Plastic free challenge: via la plastica dal comune di Torino

– 310 milioni di tonnellate. È la produzione di plastica attuale nel mondo. Erano 15 milioni nel 1964.
– 8 milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani.
– 2050. L’anno in cui negli oceani ci sarà più plastica che pesci se non si interviene con urgenza. 

Sono dati che fanno male. Con la dispersione della plastica nell’ambiente stiamo contribuendo a distruggere il nostro Pianeta e, come sempre, a farne le spese saranno le prossime generazioni.

La principale soluzione è una:  limitare l’uso della plastica ogni qualvolta sia possibile, a cominciare da quella monouso.

Per questo motivo la Città di Torino, su iniziativa dell’Assessore all’ambiente, Alberto Unia, e di concerto con gli assessori Sacco e Rolando, aderisce alla campagna “Plastic Free Challenge”, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e fortemente voluta dal Ministro Sergio Costa, che ringrazio.

In questo modo puntiamo a ridurre al minimo indispensabile la plastica negli edifici comunali, facendo in modo di essere da esempio per tutta la comunità.

Ecco le principali azioni.

L’adeguamento dei contratti di fornitura delle macchine automatiche erogatrici, per eliminare la distribuzione di bottigliette d’acqua naturale, l’aumento dei punti d’acqua refrigerata con l’uso di bicchieri riutilizzabili, come già avviene a titolo sperimentale negli uffici dell’Anagrafe di via della Consolata; favorire la raccolta differenziata della plastica nelle sedi comunali di imballaggi di plastica monouso, in particolare di quelli collegati al consumo di cibi e bevande.

Estendere progressivamente alle sedi comunali assegnate in concessione (es. impianti sportivi, o spazi affidati ad associazioni) le stesse pratiche e approvare accordi con attività commerciali private per coinvolgerle in questo obiettivo.

La plastica sparirà anche da catering organizzati dalla Città in occasione di eventi e incontri.

Questa gestione ecosostenibile si applicherà poi agli eventi che si terranno in città; verrà approfondito il tema alla luce della certificazione UNI ISO 20121 e di altri contributi offerti dai progetti europei.

Nei confronti dei suoi dipendenti, inoltre, l’Amministrazione comunale attiverà una campagna di sensibilizzazione e di informazione su “Plastic free challenge” anche con riferimento al potenziamento dell’applicazione dei Criteri minimi ambientali (Cam) in tutte le procedure di acquisto di beni, servizi e forniture.

L’attenzione all’ambiente non sarà mai abbastanza ed è un tema su cui, come sapete, abbiamo intenzione di spenderci senza sosta.

È dovere di ognuno di noi fare tutto il possibile affinché questo patrimonio venga preservato.

Le Istituzioni devono essere d’esempio.

Basta battute: risponda

venerdì 12/07/2019

I fatti sono ormai stranoti, ne parlano tutti i quotidiani e i siti italiani, ma anche internazionali: il 18 ottobre 2018, mentre Matteo Salvini era in visita a Mosca e il giorno prima aveva parlato alla Confindustria russa, il suo ex portavoce Giampaolo Savoini, leghista a 24 carati e presidente dell’Associazione Lombardia-Russia, incontrava cinque personaggi di cui si ignora l’identità nella hall dell’hotel Metropol: due italiani (Luca e Francesco) e tre russi. I quali parlavano di una commessa di gasolio e cherosene all’Italia da 1,5 miliardi di dollari, per ricavarne una commissione del 6%, cioè una cresta da spartire tra faccendieri russi (2%) ed emissari leghisti (4%). Così la Lega si sarebbe garantita un finanziamento illecito estero su estero di circa 65 milioni di dollari per la campagna elettorale delle Europee del 26 maggio 2019: tutta manna dal cielo, viste le “casse vuote” del partito dopo la condanna per i 49 milioni di euro di finanziamenti pubblici rubati o comunque spariti. La conversazione è stata registrata non si sa bene da chi, ma molto probabilmente da un russo (uno dei presenti o qualche spione o cimice), a meno che Savoini non sia stato tradito da uno dei due amici italiani. Infatti l’audio è finito alla redazione del sito americano Buzzfeed, alcuni mesi dopo che la notizia del colloquio e del suo contenuto era giunta all’Espresso.

Lo scoop del settimanale italiano, meno dettagliato, era uscito il 2 marzo, dopo la repentina svolta filo-americana della Lega salviniana, da sempre ritenuta la quinta colonna di Putin in Italia. Ora il secondo scoop, con tutti i particolari, esce in America e fa il giro del mondo proprio all’indomani della visita a Washington di Salvini e di quella a Roma di Putin, che gli ha ricordato pubblicamente la vecchia amicizia, ma con scarsi risultati, visto che ormai il Carroccio si è legato mani e piedi agli Usa. Al momento, nessuno può dimostrare che l’affare si sia concluso, anzi è probabile che si sia inceppato (l’Eni, citata come destinataria delle forniture petrolifere, smentisce tutto e annuncia querele). Idem per la mazzettona concordata dai russi e dai misteriosi Luca e Francesco (il loro amico Savoini vola alto e fa propaganda sulla svolta storica della Lega che cambierà l’Europa con un nuovo New Deal targato Mosca). Ma la Procura di Milano ha aperto un’indagine fin dallo scoop dell’Espresso per corruzione internazionale: che è reato, come quella domestica, anche quando è soltanto tentata. Salvini ha annunciato querele e giurato che la sua Lega non ha mai ricevuto “un centesimo di rublo né un goccio di vodka”.

Ma, a parte il fatto che qui si parla di dollari, non può certo cavarsela con qualche battuta da Cazzaro Verde. Qui la faccenda è seria, serissima, anche se non fosse girato neppure un cent, checché ne dicano la presidente del Senato Casellati (“pettegolezzi”) e i giornali che spacciano lo scandalo per l’ennesima “lite M5S-Lega” (il Messaggero). E le domande a cui il segretario della Lega, nonché vicepremier, nonché ministro dell’Interno, deve rispondere per un elementare dovere di trasparenza sono parecchie.

1. Chi sono il Luca e il Francesco che accompagnano Savoini in Russia a metà ottobre al seguito di Salvini? Noi non possiamo saperlo, ma Savoini lo sa e, visti i rapporti strettissimi con lui, anche Salvini può e deve saperlo. Ieri la sua portavoce ci ha risposto che non conosce i loro cognomi: può Salvini domandarli a Savoini, renderli pubblici e spiegare quale ruolo ricoprono nella Lega, e qual è quello di Savoini, visto che tutti e tre parlavano a nome del partito?

2. Chi intende querelare esattamente Salvini, in presenza di quell’audio? Savoini e i due compari che parlano a nome della Lega, o i giornalisti che raccontano doverosamente quell’incontro e pongono legittime domande?

3. Sia la Lega sia Savoini sostengono che né Salvini né altri dirigenti hanno mai incaricato nessuno di trattare finanziamenti russi al partito. Ma purtroppo risulta dall’audio che i tre l’hanno fatto. Quanti faccendieri come loro si agitano nel mondo leghista, magari per acquisire benemerenze presso il capo? Salvini può garantire che non esistono conti esteri in qualche modo riferibili alla Lega o a suoi intraprendenti emissari come i tre del Metropol?

4. Salvini ribadisce che Savoini non ha mai agito in nome e per conto suo né della Lega. E allora perché se l’è portato appresso come membro ufficiale della sua delegazione in tutti i suoi viaggi a Mosca, prima da eurodeputato e poi da vicepremier, così come alla cena di gala offerta dal premier Conte a Putin a Villa Madama il 4 luglio scorso?

5. Per escludere qualunque passaggio occulto di denaro, la Lega invita a controllare online i bilanci del partito e i suoi conti bancari da tempo sotto la lente di diverse Procure. Ma chi prende mazzette non le registra a bilancio, né le infila nei suoi conti ufficiali, dunque la prova è deboluccia. Può dirci Salvini quanto ha speso la Lega per l’intera campagna per le Europee e con quali fondi l’ha saldata?

6. Quando Salvini partì per Mosca a metà ottobre, si apprese che si sarebbe imbarcato con lui anche Massimo Casanova, patron del “Papeete Beach” di Milano Marittima dove l’amico Salvini trascorre le vacanze estive, poi candidato dalla Lega alle Europee e ora eurodeputato. Ora Casanova conferma: che ci andava a fare, di preciso, in Russia?

7. Dopo lo scoop dell’Espresso, Savoini dichiarò al giornale filorusso Sputnik di non aver mai partecipato all’incontro del 18 ottobre al Metropol, mentre ora dopo la diffusione degli audio ammette che c’era anche lui, anche se comicamente “non si riconosce” nelle sue parole registrate. Salvini gli ha chiesto lumi sul colloquio, ora che ne conosce le parole precise? E qual è la sua esatta ricostruzione dei fatti, al di là del giuramento di non aver preso soldi? Può pubblicare l’agenda completa dei suoi impegni a Mosca nel pomeriggio-sera del 17 ottobre, dopo il discorso alla Confindustria, per dissipare i sospetti su quel lungo “buco” temporale?

8. Molti leghisti gridano al complotto e alla trappola, ricordando le analogie col tranello in cui cadde il vicecancelliere austriaco Christian Strache, costretto a dimettersi alla vigilia delle Europee per un video che lo immortalava mezzo ubriaco in una villa di Ibiza mentre prometteva appalti alla (finta) nipote di un miliardario russo in cambio di tangenti al suo partito nazionalista. Ma, anche se ci fosse un complotto russo, sarebbe un bel guaio non solo per Salvini e per la Lega, ma per l’Italia e per il suo governo: significherebbe che i russi, infuriati per la repentina conversione della Lega da filo-Putin a filo-Trump, stanno facendo uscire notizie (per giunta vere) contro la Lega. Che così avrebbe reso ricattabile il nostro governo. Salvini sta conducendo indagini interne presso i suoi mediatori con Mosca, per garantire che i russi non posseggano altre armi di ricatto o di vendetta contro la Lega, che si ritorcerebbero inevitabilmente sul governo italiano?

9. Tornato dal viaggio a Mosca, il 24 ottobre Salvini fu convocato dall’ambasciatore americano a Roma, e da allora divenne un soldatino obbediente agli Usa sulla Via della Seta, il Venezuela, l’Iran ecc. C’è qualcosa che non sappiamo di quel colloquio riservato in ambasciata? La piroetta diplomatica da Putin a Trump ha comunque finito col rendere Salvini inaffidabile sia per l’uno sia per l’altro partner, per non parlare dell’Unione europea. Con le conseguenze facilmente immaginabili sulla credibilità internazionale del nostro governo. Non sarebbe il caso che il ministro dell’Interno si limitasse d’ora in poi a fare il ministro dell’Interno, evitando incursioni e interferenze nella politica internazionale e lasciando che se ne occupi chi è deputato a farlo, cioè il premier Conte e il ministro degli Esteri Moavero?

10. Quello russo è il terzo scandalo che coinvolge la Lega e imbarazza il premier e gli alleati da quando è tornata al governo, dopo il sequestro di tutti i conti del partito alla ricerca dei 49 milioni scomparsi e l’indagine sul trio Siri-Arata-Nicastri (per non parlare della condanna di Rixi). Non è venuto il momento che Salvini si scusi con i 5Stelle, con il premier, con gli elettori leghisti e con tutti gli italiani?

© 2019 Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006

Dieci anni in MoVimento! Il 12 e 13 ottobre, a Napoli, Italia 5 Stelle. #MoVimen10

Cinque stelle, 10 anni e un’infinità di idee e progetti realizzati e da realizzare insieme.

Ad  ottobre il MoVimento 5 Stelle compie 10 anni, SIAMO TUTTI INVITATI! Celebreremo questo compleanno con la carica e l’entusiasmo del primo giorno, ma anche con un bagaglio di esperienza maturata e obiettivi raggiunti da un  MoVimento che è cresciuto e che oggi ci fa guardare al futuro del nostro meraviglioso Paese con fiducia e ottimismo. Ci siamo uniti, abbiamo coinvolto sempre più cittadini con il nostro entusiasmo e moltiplicandoci abbiamo fatto la differenza.

10 anni fa l’Italia era a pezzi, divorata dalla malapolitica e dalle lobby. Quale cittadino italiano avrebbe potuto immaginare di vedere arrivare in Parlamento dei semplici cittadini che, tra le altre cose, si sarebbero autoridotti lo stipendio per aiutare le PMI, abolito gli odiosi vitalizi, introdotto misure come il reddito di cittadinanza o Quota100 per aiutare gli ultimi e far ripartire l’economia? Ma abbiamo fatto la differenzaanche restituendo, con il Decreto Dignità, una speranza ai giovani lavoratori umiliati per anni con contratti a tempo determinato o investito un miliardo di euro nel Fondo per l’Innovazione per permettere alle nostre migliori menti di realizzare le loro idee in questo Paese senza dover scappare all’estero. Un sogno.

Un sogno diventato realtà grazie al coraggio di due visionari, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, e all’impegno di migliaia cittadini che hanno deciso di non arrendersi dedicando gratuitamente il loro tempo per costruire un posto migliore per i nostri figli. Siamo partiti dai meet-up e, nel 2013, 160 di quei cittadini sono entrati nelle aule di Camera e Senato, spinti dalla forza di un popolo che con orgoglio partiva dalle sue stelle per costruire un nuovo firmamento.

Oggi, dopo 5 anni di durissima opposizione e di lavoro in difesa degli interessi collettivi contro chi difendeva quelli di pochi, siamo al Governo. Abbiamo catalizzato la rabbia e la voglia di Cambiamento di milioni di cittadini che in altri posti del mondo ha provocato conflitti anche violenti, realizzando una rivoluzione gentile senza precedenti al mondo. Nessuno potrà mai negare che il MoVimento 5 Stelle ha portato uno scossone nel panorama politico e in un Paese che si avviava inesorabilmente al declino. Abbiamo fatto la differenza.

Le nostre cinque stelle brillano tutte, ma quest’anno ne vogliamo celebrare una in particolare: l’ambiente, la nostra stella cometa.

L’ambiente come simbolo di bene comune e che tutti insieme dobbiamo tutelare: l’albero nel parco sotto casa, l’acqua pubblica che beviamo ogni giorno, le spiagge dove giocano i nostri figli, il mare con i suoi tesori che vanno protetti contro l’inquinamento e la plastica. Ma tutelare l’ambiente significa anche cogliere una enorme opportunità di sviluppo economico. Con l’economia circolare le nostre aziende devono eccellere nel mondo per la crescita sostenibile. Rispettando l’ambiente “si mangia”.

Per questo decimo anniversario stiamo organizzando un’edizione speciale di Italia 5 Stelle. Non a caso sarà a Napoli, una delle prime città in cui sono sorti i meet-up “Amici di Beppe Grillo”.

Ma non solo: una delle città più belle di questa nostra Italia, salita troppo spesso agli onori delle cronache per drammi ambientali. In Campania si trova la terra dei fuochi, fuochi che proprio grazie all’azione del MoVimento 5 Stelle finalmente si stanno spegnendo.

Attivisti, portavoce e semplici cittadini, che in questi 10 anni hanno contribuito a riscrivere la storia, avranno l’occasione di incontrarsi per festeggiare insieme nel corso di una due giorni piena di idee, spunti e ospiti interessanti.

Se vuoi partecipare ad organizzare i festeggiamenti puoi dare il tuo piccolo contributo nei limiti delle tue possibilità! Continueremo sempre a rifiutare supporti esterni e a mantenerci liberi e per questo ogni contributo, anche economico, è fondamentale.

Aiutaci con una donazione e realizziamo insieme una grande festa per questi primi 10 anni di MoVimento!

Orrore di Reggio Emilia, il Pd fa finta di niente e addirittura nomina un pool di avvocati

Postato il 5 luglio 2019, 10:09 MoVimento 5 Stelle( )Informazione

È viva dentro di noi la storia drammatica dei bambini della provincia di Reggio Emilia, strappati ai loro genitori attraverso un vero e proprio lavaggio del cervello con lo scopo di fargli ricordare traumi mai vissuti, e poi affidati a soggetti che in alcuni casi li hanno persino violentati. Bambini la cui anima è stata letteralmente venduta a soggetti pericolosi, in cambio di denaro, con la complicità di politici, istituzioni, medici, psicologi, operatori sociali senza scrupoli.

Angeli e Demoni“, come è stata giustamente chiamata l’inchiesta che coinvolge sindaci ed ex sindaci del Pd. Ora, che siano del Pd, poco importa. Potevano essere di qualunque partito: la tragedia, lo schifo e l’indignazione, purtroppo, resterebbero invariati.

Ma una cosa è certa: tutto ci si aspetterebbe dal segretario del partito coinvolto in questa vicenda tragica, tranne che assoldasse un pool di avvocati per fare cosa? Forse, per assistere i genitori naturali dei bambini? No. Il pool di avvocati servirà a denunciare chi, secondo il Pd, ha diffamato su Facebook il Sindaco di Bibbiano, che è agli arresti per lo scandalo degli affidi illeciti di questi bambini, appunto. Zingaretti, anziché fare pulizia nel suo partito, pensa a fare causa a chi parla di una vergogna nazionale. Non è certo colpa dei cittadini se in questa inchiesta sono coinvolti esponenti del Partito Democratico. La verità è che Zingaretti doveva fare una sola cosa: cacciare immediatamente dal partito chi è coinvolto in questa inchiesta. Se fosse stato arrestato un sindaco del Movimento 5 Stelle sarebbe stato messo alla porta in 10 secondi netti!

Ed invece Zingaretti fa finta di niente, così come si è girato dall’altra parte per le inchieste che coinvolgono esponenti di spicco del PD in Basilicata, Umbria, Calabria e Campania. Possibile che non abbia detto una parola su una serie di atrocità commesse sulla pelle di bambini? E possibile che, quando rompe il silenzio, lo fa per intimorire le centinaia di migliaia di cittadini indignati e arrabbiati per quanto successo? Nel PD si pensa alle passerelle sulla Sea Watch e ad assoldare pool di avvocati non per difendere i bambini e le loro famiglie, ma per intimorire chi parla di questa vergogna nazionale. Lasciamo a voi ogni commento.

FERROVIA SAVONA-TORINO, MELIS: POTENZIARE TRATTA PER MERCI E PASSEGGERI

Approvata, in IV Commissione, la risoluzione per il potenziamento della ferrovia Savona-Torino di cui il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle è stato promotore.

“La riduzione del traffico su gomma, sia passeggeri sia merci, rientra tra gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per un ecosistema sostenibilee, in particolare, per una migliore qualità dell’aria. Considerato che, per quanto concerne il territorio savonese, l’imminente entrata in funzione del nuovo Terminal Container ‘Vado Gateway’ (la prima nave attraccherà il 12 dicembre 2019) movimenterà da 200 a 250mila TEU (con movimentazione in crescita, se dobbiamo prestare fede alle stime che prevedono carichi fino a 800mila TEU entro il 2025), ne va da sé che la realizzazione di alcune opere infrastrutturali sarà fondamentale oltre che vitale“, dichiara il consigliere regionale Andrea Melis.
Che poi aggiunge: “Opere come il potenziamento ferroviario Savona-Torino, per la connessione con l’area portuale di Vado con l’entroterra savonese e le località piemontesi, e il raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure, la cui progettazione, senza dubbio suscettibile di migliorie, risulta già inclusa nel contratto di servizi RFI, diventano sempre più importanti. Non dimentichiamo che il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie si tradurrebbe anche in una maggior attrattività degli investimenti per tutto il territorio del Savonese”.
“Il dibattito è aperto da tempo anche in Regione Piemonte, per il collegamento Savona-Torino-Cuneo, nonché con la Provincia di Savona e quella di Cuneo, che sarebbero pronte a sottoscrivere un Protocollo d’Intesa al fine di trovare un accordo su progetti di sviluppo e di investimento legati alla logistica retroportuale“.
“Ho fin da subito creduto nella bontà di questa soluzione, al di là degli aspetti più tecnici, sia per aumentare il traffico passeggeri sia per quello merci; mi ero preso l’impegno di formalizzare questa volontà come un interesse comune di Regione Liguria e così oggi in Quarta Commissione è avvenuto attraverso un atto che punta dritto alla richiesta di inserimento nei prossimi aggiornamenti del contratto di servizio con RFI. Quindi ben oltre una mera dichiarazione di intenti ma l’inizio di un percorso molto chiaro”.
La risoluzione infatti prevede che, nell’ambito del Tavolo già costituito ai sensi del Protocollo di Intesa tra le Regioni del Nord-Ovest, Rfi, MIT, approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione (n. 99 del 14 marzo 2019) in occasione degli Stati generali della logistica del Nord Ovest, nel prossimo aggiornamento annuale al Contratto dei Servizi di RFI, sia prevista l’inclusione di opere infrastrutturali ritenute vitali per il conseguimento degli obiettivi.
“Vale a dire il potenziamento degli impianti della stazione di Vado Zona Industriale e di Parco Doria e il già citato potenziamento della ferrovia Savona-Torino con: la posa di un secondo binario tra Savona e Altare, lungo la sede già predisposta e mai ultimata (linea Savona-San Giuseppe di Cairo, via Altare); e la progettazione e realizzazione (in accordo con Regione Piemonte) di un nuovo tronco da Ceva ad Altare, al fine di eliminare il collo di bottiglia esistente, con enormi benefici sui tempi di percorrenza“, conclude Melis.
MoVimento 5 Stelle Liguria

NUOVO PRESIDENTE TPL, MELIS (M5S): “REGIONE HA SEMPRE DICHIARATO CHE LE QUESTIONI RIGUARDANTI TPL LINEA SONO DI COMPETENZA REGIONALE. PERCHÉ ORA VUOLE INFLUENZARNE LA SCELTA?”.

“Come Gruppo regionale abbiamo sempre seguito con puntuale attenzione tanto il tema generale del trasporto pubblico locale quanto le vicende più specifiche di TPL Linea: a riprova, infatti, diversi atti portati in Consiglio regionale”, dichiara il consigliere M5S Andrea Melis. “Dalle dichiarazioni riportate recentemente sugli organi di stampa, sono colpito da come parrebbe che il nome del nuovo presidente di TPL, vale a dire l’ex Sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi, nonché ex senatore, assessore, consigliere regionale, sia proposto dalla Regione, da Toti addirittura! Fatto che stride con quanto avvenuto nel recente passato in Aula consiliare: a fronte di numerose interrogazioni fatte dal sottoscritto, in particolare per chiedere alla Regione di supportare un percorso di TPL per mantenerla in house, quante volte mi è stato risposto che trattasi di materia NON di competenza della Regione?”. “Allora perché – continua il consigliere – ora la stessa Regione vorrebbe influenzare la nomina del nuovo presidente? E perché il presidente della provincia di Savona, il principale azionista insieme al comune di Savona, è disposto ad accettarla?”. “Ricordo agli Enti locali che detengono le quote di TPL Linea, che la scelta se andare a gara o affidare in house dipende unicamente da loro, a prescindere da qualunque presidente sia scelto, a cui loro danno il mandato se fare o non fare qualcosa”. “Non vorrei che si vendesse l’idea che la figura di Orsi sia quella giusta per l’ipotesi di affidamento in house: se ci soffermiamo a guardare la politica regionale, tutto è stato fatto tranne che evitare le privatizzazioni. Peraltro, pur avendo esperienza in campo amministrativo, del politico Orsi non si può dire che abbia comprovata esperienza in campo trasportistico”. “Spiace quindi assistere a questa sudditanza psicologica di qualcuno che pensa di favorire il territorio compiacendo il governatore Toti. Purtroppo, avrà e avranno delle grosse delusioni. Invito tutti a un’attenta valutazione dei pro e dei contro di una nomina e di scegliere di conseguenza”, conclude Melis.

MoVimento 5 Stelle Liguria

La RAI oscura il MoVimento 5 Stelle

Postato il 28 giugno 2019, 15:59 MoVimento 5 Stelle( )Informazione

Quella di oggi doveva essere una giornata speciale: il giorno in cui voltare pagina rispetto alla tragedia di Genova per dare il via libera definitivo alla ricostruzione del Ponte Morandi. Ad assistere alla demolizione di quel che restava del Ponte c’erano le istituzioni, per dimostrare la vicinanza dello Stato alle persone di Genova.

Peccato però che qualcuno non se ne sia accorto. Nel punto stampa che è stato allestito in mattinata erano presenti i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il governatore della Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci.

Eppure, le inquadrature televisive della diretta hanno raccontato altro. E’ stato davvero sgradevole vedere Luigi Di Maio tagliato fuori dalle telecamere di Rainews24. Per minuti e minuti infatti gli operatori hanno indugiato sulle altre tre cariche istituzionali lasciando fuori il nostro capo politico. Come se non fosse presente. Le persone a casa devono aver pensato che non fosse lì.

Perché? Perché questo trattamento? Il MoVimento 5 Stelle è stato letteralmente ignorato.

Qui non si tratta di cronometrare il tempo di apparizione di un politico rispetto agli altri. Si tratta invece del fatto che la televisione pubblica abbia deliberatamente scelto di cancellare dal racconto televisivo di questa giornata una forza politica.

Una scorrettezza apparentemente senza motivazione. Il MoVimento 5 Stelle non si merita questo. Abbiamo lavorato sodo per mesi per riparare al dramma del crollo di Genova. Andremo avanti ancora più convinti di prima, ma pretendiamo una spiegazione per quanto è successo.

Domani la votazione per scegliere i due nuovi Probiviri

Postato il 24 giugno 2019, 9:59 MoVimento 5 Stelle ( )Democrazia diretta

Il MoVimento 5 Stelle ha iniziato una fase di riorganizzazione generale. Da pochi giorni sono partiti gli incontri di Luigi Di Maio con portavoce e iscritti in tutte le regioni italiane per confrontarsi sulle necessità del MoVimento a tutti i livelli.

Un bisogno sentito da tutti noi è quello di proteggere il MoVimento, i gruppi locali, le nostre liste dalle persone che si vogliono approfittare, che si vogliono infiltrare o che semplicemente non rispettano le nostre regole. Ogni giorno arrivano segnalazioni di casi di questo tipo da tutta Italia, ma la gestione di queste problematiche negli ultimi tempi è andata un po’ a rilento. È il momento di accelerare, di ristabilire il rispetto delle regole e di sanzionare i comportamenti scorretti.

Per questo domani si voterà per i due nuovi probiviri che sostituiranno Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro che ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni e che ora sono impegnati nel portare avanti la commissione lavoro e quindi provvedimenti fondamentali come all’introduzione del salario minimo (Nunzia) e il coordinamento di governo e parlamento soprattutto in materie delicate come quella del taglio del numero dei parlamentari e della promozione della democrazia diretta (Riccardo).

Il MoVimento ha bisogno di tutti per affrontare le nuove sfide che ci aspettano. Degli eletti in parlamento e nelle regioni, dei sindaci, dei consiglieri comunali e di tutti gli iscritti e gli attivisti. La rosa di nomi proposta dal garante del MoVimento 5 Stelle, come prevede lo statuto, comprende infatti parlamentari, consiglieri regionali e consiglieri comunali.

Il Collegio dei Probiviri, formato da tre componenti, vigila sul rispetto dei doveri degli iscritti ed a tal fine irroga le sanzioni disciplinari secondo le modalità stabilite dallo Statuto. In caso venga a mancare anticipatamente uno o più componenti, si provvede alla loro sostituzione secondo la stessa modalità della prima designazione. I sostituti restano in carica sino alla scadenza del Collegio dei Probiviri in carica al momento della sostituzione.

La rosa di nominativi proposta dal Garante tra gli iscritti che si sono distinti per imparzialità, saggezza e rettitudine morale, nel rispetto dei principi di tutela delle minoranze e della rappresentatività di genere, è la seguente:

Raffaella Andreola, consigliera comunale di Villorba

Gianluca Corrado, consigliere comunale di Milano

Fabiana Dadone, portavoce alla Camera dei Deputati

Susy Matrisciano, portavoce al Senato della Repubblica

Salvatore Siragusa, consigliere regionale in Sicilia

L’elezione dei probiviri è il primo passo concreto nella riorganizzazione del MoVimento 5 Stelle. Nelle prossime settimane voteremo anche sull’organizzazione nazionale e territoriale, sull’apertura alle liste civiche e sul mandato zero dei consiglieri comunali.

La votazione per i probiviri si terrà domani dalle 10 alle 20. Ogni iscritto abilitato al voto potrà esprimere una sola preferenza. Buon voto a tutti.

Aurelia bis: incontro organizzato sul tema

Screenshot 2019-06-19 19.08.42In data odierna si è svolto presso il Comune di Savona l’incontro organizzato sul tema: Aurelia bis.

Presenti le organizzazioni sindacali della FILLEA CGIL (Maurizio Buffa), FENEAL UIL (Francesco Balato)FILCA CISL (Luca Vosilla), i Sindaci Caprioglio, Nasuti, Garbarini, il vice Sindaco Arecco e l’ing. Cardone per ANAS.

L’incontro ha avuto per oggetto:

– il tema della sicurezza del cantiere, lungo l’intera tratta compresa tra Albisola Superiore e C.so Ricci – Savona;

– il problema di oltre 15 operai savonesi che, dalla metà del mese di Agosto, rischiano di rimanere senza lavoro, oltre alla situazione precaria dei dipendenti delle aziende appaltatrici e sub appaltatrici;

– aggiornamenti in relazione alla pratica di concordato preventivo richiesta dall’impresa CMC;

– la tempistica prevista per la ripresa dei lavori ed il completamento di un’opera che, per circa l’80%, è stata realizzata;

– i disagi patiti dai cittadini interessati dal cantiere.

Per quanto concerne la messa in sicurezza del cantiere, il responsabile di ANAS ha garantito che l’onere compete alla ditta appaltatrice, la quale è obbligata a provvedere a tutto quanto necessita al riguardo. In caso di inadempienza da parte di quest’ultima interverrebbe direttamente ANAS.

In merito al concordato richiesto da CMC, la procedura è in fase avanzata di trattativa per la ricerca di accordo tra curatori fallimentari e l’Impresa ITINERA. A tale riguardo non è stato ancora definito uno schema di accordo, ma, da parte di ANAS, è stato riferito che una risposta dovrebbe pervenire entro l’estate. In caso di esito positivo, i lavori potrebbero riprendere a Settembre ed essere finalmente completati.

La progettazione dello svincolo della Margonara ad oggi è sospesa da parte di ANAS, ma è stato garantito che la somma di 54.000.000euro stanziata per l’opera, non verrà in ogni caso destinata ad interventi diversi dall’Aurelia bis.

Per il prossimo 15 Luglio è stato fissato un nuovo incontro, per conoscere gli aggiornamenti in merito all’esito della trattativa per il concordato preventivo.

Si è riscontrata una perfetta sintonia tra le amministrazioni locali e le sigle sindacali.

L’obiettivo comune è quello di tutelare il lavoro e garantire la conclusione di un’opera strategica per il territorio savonese.

Comune di Savona

Comune di Albisola Superiore

Comune di Albissola Marina

FILLEA CGIL, FENEAL UIL, FLCA UIL

INCONTRO CON COMMISSARIO STRAORDINARIO ASL2, MELIS: CONFRONTO SERIO E PUNTUALE

In mattinata, il consigliere regionale Andrea Melis ha incontrato Paolo Cavagnaro, Commissario Straordinario dell’Asl 2, per fare il punto sulle principali questioni socio-sanitarie del territorio provinciale, con un confronto serio e puntuale.

Al Commissario ho trasferito le principali questioni che abbiamo seguito in questi anni come Gruppo 5 Stelle in Regione Liguria – dichiara Melis -. Temi delicati come il mantenimento e il potenziamento degli ospedali locali, con particolare attenzione per i centri ictus e le apparecchiature di angiografia. Ribadita la nostra visione negativa sulla scelta di esternalizzazione degli ospedali di Cairo e Albenga, così come le preoccupazioni circa l’impoverimento dei servizi offerti in questa fase di attesa tra l’assegnazione del bando di gara e i ricorsi pendenti. Massima attenzione è stata poi riservata sia al dibattito sui Pronto Soccorso e sulla necessità di trovare la migliore organizzazione possibile per la gestione delle emergenze, sia alle questioni più sentite fra i cittadini, tra cui le liste di attesa e la riduzione del personale medico (molti in fuoriuscita per raggiunta età da pensionamento). Al Commissario straordinario abbiamo inoltre ribadito la necessità di identificare delle alternative utili ai Centri Salute e di approntare un migliore rapporto del sistema sanitario con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta“.

“Al centro del confronto, la sfida di sempre: far sì che si possa contare su una vera Sanità forte a livello territoriale, soprattutto per una provincia con l’età media fra le più alte del paese“, aggiunge Melis, che infine ricorda che come M5S “prosegue il lavoro incessante di relazionarsi con tutti gli attori di questo complesso sistema che è la nostra Sanità, cui tutti i cittadini contribuiscono e per la quale dobbiamo puntare ad avere il migliore assetto”.

MoVimento 5 Stelle Liguria