21 presso la Sala degli Alpini di Albisola Superiore vi è stata la presentazione del programma della lista M5S Albisola con Stefania Scarone Sindaco.

Davanti ad una sala gremita di cittadini albisolesi ,la Candidata Sindaco Prof.ssa Stefania Scarone insieme ai Consiglieri Regionali Alice Salvatore, Andrea Melis, i Candidati alle Europee Silvia Malivindi e Marco Mes ,ha presentato il suo programma amministrativo ,spiegando in particolar modo che esiste la reale possibilità di risolvere l’annoso e ormai inderogabile problema della viabiltà cittadina ,in particolare quella dei mezzi pesanti ,ribadendo la sua posizione sul fatto che è possibile emettere un ordinanza che blocchi o ridimensioni grandemente la circolazione dei mezzi pesanti.

Questo sarà possibile attraverso un Ordinanza del Sindaco, che istituirà una zona ZTL (zona a traffico limitato) in Corso Mazzini e Via Turati .

La lista Garbarini (ora vicesindaco e assessore ai lavori pubblici) dopo le perplessità espresse per questa soluzione ,nel confronto pubblico alla Massa di lunedi 13 maggio, afferma ora che i tir si possono limitare.

Allora ci chiediamo: se era possibile bloccare  o ridimensionare il traffico pesante durante il mandato Orsi ,perchè non lo ha fatto prima? 

La sua amministrazione ha avuto a disposizione ben 10 anni per affrontare questo problema ,ma è riuscita solo ad emanare una mini ordinanza  per  qualche venerdì della scorsa estate.

La serata è poi continuata con la presentazione dei candidati consiglieri che hanno dichiarato le loro professionalità e competenze per metterle al servizio dei cittadini.

Dopo gli interventi puntuali e utili per la realtà albisolese del Consiglieri Regionali e dei Candidati alle Elezioni europee ,in conclusione è intervenuto anche il deputato varazzino Sergio Battelli, incoraggiando e sostenendo la lista di Stefania Scarone M5S Albisola.

Ringraziamo di cuore tutti i sostenitori e i cittadini albisolesi ,giovani e meno giovani che sono intervenuti , in particolare la  meno giovane ,92 anni,  che è rimasta imperterrita fino alla fine.

Candidata Sindaco Stefania Scarone e Sergio Batelli Deputato del M5S

Una decisione da prendere subito

Il traffico pesante ad Albisola Superiore incide pesantemente sulla salute e la sicurezza dei cittadini.

Il Sindaco è responsabile in prima persona dei suoi cittadini che è chiamato ad amministrare.

Io intendo esercitare appieno questa prerogativa ,perché sono una cittadina albisolese che vuole portare nel suo paese un’aria nuova ,un vero cambiamento, che tocchi tutti gli aspetti del governo della mia città ,a partire dalla nostra salute e sicurezza.

Basta morti sulle nostre strade cittadine.

Il Confronto tra i Candidati Sindaci organizzato da Comitati e Associazioni Cittadine

Lunedi 13 Maggio al’Auditorium della Massa ad Albisola Superiore si è svolto il Confronto tra i Tre Candidati Sindaci Garbarini Maurizio,Stefania Scarone,Baccino Marino.


Tutto è stato organizzato in maniera perfetta dal Associazione di cittadini “Albisola Vivibile”,”Albisola Luceto Sostenibile” e dal “Comitato Albamare”.

L’organizzazione del dibattito ,impostata in maniera televisiva dal ex direttore di Primo canale Luigi Leone ,il giornalista ha portato avanti il confronto assegnando tempi di risposta contingentati alle domante preventivate.

La sala della Massa era strapiena di cittadini che volevano capire chi finalmente li avrebbe liberati dal traffico pesante .
Questo l’intervento di Stefania Scarone Candidato Sindaco per il M5S Albisola.

E’ stato interessante anche il momento che i Candidati Sindaci potevano rivolgere una domanda a un altro candidato.

Questa è la domanda fatta da Stefania Scarone a Garbarini. 

Siamo felici di ringraziare i comitati e le associazioni che tanto si sono spesi per la questione del traffico pesante e la sicurezza sulle strade cittadine e del confronto organizzato e di tutte le altre iniziative che vorranno portare avanti per il bene della nostra cittadina.

Storicamente il M5S è vicino a che partecipa e si attiva per il bene comune .Nel programma da noi fatto insieme ai cittadini albisolesi vi è la volontà di istituire un Albo per le Associazioni Attive sul territorio, questo permetterà di confrontarci in maniera organizzata e costante con tutti quelle associazioni che ne faranno parte per raggiungere obbiettivi comuni.

Sui vitalizi conflitto di interessi inaccettabile. A rischio una battaglia storica.

Ci risiamo. La vecchia politica è tornata all’attacco con ogni mezzo per tentare di ripristinare il più odioso e ingiusto tra i privilegi che si era auto attribuita. Parliamo ovviamente dei vitalizi vita natural durante: neanche una delibera già approvata riesce a fermare la casta, che non si scompone mai quando c’è da difendere i diritti dei cittadini, le loro pensioni e i loro risparmi, ma scende in campo compatta quando bisogna preservare i propri conti in banca.

Come stanno le cose?

In pratica, a decidere se far tornare in vita i vitalizi cancellando la delibera voluta dal MoVimento 5 Stelle, che ne ha decretato la fine, sarà un organo interno del Senato in totale e pieno conflitto d’interessi. Questo perché tra i suoi componenti ci sono o persone che sono entrate in Parlamento molti anni fa e che quindi hanno tutto l’interesse a far decadere la disciplina attuale per godere personalmente del vitalizio maturato, oppure persone molto vicine ad altri ex senatori che attendono di poter riavere il privilegio. Per loro non esistono delibere che tengano, si sentono sopra a tutto e a tutti.

Una vicenda scandalosa rispetto alla quale il silenzio su questa vicenda della presidente del Senato fa molto rumore, anche perchè, con le sue scelte, ha palesato una carenza di quella imparzialità che le viene imposta dalla sua carica e che la rende connivente questa ingiustizia.

Noi riteniamo che il ritorno a quel sistema super vantaggioso voluto dai senatori sia uno schiaffo per tutti i cittadini onesti che attendevano questo cambiamento da anni. Non devono esserci cittadini di serie A e di serie B, noi non lo permetteremo.

Il principio di prendere in proporzione a quanto hai effettivamente versato deve valere per tutti!

Chiediamo al Presidente del Senato di fermare immediatamente il tentativo in corso di rimettere le mani sui soldi dei cittadini e di utilizzare gli strumenti sua disposizione affinché l’organo in conflitto d’interessi, la Commissione Contenziosa, venga sciolga.

È indispensabile formarne uno nuovo, di piena garanzia, con componenti senatori eletti a partire dal 2013 perché loro, a differenza dei predecessori, non hanno diritto al vitalizio ma ad un trattamento contributivo e sarebbero in grado di valutare e decidere in serenità e libertà senza che ci siano di mezzo interessi personali da perseguire. Inoltre, tutti i componenti della Commissione Contenziosa devono essere liberi da qualsiasi legame di interessi con chi prendeva il vitalizio.

In caso contrario, siamo pronti a dare battaglia.

I cittadini sono dalla nostra parte!

Amministrative 2020: aperte le candidature per la creazione delle liste

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A partire da oggi lunedì 3 febbraio 2020 fino a venerdì 6 marzo 2020, sono ufficialmente aperte le candidature per la creazione delle liste in vista delle prossime elezioni amministrative.

I candidati sindaco o presidenti di municipio che intendano presentare una lista possono farlo accedendo alla funzione Open Comuni di Rousseau da QUI.

Si ricorda che tutti i candidati Sindaco o presidenti di municipio dovranno caricare anche un documento di sintesi del loro programma e che, ovviamente, tutti i candidati dovranno essere in possesso dei requisiti richiesti dal Regolamento 

La comunicazione delle liste che hanno ottenuto la certificazione avverrà esclusivamente su www.movimento5stelle.it in queste date:

  • venerdì 28 febbraio 2020
  • venerdì 6 marzo 2020
  • venerdì 13 marzo 2020
  • venerdì 20 marzo 2020
  • venerdì 27 marzo 2020

Tutte le informazioni necessarie per sottoporre la candidatura sono contenute nel regolamento e sintetizzate nelle FAQ che è possibile consultare in caso si necessiti di supporto. Si ricorda a tutti i gruppi che intendano presentare una lista che possono rivolgersi al facilitatore per le Relazioni Interne della propria regione. L’elenco dei facilitatori regionali per le Relazioni Interne è consultabile QUI.

P.S. Ricordiamo che prima dell’ottenimento della certificazione da parte del MoVimento 5 Stelle, nessuna lista è autorizzata all’utilizzo del nome e del simbolo del MoVimento 5 Stelle.


Video dell’incontro di sabato 1 febbraio con i facilitatori regionali del Team del Futuro:

Con Alice Salvatore per liberare la Liguria

Il MoVimento 5 Stelle è un progetto e un’attitudine di vita. Ogni volta che scegliamo di pensare con la nostra testa, ogni volta che scegliamo di approfondire e studiare soluzioni alternative quando qualcosa non ci convince, noi stiamo facendo MoVimento 5 Stelle.

Che è anche una comunità. Noi siamo cittadini organizzati e abbiamo capito che per anteporre sempre l’interesse generale della collettività agli interessi particolari delle poche élite, è necessario introdurre persone integre, con un’etica e onestà intellettuale, dentro le istituzioni e capaci di una visione.

Noi abbiamo le nostre 5 Stelle: l’acqua pubblica, l’ambiente, la mobilità sostenibile, la connettività e lo sviluppo!

Questa è la nostra visione: ogni servizio primario deve essere pubblico e senza profitti. Come l’economia circolare, come l’acqua, come le reti autostradali, come la nostra sanità.

Ma per tutto serve pianificazione e programmazione. Questo deve fare una Regione: pianificare, programmare e realizzare il lavoro con una visione d’insieme.

Noi vogliamo sostituire la cultura dell’emergenza con la cultura della prevenzione! 

Nella nostra Liguria, per prevenire e curare il dissesto idrogeologico, potenziando e aiutando le attività agricole, i percorsi naturalistici e la riforestazione, nell’entroterra, nella costa, nelle città, la pulizia del nostro mare; sviluppando turismo sostenibile e culturale con l’aiuto dei nostri parchi, dei nostri teatri, della nostra Università utilizzando appieno tutti i fondi europei che spettano di diritto al nostro territorio con i giusti collegamenti via treno, tram, con la mobilità elettrica pubblica e privata; per fare manutenzione delle nostre infrastrutture, pianificare e realizzare tutte le piccole e medie opere necessarie e mai considerate, mettere in sicurezza le esistenti con appalti trasparenti senza massimo ribasso; per garantire criteri prettamente meritocratici nelle amministrazioni e nelle società partecipate pubbliche, e non ultimo, nella sanità.

Sempre con l’attenzione dovuta alle fasce più fragili, agli anziani, ai bambini, ai disoccupati;garantendo il diritto alla casa e al lavoro a tutti i cittadini liguri; potenziando l’occupazione in ogni settore con corsi di formazione mirati per i lavori del futuro e destinando le risorse all’assunzione e agli incentivi di tutto il personale necessario, tagliando gli sprechi, riducendo i costi della politica, attirando le competenze in Liguria anziché farle scappare; dando così finalmente respiro alle piccole e medie imprese perché solo con una gestione virtuosa dei servizi pubblici possiamo diminuire la pressione fiscale di imposte e tasse regionali, tutelando le imprese dalle mafie; monitorando le attività portuali affinché la legalità, i diritti dei lavoratori, la sicurezza e la salute siano sempre garantiti, con uno sviluppo sostenibile e rispettoso di operatori e abitanti. Lavorando fianco a fianco con la magistrature e le forze dell’ordine per contrastare e finalmente sconfiggere la criminalità organizzata che infesta la Liguria.

Perché ricordiamo sempre: quando qualcosa non funziona, c’è sempre qualcuno che non vuole farla funzionare. 

E noi siamo i nemici pubblici numero uno di mafie e affaristi senza scrupoli.

Calendario Santi laici 2020, un’idea di Gianroberto Casaleggio. Richiedilo qui

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“Ci sono persone, donne e uomini, che vivono la loro vita facendo ciò che è bene non solo per loro stessi, ma anche per chi gli sta intorno.

Facendo ciò che è giusto e combattendo l’ingiustizia. Lo fanno in modo semplice, nella quotidianità, lontani dalle telecamere e dai fotografi, nell’anonimato.

Utilizzano il tempo della loro esistenza terrena per fare la loro piccola parte nel rendere questo mondo un posto migliore da lasciare a chi verrà. Come delle rondini, volano alto nelle loro scelte quotidiane, senza mai toccare terra. Senza scendere a compromessi.

Non hanno super poteri, semplicemente quando si trovano a un bivio, scelgono di fare ciò che è giusto.

Donne e uomini che da soli danno l’esempio, lasciando un seme di speranza a chi li incontra in vita, ma che insieme fanno e hanno fatto la differenza. Donne e uomini che combattono e hanno combattuto una rivoluzione luminosa e gentile.

Questo calendario è per onorare la loro memoria, mantenere vive le loro idee e ricordare le loro azioni ogni giorno dell’anno.”

Davide Casaleggio


• Per richiedere una copia dell’edizione del 2020 del Calendario Santi Laici (che verrà spedita direttamente a casa tua) puoi cliccare qui o sul pulsante di seguito e successivamente cliccare su “Partecipa” e seguire le indicazioni.

Sono disponibili 220 copie prenotabili a partire da oggi fino al 15 febbraio (fino ad esaurimento scorte). •

Fiducia e responsabilità

Buonasera,

complimenti a tutti per essere stati eletti facilitatori regionali del Movimento 5 Stelle. È un grande compito da portare avanti, e uno dei più importanti. I cittadini di tutte le regioni italiane finalmente avranno a disposizione un Movimento organizzato, con ruoli e compiti. Da tutti i territori finalmente potremo dare una risposta a quanti ci chiedono da anni che vorrebbero avvicinarsi al Movimento, vorrebbero parlare con il Movimento, ma non sanno a chi rivolgersi.
Ecco da oggi, potrete contare su persone competenti e legittimate. E che sapranno fare la cosa più importante per una comunità di cittadini: ascoltare.
Ascoltare e poi agire. Ascoltare i bisogni, le esigenze e poi sapere individuare soluzioni e persone che possano attuarle.

Da oggi la nostra organizzazione è definitiva. Dopo i facilitatori tematici e quelli organizzativi del team del futuro, finalmente ogni regione avrà persone che si prenderanno cura dei cittadini con più attenzione, più capacità di ascolto e legittimati a far funzionare meglio il MoVimento sul territorio. È da lì che nasciamo! Ed è arrivato il momento di dirci che per stare al Governo e dare risposte concrete alle persone, serve essere presenti sul territorio in maniera organizzata e strutturata.
Ho lavorato per un anno a questo progetto. Dalla crisi delle elezioni in Abruzzo del 2019, che ci ha scosso non poco. Adesso posso dire di aver portato a termine il mio compito.

Da oggi inizia il percorso per gli Stati Generali del MoVimento 5 Stelle, i primi della nostra storia, alla cui organizzazione tutti voi parteciperete attivamente. Sarà un momento importantissimo in cui il MoVimento traccerà una nuova idea di Paese dei prossimi decenni. Lo faremo tutti insieme. Perché rispetto a quando siamo nati 10 anni fa, l’Italia è cambiata, e lo è anche grazie al Movimento 5 Stelle.
Alcune esigenze dei cittadini sono state soddisfatte dalle nostre leggi, altri bisogni della società sono nati negli ultimi anni, altri stanno nascendo in queste ore. Abbiamo il dovere di porci nuove domande e dare nuove risposte. E non solo sui singoli temi, ma sul modello di società e di mondo che vogliamo.
Siamo in una fase storica in cui a livello mondiale stanno cambiando i punti cardinali della politca. Non siamo chiamati a rappresentare il nuovo est o ovest o il nuovo nord o sud. Il movimento da sempre è chiamato ad essere la bussola dei cittadini, per difenderli dalle minacce, proteggerli dagli usurpatori, e indicargli la strada per una migliore qualità della vita.

E’ giunto il momento per questa splendida creatura chiamata Movimento 5 Stelle, di rifondarsi. Oggi si chiude un’era. Ed è proprio per l’importanza di questo momento, per l’importanza che ha questo discorso, che ho deciso di leggerlo. E’ un discorso che ho iniziato a scrivere un mese fa. E che finalmente adesso posso pronunciare.

Come molti in questa sala, sono arrivato a Roma nel marzo del 2013. Avevo 26 anni. Ero appena stato eletto deputato. Grillo e Casaleggio non li avevo mai conosciuti. Eppure 20 giorni dopo, sono stato eletto vicepresidente della Camera. Il più giovane della storia, ma soprattutto in una carica in cui gli altri arrivavano dopo decenni di carriera politica.
È la fiducia, il valore principale che ha portato tutti noi in questa comunità. Ed è proprio questa fiducia, che ogni giorno riponiamo nel prossimo, che ci fa ottenere risultati. Tutto quello che facciamo, si basa sulla fiducia. Ed è per questo che molti di noi in questo movimento sono potuti crescere, emergere, affermarsi, perché ci fidiamo delle persone, anche degli sconosciuti.

Ricordo che alla prima riunione dei parlamentari del 2013, nessuno conosceva quello seduto di fianco. Eravamo 163, ognuno con storie diverse, opinioni diverse, sensibilità politiche diverse. Perfetti sconosciuti che godevano della fiducia, al buio, delle due persone che avevano fondato questo MoVimento, di migliaia di iscritti e di milioni di elettori.

In questi anni, da capo politico, ho fatto crescere questo movimento al meglio delle nostre possibilità e ho sempre dato tutto me stesso per proteggerlo dagli approfittatori e dalle trappole lungo il percorso. Anche prendendo scelte dure e a volte incomprensibili.
La Storia ci dice che alcuni la nostra fiducia l’hanno tradita. Ma per uno che ci ha tradito, almeno altri dieci quella fiducia l’hanno ripagata. Perché sono rimasti a combattere, in prima linea, anche nei momenti più difficili. E molte di quelle persone, oggi possono dire di aver firmato e votato leggi che cambieranno la vita degli Italiani per sempre. Di aver messo a posto i bilanci del proprio comune o aver scoperto scandali nella sanità della propria regione grazie alle proprie denunce, di aver cambiato il modo di essere europarlamentare. Di aver migliorato le condizioni del proprio quartiere anche con una semplice raccolta firme.
Questo è l’unico vantaggio personale che tutti potremo ottenere da questa esperienza, essere ricordati per aver fatto qualcosa di buono.

In tanti credono in noi ed è per questo, qualsiasi cosa accadrà, che io mi fido di voi, mi fido di noi, mi fido di chi verrà dopo di me, mi fido della nostra comunità del MoVimento 5 Stelle.

Per arrivare fin qui abbiamo fatto i salti mortali, e insieme a voi li ho fatti anche io. In questi anni questo splendido progetto ha camminato sulle gambe di milioni di persone. Hanno iniziato Beppe e Gianroberto da soli con tanto amore e contro tutti, tanti anni fa. E a loro va tutto il mio grazie di cuore.
Il Movimento 5 Stelle è un progetto visionario che non era mai stato realizzato prima. Centinaia di perfetti sconosciuti, con nessuna esperienza parlamentare, riescono ad entrare nelle istituzioni e poi a formare ben due governi, indicando un ottimo Presidente del Consiglio, due bravissime squadre di Ministri e sottosegretari, ottenendo cose che l’Italia aspettava da 30 anni.

Nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Nessuno ancora oggi sarebbe pronto a scommettere sul nostro futuro. Siamo stati l’incubo di tutti gli analisti finanziari e politici. E sono pronto a dire qui, che continueremo ad esserlo. Abbiamo davanti a noi un percorso ancora lungo di continua evoluzione e di continua crescita che segnerà inevitabilmente la storia politica dei prossimi decenni.
Le nostre 5 Stelle hanno camminato, camminano e ancora cammineranno sulle gambe di milioni di italiani.

Lavorare fianco a fianco con tante persone mosse dallo stesso sentimento, ha creato tra di noi fratellanza, amicizia, emozioni indescrivibili e anche qualche amore. Abbiamo costruito un futuro in cui sperare – insieme a milioni di italiani che ci hanno sostenuto.
E anche dei momenti di cui gioire, dopo anni di rabbia e delusioni. Spesso non c’è stato nemmeno il tempo di festeggiare le vittorie, perché già si presentava un’altra battaglia, un altro attacco dei media, ma in quei pochi momenti in cui ci siamo fermati, abbiamo respirato finalmente il profumo della giustizia, dell’equità e della lealtà. Questi valori ci hanno ispirato e sono dentro ogni singolo atto che abbiamo fatto approvare: sia quando eravamo all’opposizione, sia ora che siamo maggioranza al governo. E in tutte le istituzioni in cui siamo entrati, dal più piccolo comune, alle regioni, al parlamento.

Quello che ci anima è il fuoco che abbiamo dentro, che ci ha permesso di sconfiggere quei grumi di potere che erano ai vertici delle istituzioni da tempo immemore. E che continueremo a combattere e a battere. Se ci crederemo e se ci impegneremo. Se continueremo a fidarci l’uno dell’altro e della missione che portiamo avanti.

Abbiamo tanti nemici? Certo. Quando si prova a cambiare lo status quo, quando si vogliono davvero cambiare le cose e trasformare l’atteggiamento delle istituzioni, c’è sempre qualcuno che resiste e che ti fa la guerra.

Ma nessuna forza politica è mai stata sconfitta da un nemico esterno, bensì sempre dal suo interno. I peggiori nemici, sono quelli che uno non immagina mai di avere e che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme. Sono le persone che al nostro interno lavorano non per il gruppo e per gli obbiettivi comuni, ma per la loro visibilità. Persone che poi non ci mettono la faccia quando si tratta di lavorare per le soluzioni, che criticano senza voler costruire, ma solo per distruggere.
A volte credo che sia anche questione di credere in quello che facciamo: abbiamo un’occasione storica di cambiare le cose in Italia. E se negli ultimi anni avessimo avuto fiducia un po’ di più in noi stessi, senza sentire il bisogno di andare troppo spesso l’uno contro l’altro, probabilmente avremmo raggiunto risultati ancora migliori.

Ma nonostante tutto io continuo a fidarmi di tutti voi. Il mio obiettivo quando ho iniziato questa esperienza era quello di finire questo percorso, con la stessa fiducia nel prossimo con cui avevo iniziato. E vi auguro lo stesso.
E anche quando apparivo chiuso e diffidente, posso assicurarvi che non si trattava di sfiducia, bensì di riservatezza. Sperimenterete nel vostro percorso a ogni livello, che spesso, quando devi ottenere un obiettivo, il rischio di fuga di notizie può vanificare tutti gli sforzi. E potrei farvi migliaia di esempi.

E’ un momento complesso per il Movimento 5 Stelle. Come ho detto stanno cambiando i punti cardinali della politica in tutto il mondo, come già è successo 10 anni fa. Le vecchie forze politiche in Italia cercano di scimmiottare i ragazzi di friday for future, le sardine, o nuovi movimenti europei. Lo fanno per provare a farsi riconoscere come qualcosa di nuovo.
Ma quando cambiano i punti cardinali della politica e della società: le forme di lavoro, le tecnologie, l’essere uomo o donna, mamma o papà, le forze politiche non possono pensare di essere punto di riferimento interpretando solo le esigenze del momento. Non basta riposizionarsi. Serve essere la bussola.
E per esserlo, serve approfondire, mettersi in discussione, guardare le tendenze mondiali e provare a prevedere la traiettoria storica.
Insomma, non basta cambiare nome o leader, serve essere consapevoli di che fase storica stia attraversando l’umanità. Una delle più difficili.
Certo, molti diranno “poteva capitarci un momento più semplice”. Aldo Moro diceva “Se fosse possibile dire <<saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani>> credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere, con tutte le sue difficoltà”. E vedrete che ce la faremo.

E questo è il momento, io credo, in cui dobbiamo dire a noi stessi tutte le verità.

Sappiamo bene che il movimento è nato in opposizione al potere costituito: l’insieme di quelle forze che tendono a mantenere lo status quo in Italia, per favorire se stesse.
E in tutti questi anni abbiamo lavorato e stiamo lavorando per sgretolare tutte le nicchie di potere che hanno causato sofferenza a milioni di italiani: l’ultima in ordine di tempo è la battaglia per togliere le concessioni Autostradali ai Benetton. Ho visto stamattina che alla notizia delle mie dimissioni, il titolo in borsa di Atlantia ha ricominciato a guadagnare dopo diverse settimane.
Ancora una volta i mercati non c’hanno capito nulla.

In questi anni abbiamo abbracciato tante battaglie contro. Tutte giuste: No Tav, no Tap, No Ilva, contro i privilegi della politica, contro i vitalizi, contro le pensioni d’oro, contro gli aiuti alle banche, contro alcune lobbies.

Governando ci siamo resi conto che alcune battaglie anche se faticose erano realizzabili. E le abbiamo portate a casa con le unghie e con i denti. E questo non era scontato, perché ogni volta che provi a stravolgere uno solo di quei privilegi acquisti, provano a metterti all’angolo, ti fanno pressioni, riescono persino a entrare nella tua vita privata e a metterti in difficoltà.
Ma tu stai lì, che credi in quello che stai facendo per milioni di italiani e resisti, con fatica ma resisti e porti a casa il risultato. E’ successo sui vitalizi, sulle trivelle in mare, è successo sulle pensioni d’oro, è successo con la legge anticorruzione e il carcere per i grandi evasori, è successo per la prescrizione e con l’obbligo per i partiti di rendicontare tutti i finanziamenti, anche quelli delle fondazioni, è successo quando abbiamo aumentato le tasse ai concessionari del gioco d’azzardo, alle banche e alle compagnie assicurative per finanziare il reddito di cittadinanza, il regime agevolato per le partite iva, quota 100 e gli sgravi per i contratti stabili ai giovani nel decreto dignità.

Poi ci sono stati casi invece, in cui abbiamo capito che bloccare alcune opere o alcuni processi, sarebbe stato un danno troppo grande per l’Italia. Lo abbiamo compreso quando, finalmente al governo, abbiamo potuto leggere tutte le carte che c’erano sempre state nascoste: le richieste di risarcimento erano troppo alte, i rischi per migliaia di lavoratori insostenibili e abbiamo dovuto prendere una decisione diversa, perché vincolati ad accordi stipulati in passato e all’oscuro degli italiani. Alcuni obiettivi purtroppo non si potevano raggiungere

Ho lottato fino all’ultimo per portare a casa sempre il miglior risultato possibile, ma sono consapevole che una parte del Movimento sia rimasta delusa, allontanandosi da noi, e lo rispetto.

E’ importante fare tesoro di questa esperienza: agli stati generali dovremo essere onesti con noi stessi, dirci cosa possiamo realizzare per questo Paese e per cosa invece oggi non ci sono ancora le condizioni.
Molto spesso non è un problema di cosa si può fare, ma di quanto tempo serva.
Se vuoi essere onesto con i cittadini, non devi inserire nel programma solo quello che vuoi fare per loro. Ma devi necessariamente anche dire quanto tempo ci vorrà.
Perché tutto si può fare se viene programmato con realismo. Ma nulla è possibile in pochi mesi.

Stare al Governo richiede fiducia prima di tutti in noi stessi. Se credi di poter imprimere un cambiamento in un tempo che richiede anni – durante i quali nessuno ti riconoscerà nulla – allora ce la fai. Se pensi invece che ti dicano bravo, solo perché hai approvato una legge o peggio perchè l’hai annunciata, allora questo posto non fa per te.

Quando ho chiuso la campagna elettorale delle politiche dal palco di Piazza del Popolo, il 2 marzo del 2018, ho detto che finiva la stagione dell’opposizione e iniziava quella del governo.
Bene, essere al Governo richiede pianificazione e realismo. Il che non vuol dire negare quello che si è promesso, bensì tracciare il percorso per realizzarlo e crederci fino alla fine, anche se per vedere i risultati bisogna aspettare anni ed anni.
E’ per questo che il Movimento 5 Stelle non può essere giudicato per 20 mesi al Governo. Noi dobbiamo pretendere di essere valutati almeno alla fine dei 5 anni di legislatura previsti dalla Costituzione della Repubblica. Ed è anche per questo che il Governo deve andare avanti.

Cosa c’è di più bello che poter votare o firmare una legge che sfama anche solo un bambino in più, che dà lavoro anche solo a un cittadino in più, che abbassa le tasse alle imprese anche solo di un punto percentuale, che elimina anche solo un vitalizio in più. Grazie alla vostra fiducia ho avuto l’onore di firmare decine di leggi da Ministro che hanno aiutato milioni di italiani e per questo vi ringrazio dal profondo del cuore!

Molti, in questi 20 mesi al Governo, mi hanno accusato di essere stato troppo ingenuo. Anche i nostri stessi attivisti, quando mi incontrano per strada o in piazza spesso mi dicono: “fatti furbo, non ti far fregare”.

Io Non mi sento un ingenuo, ma preferisco passare per tale piuttosto che essere considerato un imbroglione. Continuo a pensarlo, nonostante i tanti tradimenti, nonostante un anno (il 2019) in cui abbiamo dovuto cambiare Governo a causa dell’ennesimo tradimento della nostra fiducia.

Certo, ci vuole la giusta dose di accortezza e, quando occorre, di distacco, per riuscire a gestire dinamiche politiche complesse. Ma per restare umani e non diventare carogne, bisogna riuscire nell’impresa più difficile di tutte in questo mondo: fidarti di chi non conosci. È quello che ha fatto il MoVimento con me sin dall’inizio permettendomi di arrivare qui. È quello che facciamo ogni giorno con gli italiani quando tentiamo di far approvare nuovi strumenti di democrazia diretta e ci sentiamo dire “il popolo non è in grado di decidere su cose importanti” E noi rispondiamo sempre che <<noi ci fidiamo del popolo, noi ci fidiamo degli italiani>>. Ci fidiamo di voi. Io mi fido di voi.

Tutte le decisioni che ho preso in questi anni, da quando sono capo politico – anche 30-40 decisioni al giorno – le ho sempre prese con una buona dose di dubbi, come credo sia normale e anche giusto – e anche quello che sembrava pianificato a volte non lo era.

Se ho potuto farlo è stato perché su tutte le decisioni importanti ho sempre consultato voi, i nostri iscritti su Rousseau. Noi ci siamo fidati di voi e voi avete preso la decisione di far nascere due Governi, voi avete deciso sui programmi elettorali, sulle scelte politiche più insidiose. E io sono andato avanti, perché le vostre decisioni mi davano fiducia.

Se il MoVimento non credesse più nel prossimo, non avrebbe più ragione di esistere. Io credo nella maggioranza degli italiani, persone oneste, io mi fido di loro e mi fido di voi.

“Io mi fido di te”, dovremmo dircelo più spesso, dovrebbe essere scritto sulle porte di tutti gli uffici pubblici. Sapere che lo Stato crede in noi, ci farebbe diventare tutti persone migliori.

È sulla base di questa fiducia reciproca che in questi 10 anni il MoVimento ha fatto eleggere oltre 50 sindaci, centinaia di consiglieri regionali, comunali e municipali, e ha coinvolto decine di migliaia di attivisti. Siamo arrivati al Governo in meno di 7 anni da quando siamo entrati in Parlamento, abbiamo approvato leggi che sono epocali perché sappiamo che hanno cambiato la vita di milioni di italiani.

In questi due anni e mezzo in cui sono stato capo politico, il Movimento ha vinto le elezioni politiche con il suo massimo storico, è andato al Governo per ben due volte, e soprattutto ha approvato 40 leggi in 20 mesi, realizzando una gran parte del suo programma elettorale. Non sono semplici leggi o successi politici, sono storie di vita, di speranze, che con il lavoro duro di tante persone, con la loro ostinazione, sono diventate realtà.

  • Il Reddito e la pensione di cittadinanza
  • L’aliquota agevolata per le partite IVA
  • Quota 100
  • La Legge anticorruzione
  • l’Abolizione della prescrizione
  • Il Taglio delle pensioni d’oro
  • l’Abolizione dei vitalizi dei parlamentari
  • 10.000 assunzioni nelle forze dell’ordine
  • 1 miliardo e mezzo di euro per il risarcimento ai risparmiatori truffati delle banche
  • 1 miliardo di euro per l’innovazione
  • Il Decreto dignità per i contratti stabili
  • La Class action
  • Il Codice rosso per proteggere donne e bambini
  • Lo Stop a nuove trivellazioni nei nostri mari
  • l’Ecobonus per le auto elettriche
  • 11 miliardi di euro contro il dissesto idrogeologico
  • l’Aumento del tempo pieno nelle scuole del sud
  • Lo Stop dell’aumento dell’iva
  • Il Decreto clima
  • La Legge salvamare
  • Lo stop aumento pedaggi autostradali
  • 4 miliardi di euro per il Green new deal
  • Taglio del cuneo fiscale
  • Lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo
  • l’Aumento degli stipendi ai vigili del Fuoco
  • l’Assunzione di 50.000 insegnanti precari
  • Il taglio dei parlamentari

E tutti possono testimoniare che per ottenere ognuna di queste leggi abbiamo passato nottate ai tavoli a trattare, a scontrarci, per portare a casa risultati.

Forse ci eravamo illusi che realizzando il programma si potessero ottenere più voti. Ma posso dirvi una cosa, al di là di tutto, non dobbiamo smettere di farlo. Perché questo è il nostro compito.

L’insieme di queste leggi e di quelle ancora da realizzare, creeranno alla fine di questo percorso, una vera Comunità.
Un bene comune collettivo. Il bene superiore, è la nostra ambizione più grande. Gli italiani non ci hanno votato solo per avere una vita migliore come singole persone e come famiglie, ma anche per vedere il loro Paese finalmente curato, protetto dagli affaristi e i corrotti, rifiorito, potenziato, finalmente libero di esprimere tutto un potenziale che è stato schiacciato. E noi vogliamo arrivare lì. A quel risultato. Abbiamo 5 anni di tempo, possono essere pochi, ma possono anche essere tanti, se c’è la volontà politica. E lo dimostra il fatto che in un anno e mezzo abbiamo già fatto quello che forse nemmeno noi pensavamo di ottenere in così poco tempo.

Contrariamente a quello che si può pensare d’istinto, da queste leggi che abbiamo approvato non si potrà più tornare indietro. Qualcuno, che preferisce lamentarsi anziché attivarsi, mi ha detto: “tanto al Governo prima o poi non ci saremo più e cancelleranno tutte queste leggi in un solo colpo”.
E sapete cosa penso? Che questo è solo un alibi per chi non non vuole fare nulla.
Se qualcuno un giorno proverà a cancellare la nostra legge anticorruzione o sulla prescrizione o il reddito di cittadinanza, sono sicuro che ci saranno centinaia di migliaia di persone pronte a scendere in piazza per impedirlo. E io potete scommetterci che in quel caso, da semplice cittadino, sarò con loro. Le nostre leggi sono un patrimonio per il Paese e vanno sorvegliate e protette, non solo dal MoVimento 5 Stelle, ma da tutti gli italiani di buona volontà.

E a chi ha deciso di investire sul “ve lo avevo detto” anziché sul “ce l’abbiamo fatta” dico, che è il momento di prendersi qualche responsabilità.
E’ bello parlare dei problemi, un pò più impegnativo è risolverli.

La nostra forza e la nostra unicità è sempre stata quella di non pensare alle ideologie bensì ai fatti, alle cose utili per i cittadini. Se un’idea è buona, non ci è mai interessato se finora fosse stata etichettata come di destra o di sinistra. Il MoVimento 5 Stelle per la prima volta nella storia italiana ha smesso di dare etichette, facendo semplicemente ciò che è giusto.

Ma questa forza è stata anche una criticità, Governare un Movimento così eterogeneo, è stato complicato, perché ci sono mille decisioni da prendere ogni giorno, e per ogni tema. E anche quando un tema era ben specificato nel programma per cui siamo stati votati, si creavano divisioni. Alla fine, qualsiasi mediazione ha lasciato sempre scontento qualcuno. E bastava che anche solo una persona manifestasse apertamente dissenso, che per la stampa italiana diventava la notizia del giorno, dando la percezione del “tutti contro tutti”.

Farci apparire divisi, pasticcioni, autoreferenziali e litigiosi è stato il miglior modo per combatterci. Anche perché, a differenza di altri, non avrebbero mai potuto farci neanche minimamente apparire corrotti, mafiosi, disonesti e ladri.

Alcuni si sono prestati a questo gioco, che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione, ma con una immaturità personale e politica, che ha danneggiato il Movimento, facendolo apparire continuamente in guerra al suo interno, e oscurando quella maggioranza che lavorava sodo, in silenzio e otteneva risultati. Il rumore di pochi ha sovrastato il lavoro di tantissimi.

E non vale solo per il Governo. Ma pensare che alcuni nostri validissimi Sindaci siano stati buttati giù proprio dal fuoco amico dei propri consiglieri comunali, grida vendetta, perchè così abbiamo perso l’opportunità di cambiare il volto delle città che governavamo. E forse l’abbiamo perso per sempre.
A loro, ai nostri Sindaci, va tutto il mio incoraggiamento e la mia fiducia, siete la nostra prima esperienza di Governo, siete sotto il fuoco incrociato di media e potentati locali, rischiate processi solo perché avete provato a mettere a posto i vostri bilanci pieni di debiti per quelli di prima. Queste persone, vanno difese a spada tratta anche solo per questo. Potevano indebitare ulteriormente i loro comuni per distribuire un pò di prebende, hanno scelto la strada più difficile, e forse nessuno glielo riconoscerà mai. Ma noi si. Io riconosco tutto il vostro valore cari sindaci del Movimento 5 Stelle.

Penso che siamo ad un momento cruciale del Movimento perché se non impareremo ad alimentare un dibattito interno senza farci strumentalizzare dagli altri, la nostra battaglia sarà mille volte più dura. I nostri nemici hanno capito come indebolirci, nascondendo le notizie, deformandole, dando visibilità all’ego di qualcuno. E se non sapremo essere forti e compatti, faremo il loro gioco.

Ebbene, l’altro lato della fiducia è la responsabilità: la responsabilità di rispettare gli impegni che ci siamo presi. Deve finire l’epoca in cui alcuni stanno nelle retrovie e vengono al fronte solo per pugnalare alle spalle rilasciando un’intervista o mettendo un post su Facebook.
Stare nel silenzio per settimane, non ricevere giudizi sul proprio operato, è un lusso che si può concedere solo chi non si assume alcuna responsabilità. La critica costruttiva è sempre servita al MoVimento, quella distruttiva no. C’è chi una volta ha detto che: “Prima di criticare qualcuno devi, camminare per un miglio nelle sue scarpe”.
Non basta puntare il dito, bisogna anche prendersi il peso delle responsabilità.

E ovviamente quando parlo di fiducia, non vorrei apparire uno sprovveduto.
Noi ci fidiamo l’uno dell’altro, e lo dobbiamo fare sempre…ma fino a prova contraria. Quando quella prova contraria arriva, quando qualcuno sale sul nostro carro solo per convenienza, quando una persona tradisce la fiducia e non rispetta più gli impegni presi, l’unica soluzione è allontanare quella persona dalla nostra comunità, perché significa che non fa la cosa giusta, ma la cosa che gli conviene.

Quando si antepongono i propri interessi a quelli della tua comunità, hai tradito la fiducia che ti abbiamo dato, e diventi un pericolo per tutti. E’ assurdo che in questi giorni sia sotto attacco il nostro collegio dei probiviri, perché qualcuno che non ha votato la fiducia al Governo che si era impegnato a sostenere firmando un atto di impegno, o qualcun altro che non si è tagliato lo stipendio, sta facendo il martire. Da noi le regole si rispettano e valgono per tutti. Non ci sono santi in paradiso che tengano. Possiamo dare del tempo per provare a far cambiare i comportamenti. Ma ad un certo punto è giusto che si intervenga.

In 10 anni abbiamo visto due tipi di persone tra noi:
– quelli che hanno sempre messo il MoVimento prima di se stessi, che è la maggior parte
– e poi chi ha messo se stesso prima del MoVimento. Prima del bene comune.

E se abbiamo allontanato delle persone, è stato per tutelare tutti quelli che sono rimasti e si sono sempre comportati lealmente. Il tema non è chi dissente, ci mancherebbe altro. Il tema è che va tutelato chi si comporta correttamente e lealmente agli impegni presi. Per fare in modo che in una comunità tutti si riconoscano in un comportamento corretto e lo perseguano, c’è bisogno che chi assume comportamenti inaccettabili venga sanzionato.

E questo attiene anche ai metodi che usiamo per selezionare i nostri candidati. Se sei entrato in parlamento grazie a un voto su Rousseau, com’è che una volta eletto, cominci a mettere in discussione proprio il metodo con cui sei arrivato a quella carica?
Se quando sei entrato nel Movimento hai accettato il vincolo di mandato, com’è che poi una volta entrato cominci a polemizzare con le norme interne e te ne vai al gruppo misto, dicendo che sei scontento di questo Governo, ma sempre dal gruppo misto continui a votare la fiducia a questo Governo? Questa tecnica non è politica. E’ un manuale di psichiatria!

Tutti ci siamo impegnati a rispettare delle regole all’atto della candidatura, ci siamo impegnati di fronte agli italiani e se qualcuno tradisce, va allontanato a tutela di tutti gli altri che le rispettano.

Qualcuno crede che queste regole vadano cambiate, aggiornate. Bene. E’ comprensibile. Ma non si cambiano con le interviste sui giornali, bensì attraverso gli stati generali di marzo. Anche perché agli italiani, delle nostre regole interne non interessa nulla.
Loro vogliono sapere cosa facciamo per quelli fuori da questi palazzi, per i loro figli, per le loro famiglie, non per quelli qui dentro.

Cosa posso augurare al Movimento.
Basterebbe già solo che il Movimento imparasse a riconoscere le regole che si è dato. Se ce ne daremo di nuove, facciamo in modo di riconoscerle e non metterle sempre in discussione.
Non è possibile che qualcuno si alzi sempre dopo, sempre dopo aver ottenuto un incarico grazie a quelle regole, e le metta in discussione. Ho visto candidati nei collegi uninominali, quindi calati dall’alto, eletti parlamentare, e poi dire che le regole non vanno calate dall’alto. Chiedo almeno un pò di pudore.

Nessuna comunità che non riconosce le proprie regole è destinata a sopravvivere. Auguro al Movimento di riconoscersi, prima di tutto.

E se riceviamo attacchi di ogni tipo è perché il MoVimento 5 Stelle è tutt’ora considerato da buona parte della politica italiana e dell’establishment un “usurpatore”.
Siamo considerati tutt’ora quelli che sottraggono voti agli altri, perché non eravamo previsti, perché qualcuno credeva di poter controllare fino all’ultimo voto, perché qualcuno credeva di poter chiudere i voti nel cassetto e trattare i cittadini come fessi. Ma noi abbiamo liberato quei voti, milioni di persone. E d’ora in poi nulla sarà più come prima. Siatene orgogliosi.

Molti di voi mi stanno scrivendo per dirmi di non mollare. Io non mollerò mai il Movimento, perché siete la mia famiglia. E agli stati generali ci sarò e vorrei portare qualche idea innovativa per la nostra amata Italia. Il MoVimento deve vivere nuove motivazioni per essere la bussola dei cittadini per i prossimi 10 anni. Ci saranno tante questioni da affrontare e da dirimere.

Abbiamo tante cose da chiarire per diventare più forti e più grandi. E si diventa più grandi se si chiariscono le posizioni.
Ci sono alcuni temi su cui vanno sciolte una volta per tutte le nostre ambiguità e soprattutto il nostro approccio, che d’ora in poi deve essere positivo, non rivendicativo.

Una delle prime questioni è la nostra collocazione nel panorama mondiale.
Basta con i continui cambi di fronte. L’Italia dialoga con tutto il mondo, lo ha sempre fatto intensamente, parlando e fornendo opportunità di mediazione tra oriente e occidente. Ma è sempre stato un Paese dell’alleanza occidentale. E nel patto atlantico.
Ci sono delle importanti riflessioni che si stanno facendo in questi mesi all’interno della Nato, bene. Tutte le organizzazioni possono migliorare. Vi parteciperemo attivamente, ma sempre in un’ottica di lealtà agli impegni presi.

Lo stesso vale per l’Unione Europea. Ho fatto una campagna elettorale nel 2018 dicendo che saremmo rimasti nell’Unione Europea e che non era più tempo di uscire dall’Euro, tutti quelli che sono stati eletti in questa legislatura ed hanno partecipato a quella campagna lo sapevano. Perché ora vengo accusato di non volere uscire dall’unione europea e dall’euro?
Nei prossimi mesi verrà organizzata la conferenza per il futuro dell’Europa, per avviare, con il contributo di tutti gli stati membri, una profonda riforma delle istituzioni dell’Unione Europea. L’Italia deve esserne protagonista. E noi come Movimento dobbiamo essere protagonisti, perché abbiamo sempre detto che volevamo cambiarla profondamente dall’interno. E se questa conferenza sta nascendo è anche grazie al mandato che i nostri europarlamentari hanno dato alla nuova commissione europea.

Basta anche alle ambiguità sulle infrastrutture. Ci sono quelle utili e quelle inutili e va bene, sono d’accordo. Ma dobbiamo dirci che non è possibile che su alcuni territori, appena si parla di una nuova opera, ci schieriamo subito dalla parte del no. Le infrastrutture sono fondamentali e dobbiamo implementarle, al sud dove mancano e ovunque siano utili.

C’è un rischio di corruzione? E’ vero, ma le leggi anticorruzione attualmente vigenti sono le più rigide di Europa, grazie al nostro Ministro della Giustizia. C’è il problema del consumo di suolo? Verissimo, va affrontato con intelligenza.

Anche sull’immigrazione: abbiamo combattuto il business dell’accoglienza e per primi abbiamo posto nel 2017 il problema delle Ong nel mediterraneo. E’ un tema che è diventato l’ultimo baluardo delle vecchie forze politiche, per definirsi da una parte o dall’altra. Noi abbiamo il dovere di affrontarlo con un approccio post-ideologico. Il rispetto del diritto internazionale è fuori discussione, ma le Ong devono sottostare alle leggi italiane se vogliono usufruire delle leggi italiane. Come non esiste una nuova missione europea nel mediterraneo, se non esiste la rotazione dei porti di tutti i paesi europei. E non è possibile che l’Italia venga criticata per aver fatto un accordo con il Governo libico per far partire meno migranti dalla Libia, quando esiste ancora il Regolamento europeo di Dublino che non ci permette fino in fondo di redistribuire migranti in altri paesi. L’approccio ideologico è: accogliamo tutti, respingiamo tutti. Noi avevamo un vantaggio, potevamo affrontare razionalmente questo tema, e invece in tanti hanno preferito cedere alle sirene dell’uno e dell’altro fronte, perdendo il vantaggio di poter risolvere il problema una volta per tutte.

Siamo stati percepiti come un Movimento anti-imprese. Forse perché a volte li abbiamo ascoltati, dopo aver fatto una legge e non prima. Le partite iva e i nostri piccoli imprenditori, sono i nuovi proletari. E sono affamati, non perché non facciano più business, ma semplicemente perché tutti i loro utili li spendono in burocrazia, con tasse occulte ovunque e pensioni inesistenti.

Avevamo sempre detto che le imprese andavano tutelate dalla burocrazia. Che cosa è la burocrazia? La burocrazia E’ un politico che approva una legge per dire di averla fatta, introducendo nuovi adempimenti e balzelli inutili. Beh anche su questo, il Movimento dovrà essere molto più responsabile.

Quanto all’ambiente. Sia chiaro, il futuro è nella sostenibilità, nella lotta ai cambiamenti climatici, nel sostegno alla fiscalità sui materiali meno inquinanti.
Ma quanto sono diventate vuote queste parole che ho appena pronunciato? Ormai le usano tutti, e non significano più nulla. Noi abbiamo il dovere di mettere di fronte alla prova dei fatti chi le pronuncia, non ripeterle inutilmente. Cominciando a cambiare le regole che stanno provocando disastri ambientali nel nostro territorio. Ma dobbiamo anche dirci che qualsiasi processo deve essere progettato nel tempo. Non possiamo pensare di salvare l’ambiente in 5 anni. Così facendo provocheremmo solo shock inutili ad imprese e lavoratori.

In generale, molti ci accusano di non avere un’idea di Paese. Eppure, sono 15 anni che ci impegniamo per la tutela dei beni comuni. La base su cui abbiamo sviluppato la nostra idea di Paese e che dobbiamo ancora sviluppare, ha sempre messo al centro i beni necessari alla sopravvivenza dell’individuo. Questo però non vuol dire che non debba esistere il mercato e la logica del profitto.
Semplicemente, quando si tratta di garantire un bene e un servizio essenziale alla persona, la logica del profitto entra in secondo piano. Un bene comune è l’acqua, un bene comune è l’ambiente, un bene comune sono le infrastrutture essenziali, un bene comune è la connettività, un bene comune sono l’istruzione e la sanità. Su questo terreno secondo me vanno coltivati i progetti futuri.

E poi ci sono molte altre idee su cui è necessario fare chiarezza per rispetto ai cittadini, di ogni categoria.
Fatti concreti, questioni concrete. Non modi di fare, ma questioni complesse da risolvere. Non parole ma testimonianza, cambiamento.

Io sono abbastanza stufo di parlare dei “modi di fare”, dei toni con cui ci si rivolge. Certo, l’educazione è importante – e ce lo insegnano a scuola – ma qui le persone ci chiedono fatti concreti per la loro vita, non ci chiedono il “come” ma il “cosa” puoi fare per loro.
E io credo che quando la politica passa il tempo a parlare ossessivamente dei modi in cui si esprime, è perché non ha nessuna idea sul da farsi.

È importante nei prossimi anni trasferire ai nostri futuri parlamentari, sindaci, consiglieri regionali, comunali e municipali, la nostra esperienza. È importante spiegare cosa si può fare subito e cosa ha bisogno di tempo per essere realizzato. E’ importante spiegare a tutti, che se si vuole Governare, il Governo è una maratona non uno scatto per i 100 metri.

Dobbiamo trasferire quello che abbiamo imparato attraverso la nostra esperienza e i nostri errori. Lo dico a coloro che frequenteranno le sessioni di formazione che organizzeremo in ogni regione, se vorrete sarò pronto a condividere con voi l’esperienza degli ultimi 7 anni.

Siamo un Movimento che ha persone eccezionali al suo interno con grandi capacità di gestione di problemi complessi.
In questi anni ho conosciuto persone incredibili che mi hanno stupito oltre ogni aspettativa. Persone che hanno fatto cose straordinarie, proprio perché nutrivamo fiducia in loro. E spero possano essere investiti di nuove responsabilità tanti giovanissimi che abbiamo nei nostri gruppi di eletti. Dei veri talenti, bravissimi ad ottenere risultati in parlamento, nei consigli regionali e comunali e in europarlamento.
Tra queste persone ci sono i due nostri candidati alla elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, che in questi giorni stanno sfidando ogni pronostico per portare in consiglio regionale quanti più consiglieri del Movimento possibile.
Simone Benini e Francesco Aiello, meritano tutto il nostro sostegno e andrò da loro nei prossimi giorni per sostenere la chiusura della loro campagna elettorale. Perché non dobbiamo lasciare nessuno da solo.

Abbiamo ottime persone, talenti che dobbiamo coltivare e che sosterrò sempre. Perché uno vale uno, ma uno non vale l’altro.

Tra le persone incredibili che ho incontrato lungo questo percorso, c’è il presidente del consiglio Giuseppe Conte, a cui non bisogna insegnare nulla. Un cittadino che non aveva mai fatto politica in vita sua e che oggi è Presidente del Consiglio. La nostra più alta espressione del concetto che “i cittadini possono fare politica e si fanno Stato”.
Su alcune cose in questi anni non siamo stati sempre d’accordo. Ma non posso che riconoscergli una capacità politica e una onestà intellettuale rara. Sono particolarmente orgoglioso della scelta che abbiamo fatto.

Abbiamo ancora tanta strada da fare al Governo, che come ho detto deve andare avanti, e tanta strada da fare nel Movimento.
Questa è sicuramente la fine di una fase, ma non del mio percorso nel MoVimento 5 Stelle. Io resterò con voi. Lavorerò con voi per far crescere questo MoVimento e continueremo a tenerlo al centro della politica per i prossimi 20 anni. Io ci credo, anche più di tanti altri al nostro interno.

Vi ringrazio dal profondo del cuore, ringrazio Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio per la fiducia che hanno nutrito in me, ringrazio Davide che è come un fratello maggiore. Ringrazio la mia famiglia che in questi 7 anni non mi ha quasi mai visto, ringrazio tutto il mio incredibile staff passato e presente, ringrazio tutti coloro che lavorano per noi ogni giorno, ringrazio coloro che fanno parte della famigerata “comunicazione”, senza di voi non ce l’avremo mai fatta, ringrazio le persone che hanno provato amore per me, ringrazio Virginia che mi è stata vicina in quest’ultimo anno davvero difficile.
Ringrazio tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Perché da molti loro ho imparato tanto, anche nella diversità di opinioni e di posizioni.
Ringrazio i miei colleghi ministri, della prima e della seconda squadra di Governo.

Ringrazio il Presidente della Repubblica per il lavoro incessante di questi anni, che hanno consentito al Movimento di far parte di due Governi. E per la guida che ha saputo dare a questo paese, anche quando la politica non era lucida.

Oggi, sono qui per rassegnare le mie dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle, così da favorire il percorso verso gli stati generali. Molti mi stanno scrivendo e chiamando da stamattina per dirmi: non mollare!
Non ci penso per nulla a mollare! Si chiude soltanto una fase, e ci vediamo agli stati generali, dove ci sarò, e porterò le nostre idee. Ci sarò sui territori, ci sarò al lavoro per l’Italia, ci sarò per tutti coloro che avranno bisogno di sostegno. Ci sarò e non mollerò mai.

Da parte mia continuerò a servire gli italiani e il MoVimento 5 Stelle impegnandomi al massimo. Tra le altre cose, abbiamo da vincere un referendum costituzionale a maggio, quello sul taglio dei parlamentari. Un altro obiettivo che abbiamo raggiunto.

Per me inizierà una nuova stagione insieme a tutti voi. Le mie funzioni di capo politico passeranno come da regolamento al membro anziano del comitato di garanzia, Vito Crimi, che ringrazio. Abbiamo gestito questo momento insieme nelle ultime settimane.
Come stabilito i facilitatori nazionali e regionali saranno ovviamente confermati e risponderanno a lui. E lavoreranno all’organizzazione dell’evento di metà marzo.

Ora cosa succederà: Vito Crimi e il team futuro ci porteranno fino agli stati generali. Dove insieme discuteremo la nuova carta dei valori del Movimento. Discuteremo su progetti e temi. Discuteremo Sul cosa.
Subito dopo gli stati generali, come già d’accordo con Vito, passeremo al chi.

Gianroberto Casaleggio, per tutti gli anni in cui l’ho conosciuto, mi ha fatto un solo e unico regalo: un libro che si intitolava “l’elogio della cravatta” di Mariarosa Schiaffino, era stato colpito dal fatto che la indossassi sempre, ogni volta che andavo da lui. E mi propose di approfondire il significato del tipo di nodo, perché anche il nodo della cravatta per lui e per quel libro era comunicazione. Tutto per Gianroberto poteva essere un modo per arrivare alla gente.

La cravatta per molti in questi anni ha contraddistinto il mio operato da capo politico. Ora la portate tutti, ma all’inizio non era cosi…
Per me ha sempre rappresentato un modo per onorare la serietà delle istituzioni della repubblica e il contegno che deve avere un uomo dello Stato.
Oggi simbolicamente la tolgo qui davanti a tutti voi.

Grazie a tutti. Vi abbraccio. E vi voglio bene.
Buona fortuna. Ne avremo tutti bisogno.

Nelle Regioni neo leghiste è allerta arancione

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Arrivano, promettono mari e monti e portano a scorrazzare Salvini in tour elettorale per proclamare l’avvento del governo della concretezza. Poi, alla prova dei fatti, rimbalzano indietro con buona pace dei cittadini, ai quali lasciano in eredità la fregatura. È il marchio di fabbrica della Lega, quel partito che mentre parlava di mirabolanti manovre da 50 miliardi di euro (tanto spararla grossa è a costo zero) vedeva tre regioni, nelle quali governa con il centrodestra, alzare bandiera bianca e dichiarare l’esercizio provvisorio.

È quello che sta accadendo in questi giorni: la Sardegna di Christian Solinas, l’Umbria di Donatella Tesei e la Basilicata di Vito Bardi. Tutte finite o, che stanno per finire, in esercizio provvisorio, perché le maggioranze di governo regionali NON sono riuscite ad approvare in tempo il bilancio per il 2020.

La decisione è già stata formalizzata a Cagliari e a Perugia, a Potenza lo sarà a inizio anno. L’esercizio provvisorio è una sciagura per l’economia regionale e quindi per i cittadini, perché nei tre mesi della sua durata la Regione deve limitarsi all’ordinaria amministrazione e non può fare nuove spese e investimenti, come promesso in campagna elettorale.

In Sardegna il presidente Solinas è stato eletto a febbraio 2019, ma il “buongoverno” del centrodestra ci ha messo tre mesi per spartirsi le poltrone della Regione e varare la Giunta. Niente approvazione della legge di Bilancio, nonostante abbiano avuto 9 mesi di tempo.

Stessa cosa in Basilicata, dove Bardi è diventato governatore nel marzo scorso (qui per fare la giunta ci hanno messo “solo” due mesi).

Donatella Tesei è arrivata solo a settembre, ma agli umbri il Caroccio sotto l’albero ha già fatto trovare questo bel regalino.

In tutte e tre le occasioni Salvini aveva battuto le regioni da cima a fondo, assaggiando qualunque prodotto tipico possibile, spargendo fieramente promesse e poi, una volta fatto il danno, è sparito (in Sardegna per la questione quote latte ancora lo aspettano).

Questi sono i marziani della Lega, i professionisti che arrivano per cambiare le cose: in peggio.

Autostrade Story, puntata 1: una privatizzazione a senso unico, con vincitore già scritto

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Postato il MoVimento 5 Stelle ( )

Autostrade Story è la storia della concessione autostradale ottenuta dai Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali. Il post di oggi è la prima puntata. Con questo e quelli che seguiranno andremo a ripercorrere tutte le fasi che hanno portato alla condizione in cui ci troviamo oggi, che ha consentito al concessionario di ottenere profitti mostruosi a fronte di scarsi investimenti in sicurezza. Dobbiamo ricordare come è nata questa concessione e chi sono le persone, politici e non, che ne hanno la responsabilità storica e morale. Condividete il più possibile queste informazioni. E’ tempo di cambiare.


Come si è potuti arrivare a una tragedia immane come quella del Ponte Morandi?

Dai rilievi della procura di Genova continuano a emergere particolari agghiaccianti sulla gestione lacunosa di Autostrade per l’Italia non solo del ponte, poi crollato, ma di larga parte della rete autostradale. “Gravi inadempienze e sistema di falsificazione di report e atti pubblici”: più l’inchiesta va avanti, più il quadro diventa desolante.

Di fronte a certe evidenze torniamo a chiederci: come si è arrivati a questo punto? Come è stato possibile che una holding concessionaria di beni dello Stato potesse arrivare indisturbata a tale livello di incuria? Perché nessuno si è mai opposto agli appetiti di un gruppo finanziario che puntava al mero profitto?

Per rispondere a certe domande, bisogna ripercorrere la storia dall’inizio e riviverla a puntate. Partendo proprio da quegli anni ’90 in cui scattò una vera e propria rivoluzione nella storia delle autostrade italiane.

E’ il 1993 quando una legge stabilisce che le concessionarie autostradali non devono più essere necessariamente a maggioranza pubblica. Così, negli anni seguenti, attraverso una serie di delibere del Cipe, inizia l’inesorabile processo che avrebbe portato alla privatizzazione delle autostrade italiane. E successivamente, alle regalìe con tanto di coccarda alla famiglia Benetton.

Nel 1997, il concedente (Anas) e il concessionario (Società Autostrade, allora sotto il controllo pubblico dell’Iri) stipulano una nuova convenzione che sposta le scadenze vent’anni più in là (dal 2018 al 2038): questo nuovo “patto” si rivelerà il trampolino di lancio per il passaggio dal pubblico al privato.

Passaggio che si consuma nel 1999, anno dell’inizio della grande abbuffata per la galassia finanziaria dei Benetton, ingolosita dall’affare avendo già investito in Autogrill. Tra gli asset che Iri decide definitivamente di privatizzare, c’è appunto quello delle autostrade. Con il beneplacito della politica di allora, si consuma un capolavoro di quel capitalismo di relazione che marchia a fuoco la finanza di quegli anni.

Viene di fatto imbastita una “non gara” che porta la cordata Schemaventotto Spa, capeggiata proprio dai Benetton, ad avere la strada spianata di fronte ai grandi investitori stranieri, che infatti non si presentano nemmeno, eccezion fatta per un gruppo australiano Macquarie, chiamato a fare la vittima sacrificale. Con poco più di 6mila miliardi di lire, la famiglia veneta si assicura una vacca da mungere che le frutterà un’autentica fortuna nei vent’anni successivi.

Ma c’è un particolare non trascurabile. Con quel passaggio di mano non viene istituito un regolatore indipendente chiamato a vigilare sull’attuazione degli investimenti e sui livelli di sicurezza della rete autostradale.

Autostrade Spa, da società pubblica, aveva sempre controllato sé stessa. Nel 1999 viene privatizzata, ma il regime di controlli rimane quello di prima. Nasce da lì lo scenario nefasto di incuria che ci viene raccontato dalle cronache giudiziarie di oggi.