È FATTA! Meno 345 parlamentari. Promessa mantenuta!

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Di seguito la dichiarazione di voto di Anna Macina, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati:

Grazie Presidente, ci siamo: tra pochi minuti sarà chiamata la votazione sulla riforma costituzionale che ridurrà il numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200.

Io non mi limiterò a ricordare il risparmio economico che comporta, anche se permettetemi: quando la politica chiede ai cittadini italiani dei sacrifici o è a conoscenza di quanto sia difficile arrivare a fine mese, quella stessa politica deve dare l’esempio.
“Il mondo cambia col tuo esempio, non con le tue parole”, diceva un poeta a me molto caro. E allora questo Parlamento dia l’esempio, perché non è cosa di poco conto il risparmio e l’attenzione alle casse dello Stato.

Non è cosa di poco conto riformare i regolamenti di Camera e Senato e avere un accorpamento delle commissioni con una riduzione del numero di presidenti, vicepresidenti, segretari e relative indennità.

Non è cosa di poco conto, ma sostanzialmente (ed è questo il punto) questa è sì una battaglia che il MoVimento 5 Stelle ha portato avanti con fermezza, determinazione e forza, ma non è mai stata una bandierina da sventolare, non è mai stata una merce di scambio e non è mai stata una moneta con cui qualcuno voleva comprare il MoVimento 5 Stelle.

Il MoVimento 5 Stelle non è in vendita e non è in vendita nemmeno la Costituzione. Noi non siamo in vendita.

La scelta di portare avanti questa riforma sulla spiaggia e sotto l’ombrellone non è un ricatto e non è fumo negli occhi degli italiani lo spirito che ci ha animato. È uno spirito riformatore, ma rispettoso. Ecco perché il metodo è cambiato. Il metodo è quello di intervenire in maniera precisa e puntuale senza stravolgimenti, questa è la novità. La Costituzione vive, è diritto vivente e allora non è avulsa dal tempo e dallo spazio, va calata nella realtà, nella complessità e nella velocità del tempo in cui viviamo adesso. Sappiamo benissimo, per rispondere a chi è intervenuto prima o agli interventi di ieri in discussione generale, che vari e ripetuti sono stati i tentativi di arrivare ad una riduzione del numero dei parlamentari. Certo, ricordiamo la commissione Bozzi, la commissione Violante, tutti tentativi di riforma mai portati a compimento per mille motivi, ma per noi la democrazia deve rinnovarsi. Se vuole essere democrazia e ha in se la forza per farlo, allora oggi ci riusciamo perché in questo Parlamento e in questo momento qui c’è una forza democratica riformatrice che ha portato i cittadini nelle istituzioni e portando i cittadini nelle istituzioni ha portato qui dentro il volere di quelli che sono fuori.

La voglia e il coraggio è anche la forza di riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Allora lasciamo il campo, se ci riusciamo, scevro dai preconcetti macchiati da ideologie dei partiti e rispondiamo ad una semplice domanda: cosa chiedono i cittadini fuori? Abbiamo bisogno di tanti parlamentari quante sono le risposte che sono in grado di cambiare lo stato delle cose. Allora il problema non è il numero dei parlamentari, il problema è la capacità del Parlamento di rispondere alle esigenze dei cittadini che sono fuori, al più vista la riduzione del numero dei parlamentari sarà richiesto a partiti e movimenti politici un atto di responsabilità, un senso di responsabilità anche quando presenteranno ai propri elettori i candidati e magari pretenderanno di offrire il meglio ai loro elettori.

E allora il problema forse, per introdurre anche il concetto legato alla rappresentatività e anche quello del trasformismo che nella passata legislatura ha raggiunto un picco esagerato e che ha privato i territori dei propri rappresentanti che una volta qua dentro hanno scelto di aderire a programmi in TV con quelli con cui si erano presentati. Questo è un problema.

Parliamo della rappresentatività. Quando fu scritta la Costituzione non fu né sacralizzato né cristallizzato il numero dei parlamentari, perché si era ben consapevoli che la Costituzione deve vivere nel tempo in cui c’è. Alcuni numeri potevano avere un senso in un momento storico diverso da questo, oggi non lo hanno più perché oggi ai cittadini è consentito un rapporto diretto con i propri rappresentanti. I canali della comunicazione, l’informazione, torna il tema della capacità del Parlamento di portare a termine un processo decisionale, una politica capace di non fare politica fine a se stessa e per se stessa, ma capace di dare risposte ai cittadini che sono fuori dai palazzi. E non è ancora tutto: abbiamo sempre detto anche in seconda lettura qui alla Camera che la riduzione del numero dei parlamentari avrebbe imposto altri processi sia di livello costituzionale, sia di modifica dei regolamenti, sia della modifica della legge elettorale. Certo che l’abbiamo detto e quindi non è un contrappeso che avevamo negato prima e adesso lo diciamo: l’abbiamo sempre detto, tanto è vero che siamo già tutti al lavoro per una legge elettorale e per la modifica dei regolamenti, per equiparare elettorato passivo e attivo tra Camera e Senato, strumenti atti ad arginare l’eventuale ricorso alla decretazione d’urgenza. Anche questo è un tema, perché la riflessione sul da farsi non è tanto sulla crisi della rappresentatività, quanto sulla crisi della capacità del Parlamento di imporsi, perché il Parlamento è il vero e unico depositario della sovranità popolare, questo va ricordato.

Noi non ci proponiamo di distruggere o indebolire gli strumenti della democrazia rappresentativa, ma al contrario, vogliamo valorizzarli, adeguarli al tempo, renderli più rispondenti ai tempi e alle richieste dei cittadini e allora rispediamo al mittente tutte le accuse di demagogia. La verità è che vogliamo regalare all’Italia un Parlamento più efficiente, questa è la verità, come abbiamo sempre ribadito e come abbiamo sempre dimostrato con atti concreti, mettendoci da subito al lavoro su altri temi.

Questa mattina qualche giornalista ha dipinto quest’Aula immaginandola al momento del voto come i tacchini che festeggiano l’arrivo del Natale. Una visione distorta, anche cattiva della politica e dei politici, anche offensiva. Bene, oggi questo Parlamento ha la possibilità di lanciare un messaggio contrario e potentissimo: questa classe politica ha la forza e la voglia di anteporre gli interessi e il bene dei cittadini regalando loro un Parlamento efficace ed efficiente e attento anche al suo posto e perché no, anteponendolo e facendolo risaltare rispetto allo spirito di autoconservazione della politica e dei politici.

Per rispondere a qualcun altro: la politica è servizio, la politica è passione, la politica è quella dal sapore buono e al servizio dei cittadini. Questo è il messaggio che oggi lanciamo al Paese e recuperiamo credibilità e rispetto agli occhi dei cittadini, delle istituzioni per le istituzioni e per chi si dedica alla politica con animo sincero.

Rappresentare è sostanzialmente un onore e va sempre ricordato.

Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.

 

Riqualificare si ,ma a quale costo?

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L’Amministrazione attuale di Albisola è entusiasta che gli ultraventennali ruderi vengano finalmente riqualificati e che vengano aperti altri supermercati.

Ma è giusto chiedersi:  riqualificare sì, ma a quale prezzo?

Con la delibera dell’ultimo consiglio comunale, avente ad oggetto l’ex distributore di Corso Ferrari , un supermercato di media dimensione andrà ad aggiungersi a quello che sorgerà di fronte, nell’ex deposito della TPL.

E’ anche abbastanza semplice capire,  che questi ed altri supermercati che sorgeranno ,visto che  ad Albisola si può aprire un nuovo supermercato sostanzialmente ovunque ,non potranno vivere dei soli clienti albisolesi ; quindi è facile dedurre che il traffico in corso Ferrari e Corso Mazzini aumenterà ancora ,con la felicità di chi vive in quel luogo ,ma soprattutto allontanerà definitivamente il turista e l’investitore che un’ amministrazione attiva si proponga di cercare.

Non c’è ombra di dubbio che Albisola Superiore abbia bisogno di essere riqualificata .

Ma è anche assolutamente necessario agire con una seria programmazione ,  soprattutto con soluzioni utili per chi vive e lavora nella nostra cittadina.

Il Gruppo di opposizione del M5S con Stefania Scarone ,è estremamente critico sull’operato dell’Amministrazione Garbarini  , non solo dal punto di vista urbanistico ,ma anche per come  non venga  affrontata l’enorme problema della viabilità cittadina , soprattutto il problema dei mezzi pesanti ;quello che più sconcerta è la mancanza di una programmazione territoriale e di una visione  del futuro della  nostra cittadina.

Quando ci si limita ad accettare le proposte di soggetti attuatori che vedono nella nostra città solo ed  esclusivamente un possibile affare , è necessario chiedersi ancora, chi programma il futuro Albisolese?

Secondo l’amministrazione attuale,  non esiste alternativa se non accettare i soggetti che manifestino interesse ad investire.

Secondo il Sindaco Garbarini non c’è possibilità di opporsi all’invasione di supermercati che ridurranno  la nostra città priva di  un tessuto sociale , con centri storici abbandonati, privi di attrattiva turistica e di conseguenza il piccolo commercio sparirà completamente e con esso,  l’interesse di imprenditori coraggiosi che si sono allontanati da Albisola a causa del malgoverno cittadino che persiste da oltre 10 anni.

E’ ovvio che l’imprenditore cerca il suo affare,  ma un amministratore attento al bene comune, cerca l’investitore che fa per lui, per la sua visione di città e tutto ciò si  riassume in un’unica parola “Programmazione”, ma pare che questa amministrazione ne sia priva .

Movimento 5 Stelle Albisola

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Come un’ordinanza può essere inutile quanto inefficace.

Logo Albisola 800Come l’ex sindaco Orsi ,anche l’attuale Sindaco  Garbarini   ha emanato un’ ordinanza per il traffico pesante  per il 2019, con scadenza oggi venerdi 13 settembre.

Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che questa ordinanza, oltre a non funzionare per mancanza di controlli efficaci, non è a favore dei cittadini Albisolesi.

Vogliamo ricordare che  sono state raccolte dai cittadini albisolesi da parte del Comitato Albisola Vivibile, Albisola-Luceto Sostenibile( 2350 firme) e dal  Meetup delle Albissole (1131 firme ), per un totale di 3481 firme, consegnate  al comune di Albisola Superiore anche con posta Pec .

Quale è stata la risposta alla richiesta di “sicurezza e salute” che queste firme richiedevano?

Una mini Ordinanza di poche ore al venerdi pomeriggio (dalle 15 alle 21 per 6 ore) da metà Luglio a metà settembre( 2 mesi ), che se fosse applicata, con i dovuti controlli, potrebbe al massimo essere utile esclusivamente per i turisti in arrivo .

E per gli albisolesi che vivono e lavorano ad Albisola tutto l’anno che cosa si ha intenzione di fare?

I cittadini Albisolesi continuano ad essere inascoltati, i Tir continuano ad intasare le nostre strade ed i fumi di scarico i nostri polmoni, le persone continuano ad essere investite ed  a volte uccise sulle strisce pedonali e nulla viene fatto per aumentare la sicurezza di Corso Mazzini, Corso Ferrari e via Turati ,magari con infrastrutture atte a ridurre i rischi per pedoni e ciclisti  .

E’ anche  chiaro che il blocco dei mezzi pesanti non potrà mai essere subordinato ad  una  circolazione alternativa, individuata esclusivamente in una   Aurelia bis, che risulta ad oggi ferma ,nè si conosce al momento il termine dei lavori.

E’ altresì un fatto, che i Tir in entrata ed in uscita dal casello ,anche in presenza di una Aurelia bis funzionante ,dovranno sempre e comunque attraversare il centro cittadino di corso Mazzini e via Turati per raggiungere l’ingresso della  futura strada per ”l’interporto di Savona” con ingresso a Grana.

Il M5S Albisola ,nel suo programma ,che si può consultare sul  sito :  www.albisola5stelle.it  aveva espresso chiaramente l’ impegno in tal senso “ Per quanto riguarda l’annoso problema, mai risolto dalle precedenti amministrazioni, sull’uscita e l’ingresso dei mezzi pesanti superiori a 7,5 tonnellate dal casello autostradale di Albisola, intendiamo intervenire vietando o limitando l’ingresso di questi mezzi sulle strade cittadine. È indubbio che non si possa attuare una seria modifica della viabilità albisolese pensando di accettare mezzi di questa portata nel ciclo urbano cittadino. La sicurezza e la salute dei cittadini deve essere salvaguardata ad ogni costo e noi ci impegneremo a farlo. “

Noi continueremo ad impegnarci in tal senso e chiediamo alla nuova Amministrazione e al nuovo Sindaco Maurizio Garbarini di dare una efficace e coraggiosa risposta , con una “vera ordinanza” che blocchi i mezzi pesanti in entrata ed in uscita dal casello, ad esclusione di quelli che operano nelle Albisole , effettuando controlli seri e continui che scoraggino i conducenti dei Tir, sempre in contatto radio fra di loro, ad uscire al casello di Albisola .

Le continue richieste di “salute e sicurezza” da parte dei cittadini meritano una concreta risposta, attraverso una vera volontà politica di risolvere l’annoso problema del traffico pesante nel nostro centro cittadino.

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L’epoca dei descamisados è finita

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(Roberta Labonia) – Il tempo dei “descamisados” sta per finire. Mi riferisco ai vari “Di Battista”, ragazzi splendidi peraltro, che hanno contribuito con la loro passione, con il loro coraggio e una buona dose di incoscienza, a portare il messaggio rivoluzionario di giustizia sociale e lotta ai privilegi della casta tra la gente e l’hanno conquistata, tanto che questi ragazzi (anche i più agèe di loro lo sono, dentro), sono arrivati al Governo del Paese dopo neanche 10 anni dalla loro nascita politica.

Tutto ha preso forma dall’idea di due “vecchi” visionari, quel Gianroberto Casaleggio, un precursore dei tempi che li ha lasciati prematuramente, ed un’altro uomo, al secolo Giuseppe Piero Grillo, meglio conosciuto come Beppe, che se andate a guardare su Wikipedia viene ancora oggi derubricato alla prima riga come “comico”, ma che in realtà è persona serissima ed è ancora oggi, nonostante lui si sia voluto retrocedere al più defilato ruolo di “garante”, il vero asse portante del Movimento. A proposito, apro parentesi: chi in queste ore sta speculando contro di lui per la vicenda che vede uno dei suoi figli indagato per un presunto stupro di gruppo, mi fa un po’ schifo, uno fra tutti Matteo Salvini.

Ma dicevamo, il primo obiettivo i ragazzi a 5 Stelle, sposando l’idea di questi 2 uomini, l’hanno centrato: hanno aperto le aule parlamentari “come una scatoletta di tonno” (checché ne dica la Meloncina della Garbatella), obbligando i vecchi parrucconi (anche i più giovani di loro lo sono, dentro), a ripensare il modo di fare politica e a ripensarsi. Ognuno di loro oggi, scimmiottando pateticamente i pentastellati, vanno dicendo per ora solo a parole, di voler rimettere al centro l’interesse dei cittadini, come non avessero già avuto 25 anni per farlo, tanto è durata la tristemente nota seconda Repubblica.

Ma ogni rivoluzione ha i suoi percorsi ed è un bene che sia così, guai fermarsi alla protesta, prima o poi occorre passare ai fatti, togliere la camicia sbottonata ed assumersi la responsabilità di governare il Paese. Le prove generali, nonostante un compagno di viaggio inaffidabile, anche lui descamisado ma di un brutto colore verde marcio, hanno consentito al Movimento di portare a casa tante cose buone (fra tutte la legge Spazzacorrotti e il Reddito di Cittadinanza), sia pure inframmezzate da qualche sconfitta (una, la più bruciante, il via al TAV).

Oggi, con la fiducia che fra meno di un’ora Giuseppe Conte chiederà all’aula della Camera, partirà un nuovo Esecutivo. I nuovi compagni di viaggio, i già enne volte essecrati uomini del Partito Democratico, ma ineludibili per la formazione di un nuovo Governo in base alle regole che governano la nostra democrazia parlamentare, mi limito ad osservare che, solo dopo poche ore dall’aver prestato giuramento, si sono lasciati andare a delle incontinenze verbali di cui gli spaesati elettori avrebbero volentieri fatto a meno.

Credo di non sbagliarmi se preconizzo che fra pochi minuti le parole di Giuseppe Conte, oggi Presidente del Consiglio a tutti gli effetti, li richiamerà perentoriamente all’ordine.

L’epoca dei “descamisados” è finita. Oggi il volto del Movimento 2.0 è il suo, quello che l’onnipotente quanto sgrammaticato Trump ha ribattezzato “Giuseppi”, e il messaggio che manderà sarà chiaro: zitti e lavorare. Ma nell’esclusivo interesse del Paese Italia.

La genesi di Italia 5 Stelle: Circo Massimo 2014

 

Anche quest’anno si avvicina il nostro appuntamento per eccellenza: Italia 5 Stelle.

Un momento fondamentale perché eletti, non eletti, attivisti, ma anche semplici curiosi si incontrano.  Ci siamo incontrati in tante parti d’Italia e quest’anno ci vedremo a Napoli.  

Oggi però vi vorrei parlare del primo Italia 5 Stelle che, da romana, porto nel cuore. Era il 2014 e ci riunimmo tutti al Circo Massimo.

Fu un momento bellissimo perché era tutto appena iniziato. C’era un calore particolare tra le persone, una forte voglia di confrontarsi, di mettersi in discussione, di programmare, di progettare e di dare, uno all’altro, la forza di dire: “Andiamo avanti, andiamo avanti! Questa è la volta giusta!”.

Abbiamo fatto un percorso immenso e oggi siamo al governo del Paese. 

E oggi, più di allora, c’è bisogno di un momento importante di confronto e Italia 5 Stelle, a Napoli, spero sia proprio questo: un momento dove tutti, eletti, non eletti, attivisti, semplici simpatizzanti e – perché no? – anche qualcuno che ci contesta qualcosa, abbiano voglia di venire e di chiedere: “E adesso cosa facciamo? Come andiamo avanti?”.  Perché c’è gran voglia di andare avanti, ma sono sempre stata dell’idea che si inizia, si va avanti e si finisce tutti quanti insieme.

Ed è con questo spirito che vi aspetto, in tanti, numerosi, con la voglia che vi ho trasmesso in questo momento di incontrarci e di dirci: “Andiamo avanti!”.

Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola

Postato il 27 agosto 2019, 22:40 Luigi Di Maio( Capo Politico del MoVimento 5 Stelle )MoVimento 5 Stelle

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani completerà il secondo giro delle consultazioni e ascolterà le valutazioni dei gruppi parlamentari delle varie forze politiche.

Il MoVimento 5 Stelle ha messo sul piatto dieci punti per l’Italia come base per qualsiasi discussione.

Il confronto tra le forze politiche su questa base sarà portato avanti dal presidente del Consiglio che eventualmente domani potrebbe essere incaricato dal Presidente Mattarella.

Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo che sarà stata condivisa tra le forze politiche che intendono entrare in maggioranza.

Prima che venga sottoposta al Presidente della Repubblica, questa proposta sarà votata online su Rousseaudagli iscritti del MoVimento 5 Stelle.

Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana.

Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle hanno e avranno sempre l’ultima parola.

Intervista a Sergio Costa – Plastica in mare emergenza planetaria #IoSonoPlasticFree

Sergio Costa non è soltanto il Ministro dell’Ambiente del Governo del Cambiamento ma è soprattutto una persona determinata con obiettivi ben precisi. A poco più di un anno dal suo insediamento, abbiamo fatto una breve chiacchierata sui risultati della campagna ministeriale plastic free ma soprattutto abbiamo parlato del disegno di legge #Salvamare.

Dal suo arrivo al Ministero l’Ambiente questo Paese ha cambiato le sue priorità. Una di queste è sicuramente diventata la lotta alla plastica. Una battaglia che giorno dopo giorno si sta estendendo a macchia d’olio, dal pubblico al privato.

Ministro Costa, qual è stato il lavoro che ha portato a questi risultati?

Sin dai primi giorni del mio insediamento al Ministero dell’Ambiente ho ritenuto che la lotta all’utilizzo smodato della plastica fosse una delle priorità imprescindibili se vogliamo lasciare ai nostri figli un ambiente più pulito. Ho quindi dichiarato immediatamente, nel primo incontro pubblico tenuto con i giornalisti ambientali, che avrei fatto di tutto per rendere il Ministero dell’Ambiente plastic free già dal mese di ottobre del 2018. Ho scelto la data del 4 ottobre non a caso: è San Francesco, patrono d’Italia e il santo protettore del creato… ed è anche il giorno del compleanno del Movimento 5 Stelle. Ho ritenuto fosse importante partire proprio dal mio dicastero, dando per primi l’esempio della necessità di un cambio di rotta e dimostrando che vivere usando meno plastica si può.

Abbiamo poi, nel corso dei mesi, lavorato per estendere questa sensibilità ai luoghi di lavoro, alla vita quotidiana delle famiglie, invitando a fare a meno della plastica monouso e, in generale, ad adottare nel vivere quotidiano comportamenti ambientalmente più sostenibili. Lo abbiamo fatto con campagne mirate sulle spiagge, con il supporto della Guardia costiera e dei Carabinieri del Cufa, ma anche promuovendo l’educazione ambientale nelle scuole, consapevoli della necessità e dell’urgenza di investire sulle nuove generazioni.

Un anno di campagna plastic free: un bilancio?

Oggi possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti del lavoro avviato. Sono infatti più di duecento, tra istituzioni nazionali e locali, scuole, università, piccole e grandi realtà imprenditoriali, le adesioni che abbiamo registrato dall’inizio di questo lavoro. Un numero che si va ad ampliare di giorno in giorno. Ma soprattutto sono centinaia le famiglie che mi scrivono dicendo di aver adottato una policy plastic free e con meno imballaggi nella vita di tutti i giorni. Puntiamo al cambio di paradigma ambientale ed economico e solo penetrando nel quotidiano di ciascuno di noi possiamo riuscirci.

Il 95% dei rifiuti in mare è plastica, parliamo di 150 milioni di tonnellate di rifiuti. Un’emergenza mondiale che non possiamo più rinviare. Quali saranno a riguardo gli effetti della legge #Salvamare?

Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria e il nostro Paese, che è bagnato per due terzi dal mare, vuole essere leader nella soluzione. Quindi, da un lato agiamo con le campagne contro l’utilizzo della plastica monouso, per limitare la quantità di rifiuti che giornalmente va a inquinare i nostri mari rendendo anche sempre più precaria la sopravvivenza degli animali che li abitano, dall’altro, con la legge Salvamare diamo ai pescatori la possibilità di portare i rifiuti nei porti, dove saranno allestiti specifici punti di raccolta, e di ottenere grazie a questo supporto anche un certificato ambientale che renderà adeguato riconoscimento alla loro filiera di pescato. Ci saranno delle campagne dedicate al recupero delle reti abbandonate a mare e tra queste la campagna del MoVimento 5 Stelle che saluto con grande soddisfazione e per la quale vi faccio i miei complimenti.

Ci lasci con una speranza: è realmente possibile un pianeta senza plastica?

L’impossibilità è la scusa dei vigliacchi, e noi dobbiamo avere il coraggio di ambire a quei traguardi che oggi ci sembrano irraggiungibili. Dobbiamo cominciare ‘con il fare ciò che è necessario’, per citare San Francesco, ‘poi ciò che è possibile, per sorprenderci infine a fare l’impossibile’.


AD AGOSTO PARTE #IoSonoPlasticFree, IL TOUR DEL MOVIMENTO 5 STELLE PER RIPULIRE MARI E FIUMI, INCONTRARE I CITTADINI E PARLARE DELLA NOSTRA LEGGE #SALVAMARE, PER UN FUTURO SOSTENIBILE E SENZA PLASTICA

Si parte venerdì 2 agosto da CROTONE! L’appuntamento è sul Lungomare Cristoforo Colombo, 99 alle ore 19 per un aperitivo #plasticfree.

Saranno presenti i portavoce al Senato Agostino Santillo, Margherita Corrado, Gabriella Di Girolamo e Gelsomina Vono, e i portavoce alla Camera Carmela Grippa, Angela Raffa ed Elisabetta Barbuto.

Gli altri appuntamenti targati #IoSonoPlasticFree di agosto saranno:

 => CLICCA QUI PER SCARICARE E STAMPARE IL VOLANTINO <=

CONDIVIDI la tua estate plastic free! Attraverso i social posta le foto e i video dell’attività di raccolta di plastica ed altri rifiuti sulla tua spiaggia del cuore o lungo un fiume, utilizzando gli hashtag#IoSonoPlasticFree e #SalvaMare taggando MoVimento 5 Stelle. Le più significative verranno condivise sui canali social del MoVimento!

PARTECIPA! Vuoi organizzare una giornata di pulizia di una spiaggia o di un fiume? Accedi a Rousseau, entra nella funzione CALL TO ACTION, clicca su CREA INIZIATIVA e definisci luogo, ora e data della chiamata all’azione.

ATTIVATI! Per conoscere i dettagli dei tanti eventi #PlasticFree organizzati dal Movimento 5 Stelle nei mesi di agosto e di settembre, basta andare su Rousseau ed entrare nella funzione Activism. Dopo aver scelto l’etichetta “iniziative correnti e future”, è sufficiente selezionare l’evento a cui si è interessati. In questo modo sarà possibile visualizzare una mappa costantemente aggiornata in tempo reale attraverso la quale poter scoprire con facilità le iniziative previste nel proprio Comune o nella propria Regione.

Se ancora non sei iscritto a Rousseau, fallo subitoCLICCA QUI

Plastic free challenge: via la plastica dal comune di Torino

– 310 milioni di tonnellate. È la produzione di plastica attuale nel mondo. Erano 15 milioni nel 1964.
– 8 milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani.
– 2050. L’anno in cui negli oceani ci sarà più plastica che pesci se non si interviene con urgenza. 

Sono dati che fanno male. Con la dispersione della plastica nell’ambiente stiamo contribuendo a distruggere il nostro Pianeta e, come sempre, a farne le spese saranno le prossime generazioni.

La principale soluzione è una:  limitare l’uso della plastica ogni qualvolta sia possibile, a cominciare da quella monouso.

Per questo motivo la Città di Torino, su iniziativa dell’Assessore all’ambiente, Alberto Unia, e di concerto con gli assessori Sacco e Rolando, aderisce alla campagna “Plastic Free Challenge”, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e fortemente voluta dal Ministro Sergio Costa, che ringrazio.

In questo modo puntiamo a ridurre al minimo indispensabile la plastica negli edifici comunali, facendo in modo di essere da esempio per tutta la comunità.

Ecco le principali azioni.

L’adeguamento dei contratti di fornitura delle macchine automatiche erogatrici, per eliminare la distribuzione di bottigliette d’acqua naturale, l’aumento dei punti d’acqua refrigerata con l’uso di bicchieri riutilizzabili, come già avviene a titolo sperimentale negli uffici dell’Anagrafe di via della Consolata; favorire la raccolta differenziata della plastica nelle sedi comunali di imballaggi di plastica monouso, in particolare di quelli collegati al consumo di cibi e bevande.

Estendere progressivamente alle sedi comunali assegnate in concessione (es. impianti sportivi, o spazi affidati ad associazioni) le stesse pratiche e approvare accordi con attività commerciali private per coinvolgerle in questo obiettivo.

La plastica sparirà anche da catering organizzati dalla Città in occasione di eventi e incontri.

Questa gestione ecosostenibile si applicherà poi agli eventi che si terranno in città; verrà approfondito il tema alla luce della certificazione UNI ISO 20121 e di altri contributi offerti dai progetti europei.

Nei confronti dei suoi dipendenti, inoltre, l’Amministrazione comunale attiverà una campagna di sensibilizzazione e di informazione su “Plastic free challenge” anche con riferimento al potenziamento dell’applicazione dei Criteri minimi ambientali (Cam) in tutte le procedure di acquisto di beni, servizi e forniture.

L’attenzione all’ambiente non sarà mai abbastanza ed è un tema su cui, come sapete, abbiamo intenzione di spenderci senza sosta.

È dovere di ognuno di noi fare tutto il possibile affinché questo patrimonio venga preservato.

Le Istituzioni devono essere d’esempio.

La cosiddetta Aurelia Bis ,anni di disagi per I cittadini Albisolesi

L’Aurelia bis,  un’inutile opera che purtroppo sembra rimarrà incompiuta per almeno 4 anni.

Questo è quanto è stato appurato alla riunione della commissione consiliare di Savona e riferito  dall’Ing Cardone funzionario dell ‘Anas.

  Con il fallimento di CMC e la difficile se non impossibile subentro da parte di Itinera ,la questione Aurelia Bis  pare rimanga appesa a fumosi appigli legali.

La realtà dei fatti è che I cittadini Albisolesi non intravedono  la fine dei disagi quotidiani,  causati anche dai cantieri aperti e dai cumuli di terra in particolare quelli del  cantiere di Grana.

A questo riguardo,  la nostra consigliera Stefania Scarone M5s Albisola ha ribadito la necessità di finire al più presto questo opera, ma soprattutto di mettere in sicurezza i cantieri ora inattivi .

In particolare i cumuli di terra, al momento presenti ,devono essere coperti con teli affinché le polveri non si propaghino con il vento sulla nostra cittadina , rendendo la vita impossibile anche dal punto di vista sanitario.

Il consigliere Manuel Meles , M5s Savona, ha prospettato  un’altra possibile soluzione, assolutamente condivisibile e sostenuta anche da altri consiglieri di opposizione del Comune di Savona ossia quella di attuare il Commissariamento dell‘opera allo scopo di velocizzare il completamento dell’incompiuta.

Per ottenere questa possibilità è necessaria una mobilitazione sia a livello istituzionale, che dei cittadini del territorio allo scopo di fare pressione sul ministero competente.

Da parte nostra daremo tutta la nostra disponibilità, ma le amministrazioni comunali devono attivarsi in tal senso prendendo una posizione chiara.

La proposta di organizzazione regionale del MoVimento 5 Stelle

Proposta organizzazione Regionale – MoVimento 5 Stelle

Qualche giorno fa vi ho parlato dei 12 facilitatori nazionali e dei 6 ruoli di organizzazione nazionale. Oggi parleremo invece del ruolo del facilitatore regionale.Abbiamo bisogno di riorganizzare il MoVimento in ogni regione per permettere ai gruppi di essere molto più presenti sul territorio e risolvere meglio i problemi degli italiani.Con il ruolo dei facilitatori regionali dobbiamo creare un MoVimento che abbia la capacità di relazionarsi continuamente sia verso l'esterno che verso il suo interno, ma anche formarsi e coinvolgere nuove persone. Questi sono i tre obiettivi che vogliamo realizzare.

Pubblicato da Luigi Di Maio su Giovedì 18 luglio 2019

Nell’ultimo video abbiamo parlato del Team del Futuro, dei 12 facilitatori nazionali più i 6 ruoli di organizzazione nazionale. In questo secondo video sulla riorganizzazione del MoVimento parleremo invece del ruolo del facilitatore regionale.

Abbiamo bisogno di riorganizzare il MoVimento in ogni regione per permettere ai gruppi di essere molto più presenti sul territorio, favorire la nascita di nuovi gruppi e consentire al MoVimento di risolvere meglio i problemi degli italiani.
Ogni giorno arrivano richieste e segnalazioni di problemi specifici, da parte dei territori: alcuni sono di competenza del governo, altri sono di competenza degli enti locali, degli enti territoriali.

Con il ruolo dei facilitatori regionali dobbiamo creare un MoVimento che abbia la capacità di relazionarsi continuamente sia verso l’esterno che all’interno, ma anche formarsi e coinvolgere nuove persone. Questi sono i tre obiettivi che vogliamo realizzare.

Prendiamo l’esempio di una regione grande quanto la Campania, il Lazio o il Veneto. Regioni come queste avranno 5 facilitatori regionali, ai quali saranno distribuite tre deleghe: la prima è quella delle relazioni esterne. Una o di più persone che ogni giorno curino i rapporti con gli stakeholders, con i sindaci, anche non nostri, che hanno bisogno di aiuto o di supporto dal MoVimento, che vadano a parlare con gli assessori regionali, con gli enti territoriali, con le associazioni, con il no profit, con tutto il mondo che non è propriamente del MoVimento, ma che cerca aiuto o collaborazione dal Movimento; e soprattutto che tengano un rapporto costante con questi soggetti, perché in molte regioni ci sono tante realtà che vogliono avvicinarsi al Movimento, ma non sanno con chi andare a parlare. O meglio, spesso vanno a parlare con tutti: dai nostri consiglieri comunali, ai consiglieri regionali, ai nostri sindaci, ai nostri attivisti, per poi dover fare una sintesi di quello che gli è stato riferito.
Adesso ci devono essere dei riferimenti chiari per facilitare la presenza del MoVimento in una regione, nei rapporti con i soggetti esterni al Movimento.

La seconda delega che sarà data ad uno o più di questi 5 facilitatori è quella delle relazioni interne, vale a dire i rapporti con i nostri eletti all’interno della Regione, i rapporti con i nostri gruppi locali e l’organizzazione delle liste quando ci sono le elezioni comunali.
Con una regia in ogni regione, già ad ottobre noi saremo pronti a formare chi si candida a giugno per le comunali. Mi spiego meglio: se le elezioni comunali sono previste per il mese di giugno, grazie a Rousseau, a Open Comuni, alla Rousseau Open Academy, noi potremo iniziare un percorso di formazione che possa consentire a chi si candida di formarsi da ottobre a dicembre. Poi a dicembre si vedrà se il candidato è all’altezza di una candidatura, perché se non lo fosse, allora meglio non candidarsi affatto.
Se invece si è pronti, allora sarà possibile certificare la lista fra gennaio e febbraio, cosicché sia possibile fare una campagna con tutto il tempo che serve anche per recuperare il gap rispetto ai candidati degli altri schieramenti più conosciuti o che sono più presenti e ramificati sul territorio.

La terza delega che va assegnata ai facilitatori regionali o al facilitatore regionale è quella invece della formazione e del coinvolgimento. Io immagino una persona che ogni giorno pensa a come coinvolgere nuove persone nel MoVimento. Perché, diciamoci la verità, in alcuni gruppi quando qualcuno è interessato al MoVimento e si avvicina ad un meet-up, troppo spesso trova meet-up in conflitto, dove i partecipanti litigano tra di loro e, di conseguenza, quella persona se ne allontana.
Allora io immagino che uno o più facilitatori regionali possano organizzare una volta al mese un incontro regionale con i nuovi, cioè con persone che si stanno avvicinando al MoVimento per la prima volta. Inoltre, sempre una volta al mese, immagino possa esserci un altro incontro: quello sulla formazione. Tutti dobbiamo formarci continuamente. Che tu sia Ministro, che tu sia attivista, che tu sia sindaco o consigliere comunale, abbiamo bisogno di condividere queste esperienze e queste conoscenze, anche con il supporto di chi non è del MoVimento ma è un esperto in qualche settore.
Questo dobbiamo tenerlo sempre ben presente: massima umiltà e formazione continua, in modo tale da capire anche a chi rivolgersi quando abbiamo bisogno di aiuto, perché non vi nascondo che molte delle richieste di aiuto che arrivano a volte da attivisti, consiglieri comunali, consiglieri regionali, non riguardano la competenza dei ministeri, ma magari quella di un comune, di una città metropolitana, di un ente regionale o di una partecipata regionale. Questo è molto importante anche per riuscire ad aiutare i cittadini molto meglio.
Nelle regioni grandi ci saranno 5 facilitatori, in quelle più piccole 3 facilitatori, mentre in una regione come la Lombardia che è grande almeno il doppio di ogni altra regione, ci servono almeno 8 facilitatori.
Come vedete si va delineando un’organizzazione nazionale e territoriale, perché questi facilitatori regionali saranno in continuo contatto diretto con i facilitatori nazionali del Team del Futuro e con quelli che compongono il ruolo di organizzazione: comunicazione, team legale, team comuni e regioni, enti locali, e così via.

Come si può diventare facilitatore regionale? Si deve essere eletti senza doppi incarichi, perché è necessario restare sul territorio. Ciò significa che il facilitatore regionale può essere un portavoce, ma non può essere un Presidente di Commissione, Sottosegretario, Ministro, presidente di un’assemblea. Allo stesso tempo il facilitatore regionale può anche non essere un portavoce eletto ma deve comunque essere una persona di comprovata partecipazione e attivismo nel MoVimento 5 Stelle.
Se si tratta di una regione con 3 facilitatori, gli iscritti di quella regione eleggono un elenco di 10 da cui scegliamo tre persone a cui assegnare le deleghe di cui vi ho parlato. Se si tratta di una regione in cui abbiamo bisogno di 5 facilitatori, gli iscritti della regione eleggono un elenco di 15 persone tra i candidati. Se invece – come nel caso della Lombardia – ci servono 8 facilitatori, allora gli iscritti eleggono un elenco di 20 candidati. Queste persone saranno quelle tra cui andremo ad individuare coloro a cui assegnare le deleghe di facilitatori.
È un percorso che, come per il Team del Futuro nazionale, non vuole individuare capibastone, né tantomeno gente che gestisce potere. Anche i facilitatori regionali saranno sottoposti al “recall” e in ogni caso dovranno dare conto agli iscritti degli obiettivi che raggiungeranno sui tre grandi binari: relazioni esterne, relazioni interne, formazione e coinvolgimento.
Questo è il secondo step della nuova organizzazione del MoVimento, uno step che riguarda l’organizzazione regionale. Nel prossimo e ultimo tutorial parleremo dei consiglieri comunali, del nostro grande popolo di consiglieri comunali che ha bisogno anch’esso di supporto e di essere riorganizzato.

Ciao a tutti!

Dieci anni in MoVimento! Il 12 e 13 ottobre, a Napoli, Italia 5 Stelle. #MoVimen10

Cinque stelle, 10 anni e un’infinità di idee e progetti realizzati e da realizzare insieme.

Ad  ottobre il MoVimento 5 Stelle compie 10 anni, SIAMO TUTTI INVITATI! Celebreremo questo compleanno con la carica e l’entusiasmo del primo giorno, ma anche con un bagaglio di esperienza maturata e obiettivi raggiunti da un  MoVimento che è cresciuto e che oggi ci fa guardare al futuro del nostro meraviglioso Paese con fiducia e ottimismo. Ci siamo uniti, abbiamo coinvolto sempre più cittadini con il nostro entusiasmo e moltiplicandoci abbiamo fatto la differenza.

10 anni fa l’Italia era a pezzi, divorata dalla malapolitica e dalle lobby. Quale cittadino italiano avrebbe potuto immaginare di vedere arrivare in Parlamento dei semplici cittadini che, tra le altre cose, si sarebbero autoridotti lo stipendio per aiutare le PMI, abolito gli odiosi vitalizi, introdotto misure come il reddito di cittadinanza o Quota100 per aiutare gli ultimi e far ripartire l’economia? Ma abbiamo fatto la differenzaanche restituendo, con il Decreto Dignità, una speranza ai giovani lavoratori umiliati per anni con contratti a tempo determinato o investito un miliardo di euro nel Fondo per l’Innovazione per permettere alle nostre migliori menti di realizzare le loro idee in questo Paese senza dover scappare all’estero. Un sogno.

Un sogno diventato realtà grazie al coraggio di due visionari, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, e all’impegno di migliaia cittadini che hanno deciso di non arrendersi dedicando gratuitamente il loro tempo per costruire un posto migliore per i nostri figli. Siamo partiti dai meet-up e, nel 2013, 160 di quei cittadini sono entrati nelle aule di Camera e Senato, spinti dalla forza di un popolo che con orgoglio partiva dalle sue stelle per costruire un nuovo firmamento.

Oggi, dopo 5 anni di durissima opposizione e di lavoro in difesa degli interessi collettivi contro chi difendeva quelli di pochi, siamo al Governo. Abbiamo catalizzato la rabbia e la voglia di Cambiamento di milioni di cittadini che in altri posti del mondo ha provocato conflitti anche violenti, realizzando una rivoluzione gentile senza precedenti al mondo. Nessuno potrà mai negare che il MoVimento 5 Stelle ha portato uno scossone nel panorama politico e in un Paese che si avviava inesorabilmente al declino. Abbiamo fatto la differenza.

Le nostre cinque stelle brillano tutte, ma quest’anno ne vogliamo celebrare una in particolare: l’ambiente, la nostra stella cometa.

L’ambiente come simbolo di bene comune e che tutti insieme dobbiamo tutelare: l’albero nel parco sotto casa, l’acqua pubblica che beviamo ogni giorno, le spiagge dove giocano i nostri figli, il mare con i suoi tesori che vanno protetti contro l’inquinamento e la plastica. Ma tutelare l’ambiente significa anche cogliere una enorme opportunità di sviluppo economico. Con l’economia circolare le nostre aziende devono eccellere nel mondo per la crescita sostenibile. Rispettando l’ambiente “si mangia”.

Per questo decimo anniversario stiamo organizzando un’edizione speciale di Italia 5 Stelle. Non a caso sarà a Napoli, una delle prime città in cui sono sorti i meet-up “Amici di Beppe Grillo”.

Ma non solo: una delle città più belle di questa nostra Italia, salita troppo spesso agli onori delle cronache per drammi ambientali. In Campania si trova la terra dei fuochi, fuochi che proprio grazie all’azione del MoVimento 5 Stelle finalmente si stanno spegnendo.

Attivisti, portavoce e semplici cittadini, che in questi 10 anni hanno contribuito a riscrivere la storia, avranno l’occasione di incontrarsi per festeggiare insieme nel corso di una due giorni piena di idee, spunti e ospiti interessanti.

Se vuoi partecipare ad organizzare i festeggiamenti puoi dare il tuo piccolo contributo nei limiti delle tue possibilità! Continueremo sempre a rifiutare supporti esterni e a mantenerci liberi e per questo ogni contributo, anche economico, è fondamentale.

Aiutaci con una donazione e realizziamo insieme una grande festa per questi primi 10 anni di MoVimento!

Orrore di Reggio Emilia, il Pd fa finta di niente e addirittura nomina un pool di avvocati

Postato il 5 luglio 2019, 10:09 MoVimento 5 Stelle( )Informazione

È viva dentro di noi la storia drammatica dei bambini della provincia di Reggio Emilia, strappati ai loro genitori attraverso un vero e proprio lavaggio del cervello con lo scopo di fargli ricordare traumi mai vissuti, e poi affidati a soggetti che in alcuni casi li hanno persino violentati. Bambini la cui anima è stata letteralmente venduta a soggetti pericolosi, in cambio di denaro, con la complicità di politici, istituzioni, medici, psicologi, operatori sociali senza scrupoli.

Angeli e Demoni“, come è stata giustamente chiamata l’inchiesta che coinvolge sindaci ed ex sindaci del Pd. Ora, che siano del Pd, poco importa. Potevano essere di qualunque partito: la tragedia, lo schifo e l’indignazione, purtroppo, resterebbero invariati.

Ma una cosa è certa: tutto ci si aspetterebbe dal segretario del partito coinvolto in questa vicenda tragica, tranne che assoldasse un pool di avvocati per fare cosa? Forse, per assistere i genitori naturali dei bambini? No. Il pool di avvocati servirà a denunciare chi, secondo il Pd, ha diffamato su Facebook il Sindaco di Bibbiano, che è agli arresti per lo scandalo degli affidi illeciti di questi bambini, appunto. Zingaretti, anziché fare pulizia nel suo partito, pensa a fare causa a chi parla di una vergogna nazionale. Non è certo colpa dei cittadini se in questa inchiesta sono coinvolti esponenti del Partito Democratico. La verità è che Zingaretti doveva fare una sola cosa: cacciare immediatamente dal partito chi è coinvolto in questa inchiesta. Se fosse stato arrestato un sindaco del Movimento 5 Stelle sarebbe stato messo alla porta in 10 secondi netti!

Ed invece Zingaretti fa finta di niente, così come si è girato dall’altra parte per le inchieste che coinvolgono esponenti di spicco del PD in Basilicata, Umbria, Calabria e Campania. Possibile che non abbia detto una parola su una serie di atrocità commesse sulla pelle di bambini? E possibile che, quando rompe il silenzio, lo fa per intimorire le centinaia di migliaia di cittadini indignati e arrabbiati per quanto successo? Nel PD si pensa alle passerelle sulla Sea Watch e ad assoldare pool di avvocati non per difendere i bambini e le loro famiglie, ma per intimorire chi parla di questa vergogna nazionale. Lasciamo a voi ogni commento.

La RAI oscura il MoVimento 5 Stelle

Postato il 28 giugno 2019, 15:59 MoVimento 5 Stelle( )Informazione

Quella di oggi doveva essere una giornata speciale: il giorno in cui voltare pagina rispetto alla tragedia di Genova per dare il via libera definitivo alla ricostruzione del Ponte Morandi. Ad assistere alla demolizione di quel che restava del Ponte c’erano le istituzioni, per dimostrare la vicinanza dello Stato alle persone di Genova.

Peccato però che qualcuno non se ne sia accorto. Nel punto stampa che è stato allestito in mattinata erano presenti i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il governatore della Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci.

Eppure, le inquadrature televisive della diretta hanno raccontato altro. E’ stato davvero sgradevole vedere Luigi Di Maio tagliato fuori dalle telecamere di Rainews24. Per minuti e minuti infatti gli operatori hanno indugiato sulle altre tre cariche istituzionali lasciando fuori il nostro capo politico. Come se non fosse presente. Le persone a casa devono aver pensato che non fosse lì.

Perché? Perché questo trattamento? Il MoVimento 5 Stelle è stato letteralmente ignorato.

Qui non si tratta di cronometrare il tempo di apparizione di un politico rispetto agli altri. Si tratta invece del fatto che la televisione pubblica abbia deliberatamente scelto di cancellare dal racconto televisivo di questa giornata una forza politica.

Una scorrettezza apparentemente senza motivazione. Il MoVimento 5 Stelle non si merita questo. Abbiamo lavorato sodo per mesi per riparare al dramma del crollo di Genova. Andremo avanti ancora più convinti di prima, ma pretendiamo una spiegazione per quanto è successo.

Aurelia bis: incontro organizzato sul tema

Screenshot 2019-06-19 19.08.42In data odierna si è svolto presso il Comune di Savona l’incontro organizzato sul tema: Aurelia bis.

Presenti le organizzazioni sindacali della FILLEA CGIL (Maurizio Buffa), FENEAL UIL (Francesco Balato)FILCA CISL (Luca Vosilla), i Sindaci Caprioglio, Nasuti, Garbarini, il vice Sindaco Arecco e l’ing. Cardone per ANAS.

L’incontro ha avuto per oggetto:

– il tema della sicurezza del cantiere, lungo l’intera tratta compresa tra Albisola Superiore e C.so Ricci – Savona;

– il problema di oltre 15 operai savonesi che, dalla metà del mese di Agosto, rischiano di rimanere senza lavoro, oltre alla situazione precaria dei dipendenti delle aziende appaltatrici e sub appaltatrici;

– aggiornamenti in relazione alla pratica di concordato preventivo richiesta dall’impresa CMC;

– la tempistica prevista per la ripresa dei lavori ed il completamento di un’opera che, per circa l’80%, è stata realizzata;

– i disagi patiti dai cittadini interessati dal cantiere.

Per quanto concerne la messa in sicurezza del cantiere, il responsabile di ANAS ha garantito che l’onere compete alla ditta appaltatrice, la quale è obbligata a provvedere a tutto quanto necessita al riguardo. In caso di inadempienza da parte di quest’ultima interverrebbe direttamente ANAS.

In merito al concordato richiesto da CMC, la procedura è in fase avanzata di trattativa per la ricerca di accordo tra curatori fallimentari e l’Impresa ITINERA. A tale riguardo non è stato ancora definito uno schema di accordo, ma, da parte di ANAS, è stato riferito che una risposta dovrebbe pervenire entro l’estate. In caso di esito positivo, i lavori potrebbero riprendere a Settembre ed essere finalmente completati.

La progettazione dello svincolo della Margonara ad oggi è sospesa da parte di ANAS, ma è stato garantito che la somma di 54.000.000euro stanziata per l’opera, non verrà in ogni caso destinata ad interventi diversi dall’Aurelia bis.

Per il prossimo 15 Luglio è stato fissato un nuovo incontro, per conoscere gli aggiornamenti in merito all’esito della trattativa per il concordato preventivo.

Si è riscontrata una perfetta sintonia tra le amministrazioni locali e le sigle sindacali.

L’obiettivo comune è quello di tutelare il lavoro e garantire la conclusione di un’opera strategica per il territorio savonese.

Comune di Savona

Comune di Albisola Superiore

Comune di Albissola Marina

FILLEA CGIL, FENEAL UIL, FLCA UIL

L’Aurelia BIS,un incompiuta che diventerà un incubo per gli Albisolesi

i cumuli di grana

In questi ultimi giorni è scattato l’allarme per il blocco dei lavori per il completamento della cosiddetta Aurelia Bis.

Comitati e associazioni locali mettono giustamente in guardia sulla pericolosità per la salute dei cittadini e chiedono attenzione dal nuovo sindaco di Albisola Superiore ,lo stesso che in campagna elettorale sosteneva che con l’apertura di questo lotto si sarebbero risolti i problemi del traffico nel Corso Mazzini di Albisola Superiore.

Non solo l’eventuale apertura di questo progetto incompiuto non risolveva alcun problema di traffico pesante, ma addirittura lo incrementerà, soffocando ulteriormente la nostra cittadina, inoltre il blocco dei lavori ,del quale a questo momento non se ne vede la soluzione, creerà un ulteriore pericolosità per gli abitanti.

Questo è dovuto ai cumuli di terre accumulate a grana ( con il cantiere aperto venivano costantemente bagnate) che spargeranno in tutto il paese la polvere sospetta di tracce di amianto.

Il M5S Albisola vigilerà sull’attività della nuova giunta ,chiedendo e portando soluzioni ,che riducano la quantità e la pericolosità di queste polveri sulla salute di giovani , anziani e bambini.

M5S Albisola

ALCUNI RITAGLI DI GIORNALI LOCALI SU QUESTO ARGOMENTO

La fake news dei tagli alle pensioni: ecco tutta la verità

Stanno circolando fake news che parlano di tagli alle pensioni. Sono tutte menzogne. Si tratta del nuovo schema di indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione. L’unica cosa che abbiamo tagliato sono i vitalizi e le pensioni d’oro!

Diciamo subito una cosa: fino a tre volte l’assegno minimo le pensioni verranno adeguate al 100% rispetto all’aumento dei prezzi. Siccome la pensione minima nel 2018 si è attestata a 507,42 euro, significa che tutte le pensioni fino a 1.522,26 euro lordi, che sono il 41% del totale, dal 2019 saranno aumentate almeno di quanto aumenteranno i prezzi. I sindacati che protestano fingono di non sapere che per molte di queste pensioni ci saranno aumenti considerevoli grazie alla Pensione di Cittadinanza, che andrà ad aumentare le pensioni minime fino alla soglia dei 780 euro mensili (nel caso di un pensionato che vive da solo e non ha casa di proprietà). E dimenticano anche che con Quota 100 tutti i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati potranno scegliere di andare in pensione prima rispetto a quanto stabilito dalla pessima Legge Fornero. Due misure di giustizia sociale che gli italiani aspettavano da anni.

Per chi percepisce dalle 3 alle 4 volte la pensione minima (dai 1.522 ai 2.029 euro lordi mensili) l’adeguamento all’inflazione sarà del 97%. Pensate che negli ultimi 4 anni è stato del 95% e senza un nostro intervento sarebbe sceso al 90% nel 2019. In termini materiali significa che considerando un’inflazione 2019 stimata all’1,1%, un pensionato con 1.523 euro al mese avrebbe visto il proprio assegno aumentare di 15 euro, mentre grazie alla nuova indicizzazione il suo assegno mensile aumenterà di 16,25 euro.

Per chi percepisce una pensione superiore dalle 4 alle 5 volte rispetto a quella minima l’adeguamento sarà del 77%, dalle 5 alle 6 volte sarà del 52%, dalle 6 alle 8 volte del 47%, dalle 8 alle 9 volte del 45% e infine per chi percepisce una pensione oltre 9 volte superiore a quella minima l’adeguamento all’inflazione sarà del 40%. Questo a fronte di uno schema che senza il nostro intervento avrebbe visto l’indicizzazione delle pensioni dalle 6 volte la minima in su passare dal 45% di adeguamento all’inflazione dello scorso anno al 75%! Un bel regalo per i pensionati d’oro, sulla pelle degli altri pensionati.

Prendiamo il caso di un pensionato che ogni mese riceve un assegno 10 volte superiore alla pensione minima, cioè 5.072 euro lordi. Questo pensionato vedrà aumentare il suo assegno mensile di 22,5 euro invece che di 42 euro, ossia quanto avrebbe ottenuto con la nuova rivalutazione al 75%. Un mancato aumento di 19 euro e 50 centesimi, per un totale annuo di 234 euro lordi.

Risparmi che lo Stato ha investito nelle pensioni più basse, sia per aumentarne la rivalutazione sia per finanziare la Pensione di Cittadinanza.

Andiamo avanti convinti che diminuire le diseguaglianze non produce solo equità, ma anche maggiore crescita economica. I benefici li raccoglieranno tutti.

Visita del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Simone Valente

Stefania Scarone Candidata Sindaco Albisola Superiore e Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Simone Valente

Venerdi 24 Maggio alle ore 17,00 Il Sottosegretario Alla Presidenza del Consiglio Simone Valente  con delega allo Sport e Il Consigliere Regionale Andrea Melis ,incontrerà la Candidata Sindaco Di Albisola Superiore Stefania Scarone ,con componenti della lista e sostenitori.

L’incontro sarà all ‘InfoPoint del MoVimento 5 Stelle di Corso Ferrari ,166.

 Con Simone Valente e Andrea Melis si parlerà in particolare delle reali  possibilità di proporre per Albisola, un polo sportivo ,che comprenda ,oltre che gli sport maggiori  , anche tutti gli altri sport chiamati impropriamente  minori.

Seguirà un aperitivo con i candidati e sostenitori al Bar/Pasticceria La Spiga d’Oro di Albisola Superiore.

M5S Albisola

Noi non abbiamo bisogno dell’ “aiuto da casa”

Ieri sera ,20 maggio all’auditorium della Massa, si è svolta una bella iniziativa organizzata dai Comitati  Albisolesi per sensibilizzare i Candidati Sindaci delle 3 liste sull’argomento relativo all’inquinamento ed i rischi sulla salute pubblica che questo comporta.

In particolare si è messo in risalto, con l’intervento dell’oncologo, Dott. Gianfranco Porcile, che l’inquinamento generato dalle polveri sottili influisce pesantemente sulla salute  di tutti.

Il problema Albisolese, ma non solo, del traffico pesante nel centro cittadino, può e deve essere risolto.

Una delle liste che si presentano ad Albisola Superiore dice che non si può fare nulla per cambiare la situazione e chiede un “aiuto da casa” per ribadire che quello che sostiene Stefania Scarone, Candidata Sindaco M5S Albisola, sono in sostanza “sparate elettorali”.

Mi sembra veramente inopportuno, a questo riguardo, chiamare in causa il Prefetto, autorità super partes e sancire in questo modo la  scarsa importanza che riveste il Sindaco, massima autorità sul proprio territorio.

Che la lista Garbarini si voglia far “commissariare” dalla politica regionale come succede virtualmente al comune vicino di Savona?

Lasciamo che siano pareri tecnici e legali a ricordare le competenze di un Sindaco, a patto che se ne abbia la volontà. 

Vorrei a questo punto citare un aneddoto di cui io sono stata testimone.

Qualche anno fa, durante un evento artistico di un noto ceramista albisolese specializzato nella produzione di palle di Natale  finemente decorate, un noto politico di professione invitato a parlare disse che il ceramista era bravissimo a realizzare palle di Natale da 25 anni, mentre lui era altrettanto bravo a raccontare “palle” da oltre 25 anni.

Al di là degli aneddoti, la realtà dei fatti è che le promesse elettorali vanno concretizzate e la vita e la sicurezza dei cittadini vanno tutelate.

Una zona a traffico limitato nelle vie cittadine di Albisola è realizzabile, è solo necessaria una forte volontà politica per attuarla.

Stefania Scarone Candidata Sindaco M5S Albisola

La Lista Stefania Scarone M5S Albisola presenta il programma e i candidati Consiglieri

Candidati alle Elezione Europee Silvia Malivindi e Marco Mes ,Candidata Sindaco Stefania Scarone e i Consiglieri regionali Alice Salvatore e Andrea Melis

Ieri sera 16 Maggio alle ore 21 presso la Sala degli Alpini di Albisola Superiore vi è stata la presentazione del programma della lista M5S Albisola con Stefania Scarone Sindaco.

Davanti ad una sala gremita di cittadini albisolesi ,la Candidata Sindaco Prof.ssa Stefania Scarone insieme ai Consiglieri Regionali Alice Salvatore, Andrea Melis, i Candidati alle Europee Silvia Malivindi e Marco Mes ,ha presentato il suo programma amministrativo ,spiegando in particolar modo che esiste la reale possibilità di risolvere l’annoso e ormai inderogabile problema della viabiltà cittadina ,in particolare quella dei mezzi pesanti ,ribadendo la sua posizione sul fatto che è possibile emettere un ordinanza che blocchi o ridimensioni grandemente la circolazione dei mezzi pesanti.

Questo sarà possibile attraverso un Ordinanza del Sindaco, che istituirà una zona ZTL (zona a traffico limitato) in Corso Mazzini e Via Turati .

La lista Garbarini (ora vicesindaco e assessore ai lavori pubblici) dopo le perplessità espresse per questa soluzione ,nel confronto pubblico alla Massa di lunedi 13 maggio, afferma ora che i tir si possono limitare.

Allora ci chiediamo: se era possibile bloccare  o ridimensionare il traffico pesante durante il mandato Orsi ,perchè non lo ha fatto prima? 

La sua amministrazione ha avuto a disposizione ben 10 anni per affrontare questo problema ,ma è riuscita solo ad emanare una mini ordinanza  per  qualche venerdì della scorsa estate.

La serata è poi continuata con la presentazione dei candidati consiglieri che hanno dichiarato le loro professionalità e competenze per metterle al servizio dei cittadini.

Dopo gli interventi puntuali e utili per la realtà albisolese del Consiglieri Regionali e dei Candidati alle Elezioni europee ,in conclusione è intervenuto anche il deputato varazzino Sergio Battelli, incoraggiando e sostenendo la lista di Stefania Scarone M5S Albisola.

Ringraziamo di cuore tutti i sostenitori e i cittadini albisolesi ,giovani e meno giovani che sono intervenuti , in particolare la  meno giovane ,92 anni,  che è rimasta imperterrita fino alla fine.

Candidata Sindaco Stefania Scarone e Sergio Batelli Deputato del M5S

Una decisione da prendere subito

Il traffico pesante ad Albisola Superiore incide pesantemente sulla salute e la sicurezza dei cittadini.

Il Sindaco è responsabile in prima persona dei suoi cittadini che è chiamato ad amministrare.

Io intendo esercitare appieno questa prerogativa ,perché sono una cittadina albisolese che vuole portare nel suo paese un’aria nuova ,un vero cambiamento, che tocchi tutti gli aspetti del governo della mia città ,a partire dalla nostra salute e sicurezza.

Basta morti sulle nostre strade cittadine.

Il Confronto tra i Candidati Sindaci organizzato da Comitati e Associazioni Cittadine

Lunedi 13 Maggio al’Auditorium della Massa ad Albisola Superiore si è svolto il Confronto tra i Tre Candidati Sindaci Garbarini Maurizio,Stefania Scarone,Baccino Marino.


Tutto è stato organizzato in maniera perfetta dal Associazione di cittadini “Albisola Vivibile”,”Albisola Luceto Sostenibile” e dal “Comitato Albamare”.

L’organizzazione del dibattito ,impostata in maniera televisiva dal ex direttore di Primo canale Luigi Leone ,il giornalista ha portato avanti il confronto assegnando tempi di risposta contingentati alle domante preventivate.

La sala della Massa era strapiena di cittadini che volevano capire chi finalmente li avrebbe liberati dal traffico pesante .
Questo l’intervento di Stefania Scarone Candidato Sindaco per il M5S Albisola.

E’ stato interessante anche il momento che i Candidati Sindaci potevano rivolgere una domanda a un altro candidato.

Questa è la domanda fatta da Stefania Scarone a Garbarini. 

Siamo felici di ringraziare i comitati e le associazioni che tanto si sono spesi per la questione del traffico pesante e la sicurezza sulle strade cittadine e del confronto organizzato e di tutte le altre iniziative che vorranno portare avanti per il bene della nostra cittadina.

Storicamente il M5S è vicino a che partecipa e si attiva per il bene comune .Nel programma da noi fatto insieme ai cittadini albisolesi vi è la volontà di istituire un Albo per le Associazioni Attive sul territorio, questo permetterà di confrontarci in maniera organizzata e costante con tutti quelle associazioni che ne faranno parte per raggiungere obbiettivi comuni.

Obiettivo “Green New Deal”: una crescita economica alleata dell’Ambiente

 

Ciao a tutti! Per me è un grande onore guidare il Ministero dello Sviluppo Economico e lo voglio fare con grande umiltà e molta determinazione. La determinazione mi viene soprattutto da una consapevolezza: il fatto di avere oggi un’occasione storica, non solo imprenditoriale ed economica, ma anche di cambiamento culturale. Mi riferisco al modo di considerare l’ambiente. Finora l’ambiente per un’impresa è stato o un limite o una serie di ostacoli burocratici o molto spesso è stato la vittima sacrificale di un certo modo di fare sviluppo economico. Le conseguenze purtroppo le conosciamo bene: le respirano i nostri figli, le mangiamo sulle nostre tavole e le subiamo a livello mondiale. Oggi è il momento non più rinviabile di pensare che l’ambiente non può più essere un limite o una vittima o qualcosa da salvare in un momento di emergenza drammatica, oggi ambiente è e deve essere il nostro alleato, alleato anche nel fare impresa. L’ambiente è di fatto un’occasione straordinaria di sviluppo economico.

Saremo noi a prenderci il compito di fare in modo che questa trasformazione si realizzi, una trasformazione che il MoVimento 5 Stelle ha sempre avuto ben chiara fin dalla sua nascita. Agiremo su due pilastri: a livello europeo vogliamo ottenere una green-rule. Che cosa significa? Vogliamo fare in modo che gli investimenti sull’ambiente siano finalmente scorporati dal deficit degli Stati, perché finora non è stato così. I Paesi virtuosi, quelli che investono per fermare il cambiamento del clima e per creare posti di lavoro con le tecnologie verdi e rispettosi dell’ambiente in cui viviamo, devono poterlo fare senza vincoli. In questo modo creeremo decine di migliaia di posti di lavoro e un percorso di crescita economica sì, ma che è alleata e non nemica dell’ambiente. A livello italiano dal Ministero dello Sviluppo Economico vogliamo gettare le basi per la realizzazione del cosiddetto green new deal. Che cos’è? È un modo di intendere la politica imprenditoriale ed economica che non subisce l’ambiente, ma lo rispetta come opportunità. È una trasformazione che non deve provocare nessuno choc alle nostre imprese, che sono la spina dorsale del nostro Paese.

Ascolteremo le aziende, le loro esperienze e la loro sensibilità. Saremo il loro primo alleato e faremo assieme a loro i primi passi verso questa evoluzione. Il percorso è tracciato: le energie rinnovabili per noi non dovranno più essere un settore di nicchia dell’economia italiana, ma devono diventare un settore protagonista. Dobbiamo evitare gli sprechi di energia e quindi di denaro nel riscaldare gli edifici d’inverno e raffreddarli in estate e lo possiamo fare avviando la ristrutturazione di ciò che già esiste. Economia circolare come modello del futuro. Che cos’è l’economia circolare? È quel modello per cui niente viene sprecato, niente torna alla natura come rifiuto inquinante, ma tutto ridiventa nuova risorsa. Perché le immagini dell’isola di plastica che galleggia nel Pacifico e grande tre volte la Francia non le vogliamo più vedere. Vogliamo uscire da un’economia obsoleta basata sul carbone, accompagnando le aziende nella transizione. L’obiettivo non è solo quello di proteggere il nostro pianeta, che oggi più che mai rischia di ritrovarsi sull’orlo del baratro, ma anche quello di crescere come Paese e, perché no, diventare un esempio da seguire in Europa e nel mondo intero. L’obiettivo è quello di creare migliaia di posti di lavoro, di far guadagnare di più le imprese esistenti e di permettere che ne sorgano di nuove. Insomma di creare un nuovo inizio con una nuova forza, l’ambiente. Non dobbiamo spaventarci delle sfide, anzi, dobbiamo guardare con fiducia e continuare a sognare in grande oggi più che mai.

Il MoVimento 5 Stelle è visione e questa visione è il futuro sostenibile che vogliamo costruire per i nostri figli. È un progetto di comunità. Troppe volte siamo stati obbligati a scegliere tra posti di lavoro e inquinamento, tra crescita e consumo del suolo, tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente. Adesso è il momento di dire basta, perché un altro modo di fare è possibile e noi lo renderemo possibile.

Parte oggi il tour #iosonoplasticfree nella provincia di Caserta.

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544 mila abitanti, 40 comuni coinvolti, 6 mila borracce in alluminio da consegnare.

Un tour de force contro la plastica che coinvolgerà uno dei territori più vasti del Paese. L’evento rappresenterà un’occasione per distribuire materiale informativo sulla Legge Salvamare e per parlare del nostro Patto per l’Ambiente: il Green New Deal.

Una serie di eventi che coinvolgeranno adulti e bambini e che mira a sensibilizzare sull’utilizzo di materiali eco-compatibili e sul non utilizzo di plastica monouso.

Ecco le città coinvolte:
Ailano, Alife, Bellona, Casapulla, Macerata Campania, Portico, San Prisco, Recale, Frignano, Aversa, Trentola, Santa Maria a Vico, S. Marcellino. Santa Maria Capua Vetere, Cesa, Casal di Principe, Castel Volturno, Parete, Orta di Atella, Villa Literno, Sessa Aurunca, Mondragone, Casagiove,Vitulazio, Succivo, Sant’Arpino, Lusciano, Cancello Arnone, San Felice a Cancello, Pietramelara, Riardo, Baia, Caianello, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, Roccaromana,
San Nicola La Strada, Casapesenna, Piana di Monte Verna, Maddaloni.

Trasparenza sul vizietto dei partiti

Screenshot 2019-11-10 10.23.41Postato il MoVimento 5 Stelle

Soldi e partiti sono un binomio micidiale che ha segnato le peggiori pagine della storia della nostra Repubblica.

Un “vizietto” che i partiti non hanno mai abbandonato, nonostante le stangate arrivate in diverse fasi della storia d’Italia. Senza tornare ai tempi di “mani pulite”, basta guardare all’ultimo lustro in cui i partiti si sono mossi come della holding, società a scopo di lucro che hanno investito in immobili, finanza, perfino pietre preziose. E a farne le spese, alla fine, sono i cittadini, perché tutto a inizio dai fondi pubblici.

Da ultimo sul caso “Moscopoli” da Salvini ancora nessun segnale di vita. Il suo quasi omonimo Savoini improvvisamente diventa uno sconosciuto, uno incontrato per caso, ma che si spendeva il suo nome in operazioni che sembrano avere certamente delle ombre, altrimenti la magistratura non starebbe indagando. Ma, a parte qualche battuta da (ultima) spiaggia, a tutte le legittime domande che sono emerse in questi mesi il “Capitano coraggioso” ha replicato battendo in ritirata, omettendo, dando risposte a mezza bocca.

Gli sono state chieste risposte in una sede quanto mai opportuna quale quella del Parlamento italiano quando era ministro, ma lui non si è neanche presentato come sarebbe stato suo dovere, figuriamoci ora. Eppure continuano a venire fuori questioni legate a denaro e partiti, ultima l’acquisto di un bond di 300 mila euro di Arcelor Mittal. Ma cosa diavolo c’entra un partito con i bond? La Costituzione ci dice che “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Concorrere alla politica nazionale, non alla finanza internazionale.

Per cui ben venga il disegno di legge d’istituzione di una Commissione d’inchiesta su “Moscopoli” ma facciamo anche di più, guardiamo a tutti i fondi di tutti i partiti. In questo modo non solo toglieremo qualunque alibi alla Lega, ma daremo dimostrazione ai cittadini italiani che i partiti non hanno paura di farsi guardare nelle tasche e che rispettano il principio di trasparenza.

Chi non ha fatto nulla di male, non ha nulla da temere.

Professor Conte, i miei complimenti!

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Franco Caminiti) – Forse il professor Giuseppe Conte è sceso coi piedi per terra. L’ha dimostrato con un gesto di coraggio. Di coraggio vero, perché mescolarsi agli operai Ilva, voglio dire ‘fra loro’ non da un palco magari sollevato e protetto, non era semplice. C’era un rischio reale (ricordate la statuetta sui denti di Berlusconi?), un rischio reale e fisico. Eppure Conte si è mescolato fra gli operai. Bravo! Ho detto è sceso coi piedi per terra, proprio così, con la frase “non ho la soluzione in tasca”. Non era questa la sua posizione qualche giorno fa, quando invece era convinto, e voleva convincere gli italiani che avremmo ‘inchiodato Arcelor-Mittal’ alle loro responsabilità. Come se il più grande produttore d’acciaio del mondo non avesse buoni avvocati a valutare le azioni prima di intraprenderle. 7 ne hanno messi in campo, dicesi ‘7’ avvocati, di quelli da centomila euro al giorno! L’ho scritto quasi subito che Conte avrebbe perso la battaglia con Mittal; se ne è reso conto.

Chi sembra ancora vagare nelle nuvole è il viceministro Stefano Buffagni, il quale, ancora ieri, in un video su Facebook, riferito a Mittal, sbraitava: gliela faremo pagare cara!. Sbagliare ‘a caldo’, subito dopo la decisione di Arcelor-Mittal, sarebbe anche comprensibile, (non perdonabile), ma dopo aver compresa la situazione i toni avrebbero dovuto modificarsi. Invece Buffagni in questi ultimi giorni sembra essere vissuto ‘altrove’.

Avrei voluto vedere una delegazione di politici che piazza una tenda all’Ilva e ci sta fino a quando non si risolve il problema. Deputati e senatori che vivono, mangiano e dormono, nei banchetti davanti all’Ilva, per provare cosa vuol dire respirare l’aria ricca di polvere di ferro, l’aria che uccide la gente, e adesso anche l’aria di disperazione. No, nessuno ci è andato. Ci è andato Conte, l’unico che, se andiamo a ben vedere, in questa vicenda non ha nessuna, proprio nessuna, colpa. Anzi, ha anche tentato di metterci una pezza ripristinando le clausole di garanzia dette ‘scudo penale’. Ma i 5 Stelle si sono opposti in Parlamento, capitanati da Barbara Lezzi, che forse avrà pensato di farsi così la campagna immagine per la sua candidatura a Presidente della Regione Puglia. E forse, insidiare anche il ruolo di Di Maio in seno al Movimento. Nella vicenda Ilva di Taranto, nessuno può tirarsi fuori, nessun partito, perché tutti c’erano, in un modo o nell’altro, sin dai tempi dei Riva. Sì, uno può dire ‘io non c’entro in questo problema’, uno solo, ed è Giuseppe Conte. E’ una realtà, dimostrata ampiamente dal fatto che solo Conte ha avuto il coraggio, e la coscienza pulita, di andare ad abbracciare gli operai disperati di Taranto.

In tanti che mi seguono, e che spesso mi attaccano, mi hanno tante volte detto ‘quando dirai bene di Giuseppe Conte?’. Ecco, è il momento di dire, senza timore di smentite: “Bravo Presidente Conte!”

Dai diamanti ai bond di Arcelor Mittal. Per la Lega #PrimaLeMultinazionali

 

Dai diamanti in Tanzania ai bond di Arcelor Mittal.

Salvini che si dice, a parole, contro l’Europa delle banche, dovrebbe spiegarci perché il suo partito avrebbe investito, a scopo di lucro, 300 mila euro in obbligazioni dell’azienda franco-indiana che ha acquistato l’Ilva e che ora minaccia di recedere, unilateralmente, dal contratto firmato con lo Stato.

Infatti, quella stessa Lega, a parole sovranista, che chiede di reintrodurre l’immunità penale per Arcelor Mittal, secondo diversi organi di stampa, avrebbe investito 300 mila euro proprio in un bond corporate di Arcelor Mittal. Cioè dice di essere dalla parte dei cittadini, dei lavoratori, contro i poteri forti, ma investe soldi in obbligazioni di multinazionali straniere.

Da “prima gli italiani!” a “prima i franco-indiani”, in questo caso. A parole fa finta di combattere l’Europa “serva di banche e multinazionali”, salvo poi schierarsi sempre dalla parte di quest’ultime. È forse per questo che la Lega, invece di prendersela con la multinazionale franco-indiana, e difendere i lavoratori come sta facendo l’esecutivo, si è scagliata contro il Governo? Salvini scappa e non risponde, come sempre, come ieri mattina, a precisa domanda, dice di chiedere all’amministratore della Lega su questi investimenti. Quindi investono a sua insaputa i soldi del partito?

È chiaro, quindi, il motivo per cui l’ex sottosegretario leghista al Mise, Edoardo Rixi, dimessosi per lo scandalo delle spese pazze in Liguria, si spendesse così tanto per Arcelor. Ed è curioso che Arcelor, a luglio del 2018, assunse come capo comunicazione proprio l’ex portavoce di un leghista d’annata, Roberto Maroni. Insomma fra l’azienda franco-indiana e la Lega ci sono molti rapporti e molti contatti. E chissà cosa avrà detto loro Salvini, da vicepremier, quando ha incontrato i vertici di Arcelor Mittal. Forse si è passati da prima i lavoratori a prima gli investimenti, quelli del partito verde.

Ma la domanda è: ritenete normale che la Lega, come emerge dalle inchieste, investa soldi pubblici (ricordate i famosi 49 milioni di rimborsi elettorali con i quali acquistarono diamanti in Tanzania), non solo su obbligazioni Arcelor Mittal, ma anche su alcune delle più famose banche e multinazionali, come l’americana General Electric, la spagnola Gas Natural, le italiane Mediobanca, Enel, Telecom e Intesa Sanpaolo?

Non c’è un macroscopico conflitto d’interessi se parliamo di un partito che è in Parlamento e che dovrebbe tutelare gli interessi degli italiani?

Con il Reddito di Cittadinanza iniziamo a portare l’Italia al livello degli altri Paesi UE

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Di seguito l’intervista a Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, apparsa su “Famiglia Cristiana”:

«I risultati concreti stanno per arrivare». È fiduciosa Nunzia Catalfo, 52 anni, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Lei, che già nel 2013 era stata prima firmataria del disegno di legge per l’istituzione del Reddito di cittadinanza, sottolinea innanzitutto che “non sono previste modifiche a questa misura, partita solo alcuni mesi fa. Adesso attendiamo i risultati che arriveranno con la seconda fase che è già iniziata. I Centri per l’impiego hanno avviato le convocazioni (sono già stati sottoscritti 50 mila Patti per il lavoro), e sono operative le due piattaforme previste dal decreto (GePI, acronimo di Gestionale per i patti per l’inclusione, e MyAnpal, la “scrivania digitale” che fa da intermediaria tra domanda e offerta di lavoro). Inoltre, la scorsa settimana ho firmato il decreto per l’avvio dei progetti utili alla comunità a cui i percettori parteciperanno nei loro Comuni di residenza”

Continua a essere convinta della bontà del provvedimento?

«Il Reddito di cittadinanza è una misura che andava fatta perché, come ha recentemente ricordato anche papa Francesco, i poveri non sono numeri ma persone a cui andare incontro. Questo è stato il motore della nostra azione. Il provvedimento è il grimaldello che, affiancato a un sostegno al reddito, ha messo fine all’immobilismo sulle politiche del lavoro in Italia. Abbiamo messo in piedi un’azione di sistema che questo Paese aspettava da vent’anni, finanziando con un miliardo di euro le Regioni per potenziare infrastrutture e risorse umane. Entro il 2021 saranno assunti a tempo indeterminato 11.600 nuovi operatori che andranno ad aggiungersi agli 8 mila che già operano nei Centri per l’impiego. Finalmente iniziamo a portare l’Italia al livello degli altri Paesi Ue».

I furbetti del Reddito di cittadinanza. Come trovarli?

«Come stiamo già facendo. Con controlli serrati che, grazie al lavoro delle autorità, già nei primi 6 mesi ci hanno permesso di scovare 185 lavoratori “in nero” percettori di RdC. Per tutti è scattata la denuncia più la revoca del beneficio. Il regime sanzionatorio che abbiamo previsto è molto severo: chi froda lo Stato prendendo indebitamente il Reddito rischia fino a 6 anni di carcere. Su questo non facciamo sconti».

In quali zone del Paese ci sono più domande?

«La maggior parte dei 980 mila nuclei percettori risiede in Campania (19%) e Sicilia (17,3%), mentre le percentuali più basse si registrano in Valle d’Aosta (0,1%) e Trentino-Alto Adige (0,3%)».

Questo significa che c’è anche più disoccupazione al Sud. Come combatterla?

«La disoccupazione noi la stiamo già combattendo e i dati ci danno ragione, tanto che ad agosto il tasso è sceso al 9,5%, ai minimi dal 2011. Anche la disoccupazione giovanile è in calo di 1,3 punti percentuali al 27,1%, il punto più basso dal 2010. Sappiamo che non basta, che oltre alla quantità bisogna rafforzare anche la qualità del lavoro. La parola chiave è diritti e per questo abbiamo fatto subito il Decreto dignità che, malgrado le critiche, sta dando i suoi frutti. I prossimi passi sono il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo. Così si consoliderà il trend delle assunzioni e ci saranno benefici anche al Sud».

Com’è composto il nucleo familiare dei percettori del Reddito?

«Si tratta di famiglia con, in media, 2,4 persone con un’età attorno ai 36 anni. Il 36% dei nuclei familiari che percepiscono il Reddito di cittadinanza vede la presenza di minori: in totale sono 597mila. Un numero da tenere a mente perché vuol dire che circa 600 mila minori, grazie al RdC, hanno un sostegno certo. È una delle cose di cui vado più fiera».

 Il Reddito di cittadinanza non risolve, però, tutti i problemi. Lei ha detto che uno dei suoi cavalli di battaglia sarebbe stata anche la parità di reddito delle donne. A che punto siamo?

«L’obiettivo è quello di arrivare a una totale parità delle retribuzioni tra uomo e donna, che non deve essere solo formale, ma sostanziale. Come? Stiamo studiando una serie di misure premiali volte a incentivare chi assume donne al rientro dalla maternità, a contrastare il part-time involontario, al riconoscimento del lavoro di cura e al rafforzamento del congedo di paternità obbligatorio. In questo senso, intendo coinvolgere pienamente le Camere: in Parlamento ci sono già diverse proposte di legge che possono rappresentare una base di partenza».

Bisogna combattere anche il lavoro nero e il caporalato.

«Il 16 ottobre al ministero del Lavoro ho insediato il tavolo interistituzionale sul caporalato. Voglio che dai lavori del tavolo emergano con forza procedure che spezzino il ruolo centrale del caporale. Questo si può fare esclusivamente rendendo trasparente l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Su questo tema ho avuto modo di confrontarmi con lo Special Rapporteur per le schiavitù dell’Onu, Urmila Bhoola, che ha molto apprezzato l’impegno dell’Italia in questa direzione. Nel contesto difficile in cui ci troviamo a operare, nel quale la criminalità organizzata approfitta delle debolezze dei lavoratori, dobbiamo anche riconoscere che non siamo soli. Abbiamo il supporto della Commissione europea, grazie al Programma di sostegno alle riforme strutturali. Dal canto nostro, come ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali abbiamo finanziato con 85 milioni di euro il piano triennale dedicato proprio alla prevenzione e alla lotta al caporalato».

Abbiamo delle ottime leggi sulla sicurezza, perché allora aumentano gli infortuni e le morti sul lavoro?

«È vero, abbiamo una delle legislazioni più avanzate d’Europa ma questa non è del tutto attuata. È mia intenzione realizzare un aggiornamento del Testo unico sulla sicurezza del 2008. Questo è un obbligo morale, prima che giuridico, di fronte al fenomeno degli infortuni sul lavoro che continuano a essere ancora troppo elevati. Ricordiamoci sempre che parliamo di persone, non di numeri. Occorre inoltre fare in modo che le leggi che abbiamo siano rispettate. Per questo, stiamo già lavorando per far attivare la patente a punti per le imprese che investono in sicurezza e stiamo provvedendo al rafforzamento dell’attività di vigilanza, con nuove assunzioni di personale ispettivo. Puntiamo poi sulla diffusione della cultura della prevenzione attraverso campagne informative e formative. Sono partiti i primi progetti di formazione finanziati dal mio Ministero attraverso il bando Inail: circa 15 milioni di euro che raggiungeranno 30 mila lavoratori in tutta Italia con metodi didattici innovativi adeguati alle specifiche realtà aziendali».

🔴 È FATTA: APPROVATA LA RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI!

72174387_10157338162895813_4203400946891358208_oSiamo stati per anni il Paese con il numero più alto di rappresentanti eletti, abbiamo ascoltato per 40 anni chiacchiere e promesse sulla riduzione del numero dei parlamentari, ma SOLO IL MOVIMENTO 5 STELLE è riuscito ad arrivare all’approvazione di una storica legge di riforma costituzionale:
345 PARLAMENTARI IN MENO E 1 MILIARDO DI EURO IN 10 ANNI PER I CITTADINI.
L’avevamo promesso ed ora è realtà, finalmente l’Italia volta pagina!
#1MiliardoDiMotivi

 

 

 

Approvata Mozione “ Plastic Free Challenge”, Consiglio comunale Albisola Superiore

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Nell’intenso Consiglio Comunale di ieri sera, Lunedi 30 Settembre, è stata discussa e approvata all’unanimità la Mozione presentata dalla portavoce del M5S in consiglio comunale Stefania Scarone per l’adesione del Comune di Albisola alla Campagna “Plastic Free Challenge”.

Nell’approvare questa importante iniziativa, promossa dal Ministero dell’Ambiente, il Comune di Albisola Superiore si impegna a dare l’esempio nell’eliminare l’uso delle plastiche usa e getta a partire dal prossimo consiglio comunale, con l’uso di bottiglie/borracce/bicchieri, riusabili o compostabili.

Progressivamente, questi importanti e utili comportamenti verranno estesi agli uffici comunali e promossi nelle scuole e associazioni e enti.

Le microplastiche, presenti anche nel nostro mare, saranno purtroppo eliminabili fra centinaia di anni e nel frattempo la catena alimentare marina si ciberà anche di queste microplastiche che saranno presenti anche nei prodotti ittici.

E’ quindi urgente e indifferibile prendere coscienza della pericolosità dell’uso della plastica; modificando le nostre abitudini faremo del bene alla nostra terra, al nostro mare e a noi stessi.